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Per un nuovo centro sinistra liberaldemocratico e liberalsocialista

Per una diversa prospettiva politica, occorre essere collocati a sinistra libera, su posizioni liberaldemocratiche e liberalsocialiste indipendenti, contrapposti a ‘questo’centro sinistra cattocomunista-postcomunista, oltre che avversari intransigenti, ma non settari, di ‘questo’ centro-destra. di Nicola Terracciano

di Nicola Terracciano | 15 Febbraio 2006

Ormai il nuovo XV Parlamento 2006 – 2011 è fatto ed è inutile pensarci più e investirvi anche la minima energia mentale.

Le due partitocrazie di ‘questo’ centro-destra, di ‘questo’ centro-sinistra, gioiose e sostanzialmente d’accordo per la nuova legge elettorale, che rende le segreterie centrali ormai padrone della scelta degli eletti, con una sostanziale mutazione oligarchica del sistema politico italiano, hanno già in linea generale costituito la Camera e il Senato.

‘Questo’ centro-destra di trasformisti, di ex fascisti ed alleato esplicito con espliciti fascisti, di traditori del socialismo, del repubblicanesimo, di secessionisti, di cattolici ex democristiani con l’imprinting clientelare, filo cattolico-vaticano nel loro dna, è sempre inquietante, anche se formalmente rispettoso delle regole democratiche.

‘Questo’ centro-sinistra di post-comunisti, di espliciti comunisti, di fanatici no-global, antioccidentali e antisraeliani, di equivoci cattolici cosiddetti democratici, sempre ex democristiani e dipendenti da preti, parroci, vescovi e Vaticano, con sparse forze minoritarie laiche, socialiste, liberali, che, in cambio di qualche seggio, saranno sempre ridotte al lumicino in termini di incidenza politica, non è in grado di offrire una alternativa credibile a ‘questo’centro-destra ed è somigliante ad esso a livello locale, e per tanti aspetti della loro concezione ‘effettuale’ della politica.

A livello nazionale per il 2006-2011 vi sarà la solita politica di mediazione, nel solco della precedente gestione di potere, con una classe politica debole e la solita egemonia dei poteri forti (dal Vaticano alla burocrazia ministeriale, all’esercito e alle forze dell’ordine, ai poteri imprenditoriali, ai sindacati, alle corporazioni varie degli ordini professionali).

Non potendo avere pertanto il bene, pur amaramente, si dovrà scegliere il male minore (non essendo mai stati e non essendo fautori del pericoloso, gravido di esiti imprevedibili, anche totalitari, come la storia ci ha insegnato, ‘tanto peggio, tanto meglio’), individuando forze vicine ai valori e alle tradizioni liberaldemocratiche e liberalsocialiste di sinistra, che abbiano messo in lista persone presentabili a livello di biografia umana e politica, ma comprendendo anche posizioni di libera, personale astensione.

Per una decisa, diversa prospettiva politica, occorre assumere alcune chiare posizioni politiche: essere collocati a sinistra libera, su posizioni liberaldemocratiche e liberalsocialiste indipendenti, contrapposti a ‘questo’centro sinistra cattocomunista-postcomunista, dal punto di vista ideale, storico, politico, amministrativo, oltre che avversari intransigenti, ma non settari, di ‘questo’
centro-destra.

Essendo un’opera difficile, complessa, ardua, che richiede sacrifici, forza di solitudine, pazienza della storia, non fretta, valori molto poco presenti nel carattere storico italiano, occorre individuare chiaramente chi chiaramente ci sta e partire dalle realtà locali, vicini ai veri problemi della gente, e mettere lì le radici, per salire poi, con realismo, al livello provinciale, poi a quello regionale, poi a quello nazionale ed europeo.

Si fa appello ad uomini liberi di ‘sinistra liberaldemocratica e liberalsocialista indipendente’, affinché incomincino a collegarsi a livello personale e possano riunirsi con calma, per conoscersi, guardarsi negli occhi a livello umano, prima che politico, e vedere con realismo ed efficacia le possibilità di un impegno locale, utilizzando le diverse occasioni elettorali negli 8.101 Comuni italiani, le cui scadenze sono periodiche, a partire da maggio-giungo 2006, su cui nessuno, in modo chiaramente interessato, sta aprendo luce a livello di informazione giornalistica e mediatica.

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Terracciano

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giampaolo Mercanzin

    15 Febbraio 2006 alle 18:06

    Dov’è L’ITALIANO VERO? Perché IO RISCHIO DI NON CAPIRCI PIU’ NULLA.
    In effetti è la nostra storia, fatta di parrocchie, di consorterie, di sotterfugi, nella convinzione che “ogni giorno nasce un cucco, beato chi se lo cucca!”.
    E’ il dogma della fede: si fa quello che dicono.
    Sono pochi che non ci stanno e sono sempre stati pochi. Ogni volta che hanno tentato di cambiare, qualcuno li ha ricacciati inmdietro.
    Diceva un mio grande amico Repubblicano (morto giovane una decina di anni fa):
    “Caro Paolo, la malattia dell’Italia è che I democristiani sono democratici finché governano; i Comunisti, sono democratici finche stanno all’opposizione!”
    E’ una verità sacrosanta ed io spero che dopo il 9 aprile i “Liberi pensatori” possano realmente proporsi per un credibile terzo polo. Non per fare da ago della bilancia che abbiamo visto non funziona. Ma per assumere la guida di una SOCIETA’ rinnovata.
    G.M.

    Rispondi
  2. Luca Bagatin

    15 Febbraio 2006 alle 12:05

    Trovo che Nicola Terracciano in questo suo appello colga, non solo il senso del nostro “Esistere”, che è anche “Resistere” (ad un livello ben superiore rispetto alle boutade massmediologiche dei vari Borrelli che farebbero bene a fare i magistrati e basta), ma anche fotografi la situazione politica italiana degli ultimi anni.
    Nicola sottolinea il “questo centrodestra” e il “questo centrosinistra” che di fatto sono uguali e uniti, aggiungo io, dal Potere. Potere socialburocratico, vaticano, giustizialista (anche a sinistra cominciano a candidare gli “sbirri”, avete notato?), fintamente liberale.
    Un Potere che agisce nelle Coscienze a livello sottile. Attraverso i mass media. Attraverso grandi proclami e le varie operazioni di “retrobottega” (il Grande Mammuth ne sa qualche cosa).
    Un Potere che può essere abbattuto attraverso quattro
    parole: il Risveglio dell’Intelligenza.
    E così Nicola e noi del grande-piccolo Partito d’Azione Liberalsocialista fondato da Mazzini, Garibaldi, Cavallotti e portato avanti dai fratelli Rosselli ed in epoca recente da Luciano Bolis (al quale a breve dedicherò un post), da Bruno Zevi e dal nostro Presidente nazionale Giorgio Parri (figlio del primo Presidente del Consiglio della Repubblica italiana), invitiamo le persone, gli individui ad andare avanti a testa alta, con coraggio, individualmente, a partire da ciascuna realtà locale.
    Per quel che mi riguarda, qui in Friuli ed in particolare a Pordenone abbiamo messo in piedi e continueremo a portare avanti le battaglie del Comitato Liberalsocialista per una Pordenone Libera e Giusta, relativo alle probelmatiche cittadine.
    E’ auspicabile che qualcuin altro, che VOI LA’ FUORI, ci contattaste e ci deste una mano a portare avanti una bandiera di 150 anni di storia e più e di lotte in cui nessuno di noi ha mai rubato, né tradito. Ma ha sempre pagato e continuerà a pagare di persona. Perché siamo Vivi dentro.
    Vivi dentro contro i morti. I morti rappresentati dalla vecchia nomenklatura postcomunista, socialpappista, democristianista, fascista, pseudo repubblicana e pseudo liberale.
    Ecco che, per quel che mi riguarda, per le elezioni politiche non credo di scegliere, pur come suggerisce Nicola, il “male minore”. Sceglierò, per così dire, il bene maggiore cioé non voterò né per Prodi né tanto meno per Berlusconi. Voterò CONTRO di loro che sono il simbolo non più della Repubblica italiana voluta dai nostri avi (mazziniani, liberaldemocratici, anticlericali, massoni, ebrei, socialisti libertari), bensì delle SPOGLIE di questa Repubblica.
    Una Repubblica che andrebbe amata e fatta RISORGERE.
    RISORGERE. RISORGERE. RISORGERE…..

    Luca Bagatin
    Segretario del Partito d’Azione Liberalsocialista del Friuli Venezia Giulia

    Rispondi

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