• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Disastri ambientali annunciati e quella politica che dimentica

di Fabrizio Binacchi | 15 Novembre 2015

Avremo manifestazioni meteo certamente non standard, dicono climatologi e studiosi, se non abbassiamo le immissioni “cattive” nell’atmosfera.

Quando l’acqua sommergerà la nostra casetta al mare o in riva al fiume sarà tardi. Magari succederà nel 2098 o nel 2115 e molti di noi non ci saranno ma, a naso, ci sarà pur sempre qualcuno, anche di nostra discendenza. Ricordare che venticinque, 50, o settanta anni prima qualcuno al telegiornale o su un sito ci aveva scritto “Se cinque metri vi sembran pochi” -fate un po’ voi i vostri conti- sarà del tutto inutile.

Cambiamenti climatici, riscaldamento dell’atmosfera e CO2 in quantità da saldi di fine stagione ci stanno ammonendo che nel giro di 80 cento anni, o forse meno o forse più, avremo l’acqua in casa, per chi sta sulle coste, avremo manifestazioni meteo certamente non standard, dicono climatologi e studiosi, se non abbassiamo le immissioni “cattive” nell’atmosfera.

Giusto pensare alla genomica e alla robotica, giusto pensare alla manifattura e all’olio, che se non è extravergine di oliva non lo puoi vendere come se lo fosse, giusto pensare ovviamente a come conservare meglio tetti e capitelli, marmi e stucchi ma non abbiamo ancora idea di come si potrà vendicare il clima con una manciata di gradi (centigradi) in più.

Chiedete a qualche cinese come si respira in quella provincia annegata nella nebbia di smog, o se si vedono tra loro a dieci metri di distanza. Chiedete agli abitanti di Messina come si sta senza acqua potabile da venti giorni. Chiedete agli abitanti di certi quartieri di Olbia, Genova o di paesi delle Marche e del grossetano come stanno con la minaccia dell’acqua in casa quasi ad ogni temporale. Intanto noi smogghiamo senza ritegno.

Scarichiamo nel cielo di tutto. Provate ad immaginare un cielo da “Day after”: con i numeri e le proiezioni che ci forniscono studi e scienziati quel panorama grigio opaco immaginato nei film, fra un po’ di lustri, toccherà ai nostri bis nipoti o nipoti dei bisnipoti, se non facciamo qualcosa.

Cerchi di correre ai ripari quando i dati sono fuori controllo. O quando  le situazioni sono più incandescenti e non riesci nemmeno a toccarle. Diciamola così: se abbiamo al massimo circa dieci anni di tempo, come ci dicono studi internazionali, per invertire o bloccare le tendenze, bisogna cominciare a far qualcosa domani, non l’anno prossimo. Cerchi di invertire una tendenza quando la tendenza magari ha già scavallato la soglia di non ritorno? Primato della scienza di denuncia o primato della politica che dimentica? Cassandre in libertà o politiche lontane dai fenomeni del mal-ambiente e dagli effettivi bisogni?

In vista della conferenza mondiale sul clima di Parigi, che parte il 30 novembre,  saremo alluvionati da numeri dei disastri annunciati e da fotografie ri-costruite per simulare come andrà sottacqua un ponte a Londra o come sarà invasa dall’acqua una città degli Usa o della Spagna Poi dopo qualche settimana torneremmo alle nostre tasse, ai nostri problemi catastali, ai nostri esodi d’autostrada di provincia e il signor CO2 sarà un ricordo parigino. Di disastri annunziati e di noi che dimentichiamo. Il vero disastro è dimenticare o far dimenticare.

Pensierino finale: Ci allarghiamo come se il mondo fosse tutto nostro, consumiamo come se acqua e aria fossero infinite. Senza capire che così consumiamo noi medesimi.

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: anni, cambiamenti, conti, genova, mare, mondo, parigi, spagna, tasse, usa

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti