Tutti vedono quanto siano stati coerenti con la logica bipolare i due schieramenti: entrambi impegnati a sfilarsi parlamentari da utilizzare contro il mandato dei loro elettori.
La legge di rendiconto è passata grazie alla astensione delle opposizioni e dei malpancisti che, assieme, hanno superato i voti della maggioranza (321 a308).
Ovviamente crescono le fibrillazioni. Così, le manovre oblique, il mercato dei deputati e dei senatori, e, alla fine, le contorsioni e le incertezze di queste ore, ci dicono due verità delle quali si fatica a prendere atto.
La prima: è difficile ricostruire su queste fondamenta. Non apparteniamo alla schiera dei “cecchini” che dopo averci trascinato entusiasticamente nella “seconda repubblica” ora, per lavarsi la coscienza alimentano una indiscriminata campagna contro la politica sparando a tutto e a tutti.
Sono uomini, maitre a penser, giornali e circoli finanziari e dell’imprenditoria assistita che la seconda repubblica l’hanno imposta e spremuta. Ora la vogliono gestire ancora più pesantemente con l’inganno dei “tecnici”. Ribadiamo la nostra contrarietà. Eppure è impossibile difendere questa classe politica. Ed è impossibile uscire dalla crisi senza smantellarla in gran parte.
La seconda verità è che nessuno, proprio nessuno, nemmeno coloro che apparivano i difensori più accaniti, dimostra di credere al bipolarismo. Quanto meno nessuno si comporta coerentemente con la logica bipolare, che richiede un legame diretto con l’elettorato. Vale a dire: governa chi ottiene l’investitura popolare del maggior numero di voti; e ci si rivolge agli elettori una volta che, per qualsiasi motivo, la maggioranza sia venuta meno.
Tutti vedono quanto siano stati coerenti con questa logica i due schieramenti: entrambi impegnati a sfilarsi vicendevolmente parlamentari da utilizzare contro il mandato che avevano ricevuto. Ed entrambi tentati da marchingegni che possano evitare la soluzione più lineare e corretta, cioè il ricorso alle urne.


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