Comincia ad avere un senso la continua pressione di aziende ex municipalizzate, autorità regionali, nazionali e prossimamente europee contro la politica dell’acqua bene comune.
Nella maggior parte della California non piove da anni, e in aree abbastanza estese addirittura da 4 : la Sierra Nevada di neve ha solo più il 10% della media, la falda si sta esaurendo e la mitica agricoltura californiana, che produce metà della frutta USA (arance, prugne, mandorle e noci, già afflitte dallo “sciopero delle api”, che continuano a diminuire) continua a pompare: si comincia temere per il rifornimento della popolazione, già in crisi in qualche area marginale (fonte: Internazionale n.1091).
La riduzione dell’acqua in falda aumenta la concentrazione di pesticidi e fertilizzanti, in alcune scuole si dà solo più acqua minerale importata da fuori dello Stato.
Insomma, il clima sta cambiando, e ce ne accorgiamo in Italia dove di acqua in molte zone ce ne arriva fin troppa. Ma siamo anche troppi al mondo per pensare a migrazioni di popolazioni che si spostino dove c’è più acqua, come certamente è avvenuto molte volte prima che cominciasse la storia.
Forse un giorno dovremo invece spostare l’acqua come facciamo col petrolio (possibilmente senza usare le stesse navi…), comunque è ragionevole pensare che l’acqua aumenterà di valore. E allora comincia ad avere un senso la continua pressione di aziende ex municipalizzate, autorità regionali, nazionali e prossimamente europee per combattere contro la politica dell’acqua bene comune e per ignorare che c’è stato un referendum popolare in materia.
Anzi, proprio la vittoria referendaria sta diventando un’occasione per la speculazione internazionale, perchè ha diminuito il valore delle aziende italiane del settore, ma non la pressione internazionale ed europea perchè l’Italia indebitata metta in vendita la presenza pubblica nel settore, come richiedono a gran voce tutte le arcigne autorità internazionali ed europee che ci sorvegliano, e il coro dei liberisti. D’altra parte l’Italia è il paese che con un po’ di pressioni di questo genere, quando stavamo molto meglio di adesso, si è fatta portar via per quattro soldi la rete autostradale, che adesso vale più di dieci volte quel che è stata pagata. Insomma, è stata riaperta la caccia al merlo italiano…e ci sono già molti battitori dentro alla burocrazia e alle lobby europee, alle quali i funzionari europei sono tanto devoti quanto sono sprezzanti nei confronti dei parlamentari . Quanto alla burocrazia italiana, basta leggerne le quotazioni sulla cronaca giudiziaria…
Sarà bene porre il massimo dell’attenzione alla legge “sblocca Italia”, redatta da quel limpido ministro, notoriamente insensibile alle pressioni della burocrazia e delle lobby, di nome Lupi, mi sembra una battaglia più urgente di altre che in questo momento stanno conducendo gli amici dell’acqua pubblica. E controllare parola per parola e virgola per virgola, quel che sarà affermato dagli “esperti” dei ministeri italiani e della commissione UE e contorni. Quanto alla stampa, ricordate il silenzio di tomba per un anno mentre si raccoglievano le firme e si faceva la campagna referendaria? e successivamente lo sdegnato e ammutolito silenzio quando si è vinto, contro gli auspici e le previsioni, sbagliate come spesso succede a lor signori?

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