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Bibi a Washington in campagna elettorale

di Oscar Bartoli | 8 Marzo 2015

Bibi Netanyahu ha parlato al Congresso americano riunito in seduta comune per oltre quaranta minuti. Un discorso efficace sul piano politico-propagandistico che sicuramente portera’ e confermera’ voti al primo ministro israeliano nelle prossime elezioni che si terranno tra pochi giorni in Israele.Una evidente e pesante scortesia diplomatica nei confronti di Barack Obama.

Un tipico discorso da politico navigato fatto col collo storto verso il proprio paese.
Ma la Casa Bianca e’ infuriata (questo il termine diffuso ai giornalisti ) per questo comportamento di Bibi, per l’ennesima scortesia procedurale orchestrata dai repubblicani con in testa lo speaker della Camera, per il fatto che questo show del primo ministro israeliano e’ stato fatto in coincidenza con i colloqui che il segretario John Kerry sta tenendo a Ginevra con i massimi esponenti politici dell’Iran.

Come hanno fatto osservare a botta calda alcuni personaggi politici di livello ebrei, ad esempio la senatrice della California Feinstein, nonostante l’irruenza retorica il capo del governo israeliano non ha saputo proporre alcunche’ di concreto.

Al di la’ degli apprezzamenti di prammatica all’inizio del suo discorso rivolti al Presidente Obama, (l’unico che abbia profuso aiuti in decine di miliardi di dollari a Israele), la tesi di Netanyahu e’ che l’Iran costituisce il maggior pericolo per Israele (dimenticando quello costituito dal califfato ISIL che al momento e’ certo il piu’ pericoloso). Delle due l’una: o la guerra, dice Netanyahu oppure rivedere questo deal che e’ in corso di stressante trattativa a Ginevra.

Ma gli americani non ne vogliono sapere perche’ sanno bene che russi e cinesi sono pronti a cancellare le sanzioni economiche all’Iran.

Inoltre l’Iran rappresenta l’unico punto di riferimento nella lotta all’interno del mondo musulmano contro lo ISIS.

Terzo, ma non ultimo: l’Iran e’ un paese produttore di petrolio e se le trattative sul ridimensionamento della loro capacita’ di produrre la bomba andranno a buona donna, gli iraniani ci metteranno un amen a farsela in breve tempo con l’aiuto di russi e cinesi.

Da qui il tentativo degli americani di costringere l’Iran a firmare un accordo di dieci anni ovvero una moratoria nell’ampliamento dei loro siti nucleari.

Come si vede una situazione molto confusa che puo’ essere contenuta solo con un grande impegno diplomatico. Ma Bibi Netanyhu, a detta di molti suoi compatrioti, e’ uno specialista nell’entrare con fracasso nel negozio di cristallerie spaccando tutto.

PS: Il Presidente Obama ha parlato per undici minuti  ed ha detto che il discorso del primo ministro Netanyahu “non ha niente di nuovo e non propone alternative percorribili”. Una pietra tombale su un episodio molto discutibile sul piano dello stile e della sostanza.

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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