Ti offro il mio petto sanguinante
che ha ancora conficcato un coltello d‟inchiostro.
(Carmiña Cándido Daverio)
La mia mano sui tuoi fianchi
afferma che non sei in camera.
(Romina Cazón)
Diluirò la tua ferita di vipera
anche se la cicatrice resterà per sempre.
(Liliana Varela)
Salvami, natura!
Porto nel sangue il veleno di una morte.
.
(María Cristina Botelho Mauri)
Dolgono le guancie ferite
quando la lacrima scende dal mio zigomo.
.
(Wilma Borchers)
All’alba spezzo le gabbie
al crepuscolo, tu, rinchiudi i miei battiti d’ali.
.
(Mónica Montero Fernández)
Quando il bosco cela la sua ombra
sta attenta, farfalla, che ancora non dorme.
(Yesenia Escobar Espitia)
Rotta la giustizia voghiamo,
assieme sapremo tornare alla libertà.
(Alma Fernández)
Ha affondato le sue dita nelle mie spalle,
sporca la casa l’acqua di quella ferita.
(Luisa Isabel García Meriño)
Dov‟era mia madre?
Gridavo ogni mezzanotte tra le botte.
.
(Gwendy Obando)
Mi è rimasta la tua morte fra le mani
per cullarti col mio canto appena nato.
.
(Mireya Robles)
Non ti chiedo più di andartene.
É stato così lungo questo dolore. E così vuoto.
(Marialuz Albuja Bayas)
Senza pianto triste di donna
e Kabul può essere una splendida città.
(Silvia Ethel Matus)
Da quando né piango né sogno,
mi risulta più semplice la vita, non esisto più.
(Guadalupe Orellana)
Sospingiamo con il nostro grido
la voce eterna delle scomparse.
(Kenny Rodríguez)
I landai che si leggono in questa prima pubblicazione della rubrica sono tratti, per gentile concessione del Progetto 7LUNE, da “ La luna e i serpenti” (Prima antologia di Landai ispanoamericani) a cura di Silvia Favaretto e Daniele Rubin.
Esprimo, in uno con il ringraziamento della redazione di pensalibero.it, il mio più sincero apprezzamento per l’opera di divulgazione della cultura ispanoamericana perseguita da “Progetto 7LUNE”.
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I landai nascono come forma di comunicazione segreta, sussurrata.
Lamento antico e popolare delle donne per trasmettere il dolore per angherie e suprusi sofferti.
Con una struttura poetica semplice, di distico di 13 e 19 sillabe (anche non rigidamente).
Landai trasformatisi, poi, in strumento di denuncia – potente, immediato, comprensibile – delle violenze e delle oppressioni pepetrate nei confronti di minoranze e di deboli, di dimenticati.
Ma, i landai riscattanno gli abbandoni a volte levandosi come canto di gioia, di esaltazione di affetti e di emozioni umanissime.
La rubrica è da un’idea e a cura di franchini
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