• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Dalla campagna alla città, l’esodo ‘cantato’ a tre voci

di Paolo Marini | 12 Ottobre 2014

Un canto diviso in due sezioni (un prima e un dopo) che si sviluppa – ora smorzandosi, ora aprendosi più disteso – attorno al canovaccio dell’abbandono del podere di Rovezzano negli anni ’50.

Ha il respiro di un epos familiare (a rievocare il tempo in cui “l’aia era (…) il luogo d’incontro con gli ospiti”, si faceva “una vita dura, senza tempo, ridotta per sempre ad un pezzo di terra” ma quando “ci si riuniva intorno al desco si cominciava sempre col segno della croce perché il pane era un dono del Signore”) eppure è insieme un lamento sobrio e dolcissimo, prezioso come quell’acqua che è “l’anima antica del tempo”. “I giorni dell’esodo” (termine di reminiscenza biblica, verosimilmente non casuale) di Franco Manescalchi (Polistampa, “Corymbos” , pp. 112, € 10,00) è strutturalmente un canto polifonico, a tre voci – quella di Guido (il capofamiglia), di Bruna (la moglie) e di Franco (il figlio e autore dell’opera) – ciascuna intonante la propria melodia, un vissuto fatto di sentimenti, di riverberi e rovelli interiori, prima che di eventi ed episodi della vita materiale. Un canto diviso in due sezioni (un prima e un dopo) che si sviluppa – ora smorzandosi, ora aprendosi più disteso – attorno al canovaccio dell’abbandono del podere di Rovezzano negli anni ’50, in un dopoguerra in cui la miseria si taglia col coltello, per trasferirsi in una casa a Firenze, al Ponte Rosso. Là erano mezzadri e lavoravano la terra, qui vivono in “tre stanze senza servizi in cambio della manutenzione di un giardino di tremila metri quadri, senza stipendio” con Bruna che lavora al pedale della Singer per guadagnare pochi soldi e un giovanissimo Franco che studia, ‘sorvegliato’ da un padrone insospettito dalle sue letture, e soffre l’inaccettabile “Medioevo” che ancora governa i rapporti umani e sociali.

Invano si cercheranno in queste pagine tracce di sdolcinata nostalgia così come di una rabbia gonfia di contestazione, di rivendicazioni. Vi è innervata, piuttosto, una potente vena poetica; potente, poiché semplice, vera, nella sostanza e nella forma (a mio avviso così sempre intrecciate, da farne un tutt’uno). Merita perciò di essere sorseggiato, parola dopo parola, pagina dopo pagina, a scoprirne la magia descrittiva (“bere acqua al beccuccio della mezzina era sensazione unica, certamente il piacere più caro alla memoria. Il fresco del rame alle mani, lo sgorgare dell’acqua alle labbra con la testa piegata indietro; il leggero ‘amarognolo’ del rame dava all’atto una gioia perfetta”), la forza evocativa (“si passavano (…) intere giornate, lavorando, parlando e più spesso in silenzio vicino al focolare, come se si ascoltasse una voce lontana che non sapevamo se fosse quella del vento o di Dio”) e perfino pittorica, di una pittura di macchia (“dopo l’ultimo bicchiere il vecchio si lisciava con le mani a pala i baffi spioventi sotto i forti zigomi e finiva così a somigliare al noce a cui stava appoggiato”), a confermare che la poesia è una specie di acqua purissima che alimenta e sospinge la creatività artistica, comunque declinata.

Pur nella profondità dell’intenzione e del risultato, questo ‘esodo’ corre leggero come il tempo, nel naturale alternarsi di angustie e di gioie, di luce e di sofferenze, non mancandovi sussulti di felicità (“… alla Cerbiosa il lavoro nei campi era durissimo, ma in certi momenti ci si sentiva liberi come uccelli: specialmente nelle mezze stagioni si passavano ore da non dire”) siccome immagini di feroce ironia (gli antifascisti riuniti sull’aia che “al fresco della sera rutteggiavano al Duce in un giro di briscola”).

Leggere quest’opera procurerà una diversa soddisfazione, in ragione dell’età: il vecchio vi riconoscerà un piatto della propria stessa tavola e potrà, nella condivisione, esultare e commuoversi; il giovane vi scoprirà un profumo ignoto di cultura contadina, una felicissima batteria di detti e di intercalari che, nell’era dei tweet e dei fraseggi tronchi e insulsi, stacca la massa dell’informe/uniforme e mostra di quali ricchezza e profondità sia capace il linguaggio. Anche per questo, l”esodo’ di Manescalchi è imperdibile.

Pubblicato in : Invito alla lettura

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti