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O ingegnere o cameriere ovvero del cambiamento nel mondo del lavoro

di Carla Ceretelli | 5 Ottobre 2014

Ecco perché i computer non ci sostituiranno.

 

 

Chissà se i signori ministri sottoministri viceministri sottosegretari tecnici professori competenze eccellenze,  pagati profumatamente dai cittadini  elettori  e cittadini aventi diritto al voto  astensionisti e astenuti,  circa il 50 per cento pare, che si stanno occupando attivamente e senza sosta del J.A. sono coscienti della  realtà a seguire…

 

No, la diatriba avvelenata delle procure non ci appassiona per nulla. Siamo solo sgomenti per l’abisso , l’orrido in cui sta cadendo la magistratura. A tutti i livelli. Dai tempi di mani pulite si è insinuato un piccolo verme che ha corrotto  la mela   che pian piano ha bacato il cesto, prima di essere accantonata. No no, mica è tutta colpa di tonino.. ma da allora l’austerità  degna di rispetto che contraddistingueva uno dei poteri dello stato, forse quello che appariva più sano e incorruttibile…insomma qualcosa è successo. E poi il ventennio berlusconiano. E ora il semestre renziano. Per finire con l’odio viscerale caratterialmente originato, pare, o più seriamente motivato da una diversa  concezione della giustizia nell’approccio alle indagini, fra bruti/robledo, per non fare i famosi nomi.

Non ci appassiona affatto dicevamo ma ci deprime alla grande.

 

E allora cerchiamo conforto nell’articolo 18. E nella scompisciante macchietta crozza camusso landini che solo a guardarli in quella forma ci rincuorano. Per il resto, nei contenuti,  sarebbe più realista un dramma  surreale  di joneschiana memoria.

Entrando nel mondo del lavoro, quello vero di sostanza,  scopriamo o meglio abbiamo la conferma  che la tecnologia polarizza: soppianta i lavori impiegatizi ma non quelli a alte o basse qualifiche. E ci conforta avere contezza della vita che  c’è  oltre il Jobs Act e dispute annesse.

Per arrivare al sodo. Quali tipi di occupazioni saranno prevalenti nel prossimo futuro, diciamo tra venti-trent’anni, quali  obsolete , quali  si diffonderanno. In mancanza di una sfera di cristallo, anzichè prevedere a casaccio il futuro facciamo tesoro del passato   analizzando  l’evoluzione della struttura occupazionale del mercato del lavoro cercando di coglierne i trend di fondo.

Dalla scuola di pensiero dell’economista David Autor, si apprende come, negli USA, negli ultimi decenni e  dirompentemente  negli ultimi anni  si sia registrata una  crescente diseguaglianza salariale, insieme a un  pattern dell’occupazione: richiesta di  qualifiche molto elevate   ingegneri, manager   o qualifiche molto basse camerieri, addetti alle pulizie… si è ridotta invece la quota di occupazione a  qualifiche intermedie  colletti bianchi e mezze maniche. Questo fenomeno, che riguarda anche l’Europa  e dunque il bel paese , dicesi polarizzazione.

Oddio non c’era bisogno di scomodare cotanta competenza dato che tutto ciò è sotto gli occhi di tutti.

Basta vivere a ridosso di  ragazzi/giovani per essere al corrente e soffrire con loro la ricerca di un’occupazione. Si, certo alcuni saranno anche choosy e forse non troppo coraggiosi per l’intrapresa. Ma sfidiamo chiunque ad esserlo.

I  computer e i robot possono  sostituire con efficacia soltanto mansioni routinarie e codificabili con facilità, tipiche di molte occupazioni impiegatizie. Ma, come sottolinea chi se ne intende,  non sono certo idonei a sostituire  creatività, flessibilità e valutazioni soggettive, astrazioni, delle quali spesso sono complementari. Così come  per le mansioni manuali, ma non routinarie, richieste a lavori poco qualificati nel settore dei servizi.

Incremento dunque  della domanda di lavoratori  di alto o basso bordo. Peccato che ci risulta avere qualche difficoltà perfino l’ingegnere che fino a pochi anni fa non aveva alcun problema a entrare in quel mondo che pare diventato la fata morgana.

Dopo avere analizzato e avere osato una spiegazione plausibile ma non certa, c’è da chiedersi cosa ci riserva  il futuro. E allora tiriamo un sospiro di sollievo quando chi sa ci informa che il progresso tecnologico non spiazzerà soltanto lavoratori facendo decadere alcune mansioni affossandole come obsolete, ma contribuirà a crearne  di nuove e a rendere  più produttive quelle  alle quali è complementare. Anche se  non è facile  individuare le mansioni  che ne beneficeranno. La sovrastima della minaccia che la tecnologia porta al lavoro umano è stata una costante negli ultimi decenni. Autor sostiene dunque  che  “l’investimento nel capitale umano deve essere al centro di qualsiasi strategia di lungo periodo che punti a creare competenze che sono complementari – e non sostituite – dalla tecnologia”.

Insomma, oggi più di ieri è importante esortare i giovani a studiare, ma  finalizzando lo studio  all’esercizio di   mansioni astratte che richiedono flessibilità e soggettività non sostituibili dai computer.

A noi pare di avere scoperto l’acqua calda ma chissà se i signori ministri sottoministri viceministri sottosegretari tecnici professori competenze eccellenze pagati profumatamente da cittadini elettori  e cittadini aventi diritto al voto  astensionisti e astenuti,  circa il 50 per cento pare, che si stanno occupando attivamente e senza sosta del J.A.,  sono coscienti di questa realtà…

Pubblicato in : Primo piano

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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