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Eravamo alla frutta. Secca. Ma forse dopo ci toccherà il dessert…

di Carla Ceretelli | 2 Febbraio 2014

De Girolamo che si dismette e la prima volta di Toti. Risse tante, ma mai avevamo visto un manrovescio a una donna in Parlamento. La vivace moderazione di Renzi e la profonda sintonia con Silvio.

carlaceretelliBisogna scegliere non la proporzionale, la quale manda in Parlamento macchine da voto, ma il collegio piccolo, che manda un uomo invece di una macchina, scelto per la stima che si ha di lui. Diceva Luigi Einaudi.

Settimanina ricca di colpi di scena.

De Girolamo  si dismette e  Ricoletta dichiara che si occuperà in prima persona dell’agricoltura.. ah ecco va a zappare, saranno cavoli suoi!

“E’ evidente che anche Berlusconi oggi è a un bivio. La partita è complicata, noi abbiamo fatto un accordo molto serio che prevede alcuni paletti, ci sono un paio di ipotesi di emendamenti, io confido che si possa chiudere rapidamente”. Così  aveva dichiarato Matteo Renzi a Ballarò.

Accordo iniziato con 35 .. quasi saltato al 38. condiviso sul 37.

Miracolo !! dichiara ronzando  Vespone a porta a porta e.. Renzi ci ha le balls!

 

La prima volta di Toti. Garbato Toscano della Versilia, concavo e convesso, sorridente accomodante non alza la voce. Insomma noioso. Pacato e gentile preferisce lavorare di fioretto anzichè di sciabola.   Ex socialista ma perfetto democristo…apparentemente.

Si definisce non il numero due , dopo il number one  che è solo Silvio, ma uno dei tanti numeri due nella variegata Forzitalia.

Se non ti piacciono i cinque o sei, messi dal tuo partito cambi partito, mmm comincia male, il Toti . Si sa che non si può accontentare tutti, soprattutto chi  non si intende di tecniche elettorali sempre piuttosto complicate.

La verità purtroppo è che i grandi  Partiti stanno pensando a come guadagnarsi robuste maggioranze di rappresentanti, talvolta marionette, col  37%, i piccoli a sopravvivere.  Ma per ora, alla qualità della rappresentanza non ci pensa nessuno.Confidiamo che questo accadrà nella seconda fase. Esigiamo un parlamento di gente senza scheletri, competente  e pure educata e non violenta. Raccomandazione fondamentale, giovane ma non troppo, donna equilibrata e preparata almeno quanto gli uomini…

Chiediamo troppo?

A proposito di qualità,  risse in parlamento ne avevamo viste, ma un manrovescio a una donna mai.  E in momenti in cui si parla un giorno si e l’altro pure, contro la violenza di genere. Vero che che l’attore si è scusato. Ma trattasi di uomo dabbene, di  stimato  ex magistrato….ora questore e non vogliamo  aggiungere altro. Avrebbe potuto fermare la collega, per altro già placcata da un altro questore della Camera, in modo meno invasivo via…. Ma si è visto bene lo sganassone dato per altro  senza motivo.  Inammissibile. Inutile aggiungere altro.

Avrebbe potuto raccontarci di averlo  fatto per bloccare  una crisi isterica, che in genere è l’alibi  di chi schiaffeggia una donna. Ma per fortuna  non l’ha detto, almeno non è dato sapere.

Dopo l’uso,  inevitabile per procedere nell’iter parlamentare,  della ghigliottina che taglia qualsiasi intervento,  non tagliola che riguarda solo gli emendamenti, da Gandhi  al  boia Napolitano e il boia chi molla in pieno emiciclo e in piena strategia del caos dei pentastellati:  pensavamo di aver toccato il fondo del fondo  fino ad arrivare a scavarsi la fossa… ma nooo! Senza entrare nel merito, chè la colpa morì fanciulla e chissà chi ha cominciato prima ecc…,  una donna non si tocca neppure con un fiore.

Eppure  i buoi stavano  per scappare. Tutti  E cinesi e russi per arrivare.

Electrolux con stipendi polacchi dove la vita costa meno della metà, .. e poi la Fiat ora F.C.A che non si a bene che ricaduta economica avrà,  se l’avrà,  su questo martoriato paese.

La globalizzazione, voluta dalla grande finanza per le sue società multinazionali ci ha collocato in un percorso strettissimo che, più o meno velocemente secondo “l’efficienza o tenuta” di partenza dei vari sistemi paese,  ci porta verso il basso.E noi per giustizia, costo energia, tassazione e balzelli vari…siamo tra i più veloci, secondo un   esperto del settore.  Ci costringe di fatto  a competere con paesi che danno meno, o zero, valore al lavoro, all’ambiente, al welfare, alla cultura,  e dare  mano libera alle multinazionali,   indebitandosi con le grandi banche proprietarie delle medesime,  per avere prestiti di denaro da impiegare nelle infrastrutture, contributi e servizi da loro richiesti, sotto ricatto di recarsi altrove. E non vogliamo parlare dei 7 miliardi e mezzo dati non si sa bene per quale scopo sicuro a bankitalia, perchè non sapremmo che dire date le varie scuole di pensiero che vi aleggiano intorno.

I buoi stavano per scappare, si diceva,  e tutti lì in attesa inebetiti e pronti a chiudere la stalla, dopo. Il vuoto e l’inedia assoluti. Ma arriva Matteo,  ragazzotto di paese, l’ebetino di  Grillo uomo senza cervello. Ma da che pulpito. Quell’essere indecente la cui specialità è offendere  a 360 gradi

Matteo, ragazzo di provincia, nel senso che ne è stato Presidente, prima dei trent’anni,  che si è fatto da solo, certo aiutato da famiglia e amici e anche  da imprenditori, come Farinetti,  uno che  crea posti di lavoro anzichè farli perdere. E da gente comune che lo ha votato alle primarie. A differenza di altri che sono arrivati in parlamento d’embleè, lui ancora non c’è. Del resto lo aveva detto. O premier o nulla. E ha fatto tutto il percorso,  step by step.  Ha consensi, punto. Se li è guadagnati con il suo operato non tanto da Presidente della Provincia  o da Sindaco bensì per il suo carisma e per le sue idee che  non piaceranno a tutti ma a molti. E  per la sua moderazione vivace. Pare un ossimoro, ma è proprio quello che il paese si aspetta. Positiva sferzata di ottimismo condita da affidabilità e dunque fiducia.

“Io sono all’opposizione di quelli che pensano che la politica sia solo poltrone”  perchè non crederci.

Assomiglia a Berlusca si dice. Profonda sintonia padre e figlio, il ritratto di Silvio senza trucco è  uguale  a Matteo…Certo,  ha preso il meglio di lui.

Insomma,  se si tolgono i soldi pubblici ai partiti la politica un costo ce l’ha comunque,  anche a essere onesti come un fantolino, anche se  nessuno ruba. Qualcuno dice che la mafia si farà avanti con soldi riciclati. Non ci meraviglieremmo se si facessero avanti cinesi e  russi.

Per chiudere in bellezza,  546 consiglieri regionali indagati …poi si vedrà.

Pubblicato in : Primo piano

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. federica ardau

    12 Febbraio 2014 alle 17:20

    ottimo Carla… speriamo che Enrico tenga duro sino a primavera e nel mentre si facciano le riforme sulla legge elettorale giusta tanto attesa: vogliamo Matteo a Roma si, ma a furor di popolo!

    Rispondi
    • carla ceretelli

      12 Febbraio 2014 alle 21:06

      comunque vada gli ha dato una bella sferzata.. enrico ha bisogno di sprint e questo ce l’ha solo matteo al momento :)

      Rispondi
  2. renzo manetti

    6 Febbraio 2014 alle 20:41

    e brava Carla, su Matteo condivido pienamente quanto scrivi: “Positiva sferzata di ottimismo”. Aggiungerei qualcosa. Che l’ottimismo è condito di novità indiscutibili: quella di parlare col linguaggio comune e non con quello della politica strutturata in casta; quella di dire ciò che si pensa, anche se non politicamente corretto, e se qualcuno se ne dispiace peggio per lui; quello di dire cose di buon senso, le cose che la maggior parte di noi pensa e dice tutti i giorni, le cose che tutti vogliamo finalmente sentirci dire.

    Rispondi
    • carla ceretelli

      8 Febbraio 2014 alle 16:31

      grazie Renzo.. già, il buon senso, quello
      che potrebbe risolvere tanti problemi. Auguriamoci che lo lascino lavorare :)

      Rispondi
      • FRANCO GUERRAZZI

        12 Febbraio 2014 alle 18:51

        Che l’augurio vada in porto, ma io la vedo difficile…..fino a che lo zoccolo duro del PD rimane al suo posto, credo che la strada sia molto in salita………….in ogni modo io ci SPERO!!!!!!!!!!!

        Rispondi

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