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E se il governo si occupasse di fare i regolamenti?

di Claudio Bellavita | 6 Gennaio 2014

Abbiamo leggi che mancano del regolamento attuativo da molti anni, e se si pensa di forzare la situazione c’è l’occhiuto TAR del Lazio che annulla ogni delibera.

nuovoparlamentoparlamTutti danno colpe alle camere che ritardano e inflazionano il processo legislativo e pensano che la panacea di tutti i mali sta in sistemi elettorali che probabilmente verranno dichiarati incostituzionali perchè hanno lo scopo di forzare il voto a dare la maggioranza a uno schieramento che non ce l’ha, e di modificare la volontà di un elettorato tripolare, che, se Alfano ha fortuna e la canea dei centristi, tecnici e no, la smette di dare i numeri, forse diventa quadripolare.
Questi “nuovi democratici” che perseguono ostinatamente la dittatura della minoranza perchè questa è la moda anglosassone, e quindi cosa importa se in un paese come il nostro, privo di tensioni sociali e con un alto rispetto delle istituzioni, il parlamento sarà rappresentativo solo del 25% degli elettori,  forse non hanno presente che le leggi si attuano attraverso i regolamenti, e che la demenziale destrutturazione della nostra alta burocrazia, con lo scopo di garantire a quanti più possibile un lautissimo stipendio e una fetta di potere, ha talmente moltiplicato il numero di chi ha “diritto” di dire la sua nell’emanazione di un regolamento, che rende impossibile addirittura convocarne le riunioni.
C’è una regola sul funzionamento degli organismi complessi, che i tempi per mettere d’accordo gli aventi diritto a partecipare a una riunione sulla data della medesima aumentano esponenzialmente con l’aumentare del numero dei membri che vi devono partecipare. Così abbiamo leggi che mancano del regolamento attuativo da molti anni, e se si pensa di forzare la situazione c’è l’occhiuto TAR del Lazio che annulla ogni delibera.
Se un atto di governo non taglia questo nodo gordiano,  anche il parlamento più snello e bipolare  e con regolamenti che limitino gli emendamenti e i tempi di discussione, magari con la regola che voleva un sensibile democratico e attento costituzionalista come Berlusconi (facciamo votare solo i capigruppo) potrà solo misurare l’impotenza delle sue leggi di fronte ai 1000 costosissimi direttori generali che si azzuffano sul regolamento attuativo: tutti per difendere il loro potere, alcuni per difendere la lobby che non vuole quella legge.

Pubblicato in : Primo piano

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

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