Tra un po’ apre Venezia, luogo “culto” anche perché è bene non dimenticare che si tratta della 70^ edizione del festival più vecchio e quasi carismatico.

Troppi festival? Troppe “sole”? Beh l’importante è che ci sia chi ancora cerca, studia, ama il buon cinema, che ci sia chi fa del buon cinema, che ci sia chi aspira a trasformare il suo prodotto in “arte” e ha le capacità per farlo.
In ultima analisi ben vengano le possibilità per il pubblico di vedere, amare, condividere, detestare le opere più o meno valide, più o meno riuscite, ma spesso espressione di genio o sregolatezza geniale. L’importante è che queste opere ci siano, sta poi all’intelligenza, alla sensibilità, allo sconcerto o al’indignazione dello spettatore amarle o detestarle.
E allora prepariamoci, dal 28 agosto al 7 settembre all’invasione, tranquilli, non parlo degli ultracorpi, ma di 21 film in concorso, 20 pellicole fuori concorso, 17 nella sezioni Orizzonti, senza dimenticare le due sezioni parallele “Giornate degli autori” e “Settimana della critica” tenendo presenti le parole di Alberto Barbera “Il cinema è da sempre specchio della realtà, e non ci possiamo lamentare che questa immagine sia oggi cupa e violenta”.
Si apre il 28 con la proiezione, fuori concorso, di “Gravity” con la regia di Alfonso Cuaron, già premio Osella per la sceneggiatura nel 2001 (Y tu mama tambien) e per la fotografia nel 2006 (I figli degli uomini) Ovviamente attesi i protagonisti George Clooney e Sandra Bullock che sfileranno sul Red Carpet intorno alle 19.
3 pellicole italiane in corsa per il Leone d’oro (una è un documentario) e un film d’animazione “Kare Tachinu” (S’alza il vento) del grande maestro giapponese Hayo Miyazaki-
Attese contestazioni per i tagli al tax credit e l’annuncio : “…usciremo dalle sale se qualcuno del governo vorrà presenziare a manifestazioni veneziane…“ da parte degli organizzatori delle “giornate degli autori” e non sono i soli.
Saremo a Venezia, vederemo e scriveremo. Intanto godetevi gli ultimi giorni di vacanza.

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