• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Quanto costano al Pd le ‘larghe intese’ di Napolitano

di Alberto Benzoni | 4 Giugno 2013

Il partito non ha mai formulato un’agenda di politica economica e sociale alternativa a quella del centrodestra.

img1024-700_dettaglio2_Guglielmo-Epifani-Pd-infophoto (1)Viviamo in tempi calamitosi. Dove pochissimi politici hanno una visione. Mentre si contano sulle dita di una mano coloro cui è data la possibilità di realizzarla.. Il nostro Presidente è tra questi.
Ecco perché ogni giudizio sul suo conto  deve misurarsi su questo dato. Cercando di capire la natura di questa visione; così come i suoi punti di forza e di debolezza.
Il materiale a nostra disposizione è però curiosamente scarso, almeno per quanto riguarda l’esperienza presidenziale. Nulla nel libro di Pasquale Chessa (tra l’altro viziato da una totale mancanza di empatia per la persona e per il mondo in cui ha operato); poco nel testo intelligente e partecipe di Paolo Franchi (oggetto, tra l’altro, di un’interessante discussione in un incontro della fondazione Querci). C’è però, quanto basta per formulare un’ipotesi di lavoro. A partire dal fatto che in Napolitano c’è, e rimane nel corso del tempo, una perfetta coerenza tra cultura e pratica politica. Così da rappresentare una linea che avrebbe fatto di lui il naturale erede sia di Togliatti che di Berlinguer così da garantire il necessario aggiornamento della tradizione comunista in una prospettiva di tipo socialdemocratico e riformista. Mentre, successivamente, nel grande disordine della ‘Seconda repubblica’, l’azione del presidente, pur ispirata ai medesimi precetti, non riesce a raggiungere gli obbiettivi che si prefigge.
Di quale “linea” stiamo parlando? Ci riferiamo ad una linea che, sin dall’inizio, ha come punti di riferimento Machiavelli e Togliatti. Il Machiavelli che ha teorizzato la politica come esercizio di razionalità e quindi come arte del possibile. Il che, nel contesto di un sistema democratico, significa gradualismo. E il Togliatti che ha attribuito ad un partito che “viene da lontano e andrà lontano”, un ruolo di “responsabilità nazionale”. Il che, ancora nel contesto dell’Italia del secondo dopoguerra, significa sostituirsi a classi dirigenti irresponsabili, nella consapevolezza di rappresentare gli interessi superiori della nazione, prescindendo, con le rinunce e i sacrifici che ciò può comportare.
Ora era del tutto evidente che, con la crescente accettazione da parte del Pci degli orizzonti di quella democrazia che aveva tra l’altro potentemente contribuito a costruire, l’area di Amendola e poi di Napolitano fosse la naturale candidata alla guida del partito di Togliatti e di Berlinguer, quello del compromesso storico. Rimaneva, però, una piccola ma insuperabile difficoltà, la riserva ostile del popolo comunista.
Per anni questo si era nutrito della propria diversità, con il mito intrecciato dell’Urss e della rivoluzione mondiale; un mito complessivamente cancellato proprio negli ultimi anni di Berlinguer e allora questo popolo aveva assoluto bisogno di una droga di ricambio. Napolitano e i suoi amici non erano in grado di offrirgliela; i cantori della questione morale, invece sì.
L’ora della “responsabilità nazionale” sarebbe invece venuta decenni dopo, nel corso degli anni duemila, ma in un contesto diverso e, oggettivamente, molto più sfavorevole e, quindi, con risultati deludenti.
Probabilmente, il fallimento era scritto fin dall’inizio. Per la natura del progetto; e per le caratteristiche dei suoi destinatari. Intendiamoci: l’appello alla responsabilità di Napolitano si rivolgerà, nel corso del tempo, sia al Pdl che al Pd. Il fatto è, però, che si tratta di appelli di natura diversa: il primo appartiene alla “moral suasion” (rispettare le regole, la Costituzione, la cultura e via dicendo) e lascerà il tempo che trova, nel senso che il Cavaliere si limiterà a prendere atto dell’altolà senza mutare in nulla la sua linea e i suoi proponimenti.
Al Pd invece la “political suasion” del Quirinale chiederà molto di più, di mutare la sua linea e il suo posizionamento politico pagando, per questo, un prezzo comunque consistente.
Qui gli effetti, per non dire i disastri collaterali del governo Monti si sommano, esponenzialmente, con quelli del governo Letta. Ovvia nel primo e, ancor più nel secondo caso, la rinuncia a quell’antiberlusconismo che si era consolidato, nel corso del tempo, come elemento fondante della coalizione di centro-sinistra. Meno ovvia, ma in prospettiva più lacerante nel secondo e ancor più nel primo caso, l’accettazione come unica soluzione possibile di una linea di politica economica che, in attesa di una fuoruscita dalla crisi di là da venire, continua a scaricarne i costi sul mondo del lavoro e sui ceti più deboli.
Tutta colpa di Napolitano allora? È probabile che il Nostro sia stato portato a confondere unità e unanimismo; insomma accordo di compromesso all’interno di un contesto oggettivamente conflittuale e convergenza su posizioni (quelle dell’Europa e dei mercati, tanto per capirci) ritenute pregiudizialmente le uniche razionalmente praticabili. Ma è certo che il Pd ha aumentato esponenzialmente le sue difficoltà, a partire dal fatto di non avere mai, dico mai, formulato un’agenda di politica economica sociale alternativa a quella del centro-destra.

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Benzoni

Nato nel 1935. Ha lavorato all’ufficio Studi e Internazionale dell’Iri. Nel Psi dal 1957. Vice sindaco di Roma dal 1976 al 1981. Autore di testi sulla storia del movimento socialista in Italia e, in particolare, sull’esperienza craxiana. Ha scritto anche, con la figlia Elisa, “Attentato e rappresaglia – il Pci e via Rasella” e “Le vie dell’Italia”. Si è interessato collaborando a varie riviste, di problemi di politica internazionale.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti