Nessuno dei nostri dotti commentatori e impavidi contestatori prova ad analizzare costi, privilegi e inefficenza della nostra arrogante burocrazia, nota in tutto il mondo per ostacolare qualunque iniziativa e rallentare quelle in corso.

Da anni, però nessuno dei nostri dotti commentatori e impavidi contestatori prova ad analizzare costi, privilegi e inefficenza della nostra arrogante burocrazia, nota in tutto il mondo per ostacolare qualunque iniziativa e rallentare quelle in corso. Suggerisco solo 3 riflessioni:
-quando il degno padre del Trota berciava sul federalismo ottenendo a credito modifiche costituzionali da sinistra come da destra, la nostra burocrazia ministeriale ha pensato bene di creare di colpo 400 nuovi direttori generali, uno in ogni regione per ogni ministero, ciascuno con stipendio da presidente della repubblica, auto blu, segreterie e il compito di intralciare e rallentare i collegamenti tra i direttori delle funzioni regionali del ministero e il direttore generale nazionale competente. Con il vantaggio di dar lavoro a consulenti e faccendieri per districarsi da questo ulteriore impiccio. Nessuno se ne è accorto o ne ha parlato: eppure questi 400 costano di più delle due camere messe insieme e servono molto di meno (danni certi, vantaggi non si sa)
-Bondi non ha avuto nemmeno il tempo di iniziare la spending review della nostra burocrazia, o, meglio, ha preferito occuparsi di cose meno pericolose per un grande professionista, perchè non avrebbe potuto fare a meno di rilevare la sovrapposizione di funzioni di gran parte dell’alta burocrazia romana su questioni che sono di competenza decisionale della UE e di competenza attuativa delle regioni. Si capirebbe un ruolo di ispettori per aiutare le regioni che da sole non ce la fanno, ma una direzione generale a livello ministeriale per funzioni delegate è anticostituzionale, oltre che costosa e produttiva solo di ritardi e di altri consulenti e faccendieri
– ma la miglior riprova dell’inefficenza dell’alta burocrazia la ha fornita il tanto osannato governo dei “tecnici” che in gran parte erano alti burocrati e che sfornavano leggi e decreti inapplicabili , incompleti e talvolta sbagliati per cui la tanto vituperata politica doveva mettersi al lavoro in parlamento per correggere i loro errori frettolosi e arroganti
Purtroppo , tra tanti politici da tanto tempo sotto schiaffo dell’opinione pubblica c’è una forma di timorr reverenziale verso questi satrapi, attenti solo al loro potere e alle carriere loro e dei familiari, per cui nella seconda repubblica sono stati pochissimi i casi di ministri che mettevano ” a disposizione” direttori generali inefficenti o dannosi, e nominavano persone di loro fiducia. Prassi che serve anche a stabilire che il potere ce lo ha il ministro e non il suo inamovibile capo di gabinetto.

Lascia un commento