
Non convincono nessuno le minacce larvate di D’Alema per la scelta di Monti a scendere in campo, sono sole disperate intimidazioni che alla fine non serviranno a nulla. Fra due mesi ne riparleremo, quando la ‘gioiosa macchina da guerra’ del Pd si troverà a deragliare come nel “93 con Achille Occhetto. Bersani sperava di affrontare il fantasma di Berlusconi, ma si troverà davanti il centro moderato compattato, il resto lo faranno a sinistra la contestazione degli arancioni di Grillo, De Magistris e Ingroia, le truppe cammellate dell’Oltretevere romano del cardinal Tarcisio Bertone e i revanscisti renziani, che sotto traccia portaranno viveri a Monti, pronti a sghignazzare per la sconfitta del buon Bersani. Vedremo e prepariamoci a rivotare nel 2015.

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