Il Presidente del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), scriveva Indro Montanelli nella sua “Stanza” sul Corriere della Sera del 2 Giugno 2001, fu Alfredo Pizzoni, personaggio di altissimo rilievo personale e civile, ma afflitto da un grave difetto: quello di essere il rappresentante di un partito liberale a cui quelli di sinistra non intendevano riconoscere primati resistenziali. Ecco perché nella memoria di quegli avvenimenti il nome che finì per emergere sugli altri fu quello di Parri, e non per volontà o per qualche manovra di Parri, incapace di ricorrere a simili astuzie, ma perché, come rappresentante azionista, era più accetto alle sinistre.
Sullo stesso Corriere Emma Pizzoni testimoniava che la carica più «pericolosa», quella di presidente del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) fu occupata da suo padre, Alfredo Pizzoni (Pietro Longhi).
Fu quello – continuava Emma Pizzoni – uno dei momenti più belli della nostra storia recente, quando un folto gruppo di cittadini – numerosi dei quali senza alcun secondo fine – si ribellò alla dittatura rischiando la vita propria e dei propri cari, semplicemente per amore della Libertà.
Invito tutti gli amici, liberali e non, a leggere il libro Alfredo Pizzoni “Alla guida del CLNAI” con introduzione di Renzo De Felice, società editrice il Mulino, Bologna, 1995, nonché la più recente pubblicazione di Tommaso Piffer “Il banchiere della resistenza. Alfredo Pizzoni, il protagonista cancellato della guerra di liberazione”, società editrice Mondadori, 2005.
Un caro saluto,
Adalberto Scarlino

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