
Un gruppo di esponenti nazionali del PD ha deciso di partecipare il 6 giugno alla manifestazione nazionale in un teatro a Milano, indetta da Renzi e da Calenda per distinguersi dall’altra del 7 a Roma, che a loro parere rischierebbe addirittura di essere a sostegno di Hamas.
Se Quartapelle, Picierno, Delrio, Fassino, Guerini e altri (ribattezzati la «corrente Tel Aviv») ritengono di doversi distinguere dal resto del partito sono ovviamente liberi di farlo ma ciò che è inaccettabile è l’accusa di antisemitismo che più o meno larvatamente viene lanciata contro l’iniziativa del 7 in piazza San Giovanni, organizzata da PD, M5 stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
Schlein ha fatto chiarezza con una dichiarazione importante e ineccepibile.
“Non è accettabile -ha detto- che chiunque critichi un governo che sta violando tutti i principi internazionali sia accusato di essere antisemita. Criticare il governo di Netanyahu è doveroso. Non ci sono polemiche, la nostra piattaforma è chiara e inequivocabile proprio per non lasciare spazio a strumentalizzazioni. Nella piattaforma c’è tutto, anche il pieno supporto agli israeliani che manifestano contro Netanyahu, così come c’è il supporto ai palestinesi che manifestano contro Hamas”.
“Bisogna impegnarsi con tutte le proprie forze e mobilitarsi per fermare questo massacro di civili palestinesi, fermare i crimini del governo di estrema destra di Netanyahu che vanno avanti da anni, fermare le occupazioni illegali, fermare la vendita di armi a Israele”, ha affermato ancora Schlein. “Noi saremo in piazza il 7 giugno: l’abbiamo lanciata questa mobilitazione e la rivolgiamo a tutte e tutti coloro che vogliono dire basta, perché sono inaccettabili le cose che stiamo vedendo e ci riguarda tutti quello che sta accadendo a Gaza.
“Abbiamo lanciato la manifestazione insieme al Movimento cinque stelle e all’Alleanza Verdi Sinistra per chiedere cose molto chiare che abbiamo chiesto insieme anche in Parlamento: un cessate il fuoco immediato, la liberazione incondizionata di tutti gli ostaggi israeliani ancora nelle mani dei terroristi di Hamas, verso cui la nostra condanna non poteva essere più dura e forte, ma guardi che quello che è accaduto non giustifica in nessun modo l’uccisione 50.000 palestinesi tra cui 15.000 bambini”, ha aggiunto.
Enrico Rossi

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