“Le mie idee restano, e il mio dissenso è confermato. “Non capisco quali idee della nostra mozione Fassino abbia accolto”.
“Il manifesto fondativo del Pd va rifatto tutto, di sana pianta. E va riscritto non dai Ds e dai Dl, ma da tutti quei riformismi cui Fassino si è rivolto nella sua relazione”.
“Se “è vero che separandosi non si risolvono i problemi, è anche vero che bisogna chiedersi su cosa ci si unisce”.
“Mi aspettavo una più coraggiosa apertura, una nuova iniziativa politica rivolta ad altre forze riformiste”.
“Dovremmo unire le forze riformiste intorno a un progetto nuovo, con un orizzonte culturale diverso che parta dalla socialdemocrazia e dal liberalismo moderno. Altrimenti si fa la privatizzazione della politica ridotta ad ancella, un giorno dell’economia, un giorno della finanza, un giorno delle religioni’’.
“Attenderemo la fine dei congressi di Ds e della Margherita e poi decideremo, ciascuno per se stesso e in piena libertà. Io penso che ad un partito si aderisca per un profondo convincimento personale, per una scelta individuale”.
“Non penso che si possa pensare ad una legge elettorale funzionale al nuovo partito e dire agli altri ‘voi vi dovete aggiungere, comunque dovete starci dentro’’’.
“Chiedo che il manifesto fondativo del nuovo partito sia redatto non solo da noi e dalla Margherita, ma che nella sua stesura siano chiamate tutte quelle forze del Riformismo italiano alle quali la stessa relazione di Fassino ha fatto riferimento, allargando ben oltre ai Ds e alla Margherita, alle culture socialiste, ambientaliste, laiche”.
“Guardate l’Europa. Siete sicuri davvero che la sinistra di ispirazione socialista abbia esaurito la sua funzione? Provate a cancellare e a togliere da tutti i paesi europei le forze di ispirazione socialista, ma che cosa rimane per animare quelle democrazie, per dar loro il senso di una novita’ e di una vita, viva, vissuta dalle persone? Eppure in Italia, e solo in Italia, e’ stato scritto: “Il socialismo e’ morto”. Con queste testuali parole si apriva questo autunno non solo un articolo, ma una impressionante campagna di stampa. Il tribunale della storia aveva emesso questa sentenza. Permettetemi di ricusare il giudice di quel tribunale”.
“Io penso che il valore d’uso delle idealita’ socialiste sia vivo anche oggi. E non e’ vero che alla nascita di un partito democratico, cosi’ come si configura, non ci sarebbe alternativa. La pretese che il Pd possa rappresentare tutto puo’ rivelarsi una sorprendente illusione”,
“A sinistra si lascia un vuoto, uno spazio. Non ci si dovrebe meravigliare se qualcuno cerca di riempirlo, perche’ i simboli e i nomi contano ed anche le passioni”.
“Penso che il socialismo democratico ed il liberalismo moderno sono per noi le frontiere piu’ avanzate dalle quali possiamo attingere valori, idee, proposte, progetti, sogni per affrontare i temi cruciali del nostro tempo”.
“Non mi si dica che la sinistra resta dentro di noi e che le idealita’ socialiste le abbiamo sempre nel cuore. Ci credo, ne sono convinto, ma un partito politico e’ un pensiero compiuto, ha una sua identita’ e, infatti, si da’ un nome. In questo caso Democratico e basta. Ne’ di sinistra, ne’ socialista”.
“Anche in Europa lo spirito di liberta’continua a chiamarsi socialismo democratico e liberale ed e’ li’, nelle sue idealita’, che quel multiculturalismo che crea nuovi intrecci, nuove osmosi, nuove finalita’, nuove visioni della societa’, quel multiculturalismo che scioglie i suoi enigmi nel modo piu’ semplice, cioe’ abbattendo gli steccati, abbattendo le barriere e costruendo i ponti, diventa una delle piu’ grandi frontiere dell’ innovazione a cui tutte le culture politiche sono chiamate”.
“Per questo penso che le idealita’ socialiste non sono quelle tombe raccolte in un cimitero in qualche angolo della vecchia Europa, come si e’ cercato di far credere. Solo un accecato ideologismo puo’ negare verita’ tanto stridenti. Penso che senza la sinistra non potra’ nascere niente di buono. E noi non siamo disponibili a venir via dalla sinistra italiana re dal campo del socialismo europeo”.

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