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4 novembre 2021: 100 anni fa il Milite Ignoto fu tumulato nell’Altare della Patria

Ad oggi sono stati oltre 3000 i Comuni italiani che hanno deciso di concedere la
cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. Tra questi 16 capoluoghi di regione su 20 e circa i due terzi dei capoluoghi di provincia.

di Sergio Casprini | 1 Novembre 2021

Dopo la Grande Guerra, le Nazioni che vi avevano partecipato scelsero di onorare

solennemente un anonimo combattente caduto con le armi in pugno come

rappresentante di tutti i soldati che si erano sacrificati per il loro Paese. In Italia l’idea

risale al 1920 e fu propugnata da Giulio Douhet, il generale che era stato il teorico della

guerra aerea durante il conflitto mondiale. Nel 1921 fu approvato il disegno di legge, che

recepiva la proposta di Douhet. Il Ministero della Guerra dette a una commissione

l’incarico di esplorare attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli

Altipiani, dalle foci del Piave al Montello; e l’opera fu condotta in modo che fra i resti

raccolti vi fossero anche quelli di appartenenti ai reparti di sbarco della Marina. Furono

scelte 11 salme di Caduti sul Fronte orientale, da Rovereto, a Gorizia fino al mare

Adriatico. Il 28 ottobre 1921 furono trasportate nella Basilica di Aquileia e qui si

procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila

italiani. La scelta fu fatta da una popolana, Maria Bergamas di Gradisca d’Isonzo, il cui

figlio Antonio si era arruolato nelle file italiane sotto falso nome, essendo suddito austro-

ungarico, ed era caduto in combattimento nel 1916. La bara prescelta fu collocata

sull’affusto di un cannone e, accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti, fu

deposta in un carro ferroviario appositamente progettato. Il viaggio si compì sulla linea

Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma a velocità moderatissima in modo che presso

ciascuna stazione la popolazione ebbe modo di onorare il caduto ignoto.

La cerimonia ebbe il suo epilogo nella capitale. Tutte le rappresentanze dei combattenti,

delle vedove e delle madri dei caduti, con il Re in testa, e le bandiere di tutti i reggimenti

mossero incontro al Milite Ignoto, che da un gruppo di decorati di medaglia d’oro fu

portato a S. Maria degli Angeli. Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel

sacello posto sull’Altare della Patria.

In occasione del centenario della sua collocazione nell’Altare della Patria il Gruppo delle

Medaglie d’Oro al valor militare d’Italia, con il sostegno dell’Associazione Nazionale

Comuni Italiani, ha promosso un’iniziativa commemorativa denominata Milite Ignoto,

Cittadino d’Italia e invitato tutti i Comuni d’Italia a conferire la cittadinanza onoraria al

Milite Ignoto e/o a intitolare allo stesso piazze, vie o altri luoghi pubblici, in modo che

ogni luogo d’Italia si assumesse la “paternità” di quel Caduto.

Ad oggi sono stati oltre 3000 i Comuni italiani che hanno deciso di concedere la

cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. Tra questi 16 capoluoghi di regione su 20 e circa i

due terzi dei capoluoghi di provincia. Lunedì 18 ottobre anche Firenze ha accolto tra i suoi

cittadini onorari il Milite Ignoto. La cerimonia di conferimento della cittadinanza

onoraria, davanti alle massime autorità cittadine, si è svolta nel Salone dei Cinquecento a

Palazzo Vecchio, dove per l’occasione si era riunito il Consiglio Comunale presieduto da

Luca Milani, presenti la vicesindaco Alessia Bettini insieme ad alcuni membri della

Giunta.

Il generale Aiosa, presidente del “Gruppo delle Medaglie d’Oro al valor militare d’Italia”

nel suo intervento ha indicato giustamente nella figura del Milite ignoto un simbolo

dell’identità nazionale al pari del Tricolore e dell’Inno di Mameli. Attraverso di lui il

pensiero va agli altri 600.000 caduti italiani in una guerra atroce e tragica, che aveva però

concluso il processo risorgimentale dell’Unità e Indipendenza italiana con la conquista di

Trento e Trieste.

Accenti diversi sono risuonati invece nelle parole di altri rappresentanti istituzionali; la

figura del Milite Ignoto di combattente per la Patria è stata sminuita, diventando il

simbolo del «cittadino ignoto», che opera silenziosamente nel quotidiano per il benessere

della collettività, in ossequio forse al mainstream pacifista dei nostri tempi, tra l’altro con

un giudizio astorico e moralistico della Grande Guerra come un inutile massacro (La

Grande carneficina. Firenze dopo la Prima Guerra Mondiale tra lutti, dolori e speranze

era il titolo del convegno per il centenario del Milite ignoto sempre a Firenze due giorni

dopo)

Per celebrare oggi questo centenario basterebbe ricordare l’epitaffio scritto per lui alla base

del Sacello all’Altare della Patria, pur sfrondandolo dei toni retorici del linguaggio

dell’epoca: Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette

inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e

cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria.

1921 Sacello del Milite Ignoto Altare della Patria Roma.

Sergio Casprini

Pubblicato in : EditorialeTag: 4 novembre, altare della patria, anni, bologna, centenario, cerimonia, commissione, epilogo, figlio, firenze, giulio douhet, grande guerra, guerra mondiale, isonzo, italia, madri, mare, milite ignoto, palazzo vecchio, prima guerra, processo, roma, salme, soldati, sostegno

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Adalberto Scarlino

    2 Novembre 2021 alle 18:45

    Un’altra celebrazione del centenario del Milite Ignoto si è svolta a San Miniato al Monte sabato 30 ottobre scorso. In basilica, alla messa officiata dall’Abate padre Bernardo Maria Gianni, hanno partecipato l’assessore alla cultura della memoria Alessandro Martini e il sindaco di San Casciano in rappresentanza dei sindaci della provincia di Firenze. Dopo le parole dette dallo stesso Abate nel ricordo commosso dell’altruismo e della generosità di tanti combattenti sacrificati nella Grande Guerra, tutti i presenti ( esponenti delle Forze Armate, tanti rappresentanti delle associazioni come i Comitati per il Risorgimento di Firenze e del Mugello-Val di Sieve, altri del volontariato ) hanno sfilato con in testa il Gonfalone del Comune fino al Parco della Rimembranza, dove al giardino di ingresso è stata scoperta una lapide al Milite Ignoto, secondo la delibera approvata dal consiglio comunale di Firenze.
    Bene, dunque; ma altrettanto bene ha scritto qui Sergio Casprini a proposito dei giudizi “astorici e moralistici” che anche in questi giorni non sono mancati da parte di chi persevera nella ignoranza della storia e , in particolare, nella ignoranza delle motivazioni e delle ragioni ( politiche e ideali ) che animarono , cento anni fa, tanti italiani – dagli irredentisti risorgimentali agli interventisti democratici, alle migliaia di giovani volontari come i “garibaldini” in Francia contro l’esercito tedesco, ai trentini e triestini in Italia contro l’esercito austriaco – nella drammatica partecipazione alla Guerra: la nostra Grande Guerra, quella del Carso e dell’Isonzo, del Grappa e del Piave; della epica Resistenza sulla linea del Piave; nelle tre battaglie del1917 – 1918 fino alla vittoria finale.

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