“Il più bello esemplare di fascista in cui ci si possa oggi imbattere è quello del sedicente antifascista unicamente dedito a dare del fascista a chi fascista non è”
Questa frase di Leonardo Sciascia mi torna in mente oggi, anniversario della Liberazione.
Dopo quasi ottant’anni da quel 25 Aprile 1945 che oggi celebriamo, sarebbe giunto il momento di far emergere tutta la storia, ad iniziare da quella del martire più famoso, che molti in questi giorni portano agilmente per bocca: Giacomo Matteotti.
Matteotti fu lasciato solo a denunciare i brogli elettorali e le violenze fasciste. Fu rapito e assassinato proprio alla vigilia del preannunciato discorso sulle corruzioni del Regime, mentre i comunisti – Togliatti e Gramsci in primis – lo definivano “socialtraditore”, piuttosto che “pellegrino del nulla”.
Ci ho pensato molto quando ho avuto modo di rendere omaggio al luogo ove fu ritrovato il suo cadavere, a Riano.
Così come ho pensato che solo chi non vuol far diventare l’Italia una moderna, matura democrazia liberale ha un così pervicace interesse a mantenere in vita un antifascismo militante buono solamente a coprire le proprie incapacità con vecchi e logori slogan, ormai fuori dal tempo.
La libertà invece, appartiene a tutti. Come dovrebbe appartenere il buon senso.
Francesco Carbini



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