Ventidue milioni di italiani voltano le spalle a PD e PDL…nonostante tutto, nonostante la stampa di “maniera” e conformista, che finge di stupirsi e di commentare una finta partita PDL-PD, terminata esattamente come ci si aspettava ( forse peggio, per loro, 37+33 dei votanti, 70% che, al netto dell’astensionismo, in gran parte di protesta, diventa un misero 56%, almeno un 20% meno delle aspettative dei protagonisti).
D’altronde i numeri non lasciano spazio ad opinioni fantasiose, tranne i professionisti della disinformazione, abili propagandisti di parte, quanto fallaci commentatori.
E’ un fatto che 12.400.000 italiani (400.000 più dei voti del PD) votino fuori della diarchia PD-PDL, e solo la scandalosa legge-truffa consente unicamente alla lista UDC di essere la voce fuori dal coro e l’opposizione parlamentare più credibile.
E’ un fatto che, nonostante la censura condivisa della stampa in ginocchio al nuovo re, il vincente Berlusconi, con tutti gli alleati, fa registrare un numero di consensi alla premiership inferiore di oltre due milioni rispetto alle elezioni del 2006 (meno di 17 milioni rispetto agli oltre 19 milioni di due anni fa).
Le uniche sorprese sono date dal flop della Sinistra Arcobaleno, operazione elettorale mal riuscita che fa perdere il 70% dei consensi (110 parlamentari), il successo oltremisura della Lega Nord, che diventa il fenomeno politico più interessante dei nostri tempi, non più spiegabile superficialmente e propagandisticamente e un discreto successo dell’ “Italia dei Valori”, anch’esso non più spiegabile con i vecchi slogan come realtà “giustizialista e antipolitica”.
La sinistra esce di scena dalle aule parlamentari e dovrà rigenerarsi in profondità, negli uomini, nelle idee, nell’approccio alla politica. I vecchi miti dell’operaismo e del vetero-sindacalismo hanno fatto il loro tempo (più che la simbolica falce e martello), il popolarismo, culturale più che economico, viene meglio interpretato dalla Lega e dal linguaggio più diretto di Berlusconi e meno dagli intellettuali della sinistra radical-chic.
La logica “classista” economica è inadatta a spiegare ceti sociali trasversali alle categorie marxiane, continuare ad avere i complessi del “fratello minore” verso una sinistra più utile e maggioritaria ha comportato una emorragia inutile verso il PD, ed una miserabile funzione di ruota di scorta.
Non c’è più spazio per vecchie chimere laiche e liberalsocialiste (sommare 0,… a 0,… non porta a niente, per cui necessita scegliere strategicamente i campi di possibile collaborazione (sinistra, cattolici, federalisti, conservatori?).
Con ogni probabilità la preferenza non andrà fatta su base ideologica, ma sulla base di una onesta, negoziabile trattativa con onestà intellettuale e pari dignità, senza padroni di casa e ospiti, dando spazio ai quarantenni con capacità e lungimiranza.
Francesco Attolico
(pres. Democrazia Sociale Euromediterranea Puglia)

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