
Vogliamo la pace, hanno gridato in molte lingue 120mila giovani in piazza San Pietro rispondendo alla richiesta di Papa Leone XIV di far sentire alta la loro voce a coloro che hanno in mano le sorti dell’umanità.
È stato, quello di ieri sera, un messaggio bello e pulito di speranza, in un mondo pieno di guerre, di stragi e di odio,
Un messaggio valido per tutti, credenti e non credenti, ma che è stato sostanzialmente ignorato dalla politica e anche dai media, tv e giornali di oggi. Ad eccezione di Avvenire.
La carta stampata mette infatti in primo piano le assurdità dell’accordo sui dazi tra UE e USA, a partire da un comunicato della commissione europea -quella che Von der Leyen presiede- che ci informa che sostanzialmente l’accordo non c’è ancora perché “non è giuridicamente rilevante”.
“Il più grande accordo commerciale di tutti i tempi” è una scatola vuota.
Ma allora cosa si sono detti Von der Leyen e Trump?
Una cosa è certa: in pratica resta solo Meloni a difendere l’intesa, insieme ai sovranisti di fratelli d’Italia.
Dovrebbero tutti nascondersi per la vergogna per avere tradito gli interessi nazionali e per essersi genuflessi totalmente ai diktat di Trump, capo della nuova internazionale nera, e per averlo servito come vassalli ubbidienti.
È una pulsione alla servitù volontaria che deve far parte di una certa ideologia della destra estrema esaltatrice della forza del potere e della gerarchia.
Non si può fare a meno, infatti, di pensare ad analogie storiche, ad altri tradimenti della patria effettuati nel secolo scorso dagli antenati degli attuali fratelli d’Italia.
Ancora e giustamente domina sui telegiornali e sulla stampa il tema della strage dei Palestinesi, che puntualmente e inesorabilmente e quotidianamente si verifica.
Il leader inglese Starmer, con molti se e molti ma, annuncia che forse riconoscerà lo Stato della Palestina. Il Vaticano lo aveva già fatto nel 2015. Poi in Europa, tra i grandi paesi, per prima si era mossa la Spagna e quindi la Francia.
Sempre troppo poco e troppo tardi.
Comunque sono segnali di condanna del genocidio rispetto a cui l’Italia a guida Meloni sprofonda in un abisso morale e di ipocrisia, sostenendo che il riconoscimento ora sarebbe troppo anticipato.
Un’altra notizia infame riguarda il lavoro in Italia e si può trovare solo nelle pagine interne dei giornali.
La maggioranza di destra ha inserito nel DL Economia un emendamento che estende da 36 a 48 mesi la durata massima dei contratti di lavoro in somministrazione tramite agenzie interinali, con effetto retroattivo. Un ulteriore spinta al precariato selvaggio, che speriamo venga ritirata per le critiche di sindacati -ma non della CISL- e dell’opposizione.
In ogni caso, questa vicenda è grave e dimostra, ancora una volta, le reali intenzioni di questo governo in tema di diritti e tutela dei lavoratori.
Infine, l’antisemitismo, il razzismo di chi aggredisce un padre e un figlio in un autogrill vicino a Milano perché entrambi indossavano la kippah, segno evidente della loro identità ebraica.
Nel mezzo di tutte queste notizie negative, velenose e inquietanti, il grande raduno dei giovani a Roma, provenienti da tutto il mondo, e il loro grido per la pace consentono di alzare lo sguardo, tirare una boccata di aria pulita e pensare che non tutto è ancora perduto.
Sotto il cielo ci sono più cose di quanto si possa immaginare e soprattutto di quanto riportino i grandi mezzi di comunicazione.
Enrico Rossi

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