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“Oltre il confine”, un libro verità per riflettere sull’angoscia prodotta dalla depressione

di Redazione Pensalibero.it | 1 Aprile 2012

Una storia cruda, forte e violenta.La storia di Paola ma, nello stesso tempo, di molte, tante, troppe donne. È “Oltre il confine” (Sassoscritto Editore), il romanzo scritto di Gianfranco Iovino che sarà presentato al Teatro dei Leggieri di San Gimignano venerdì 30 marzo alle ore 21 in occasione dell’iniziativa “Una MANINA per la beneficenza” in favore della Fondazione Onlus Luca Barbareschi “Dalla parte dei bambini”. A presentare la serata Monica Docci.

Il romanzo – Questo romanzo affronta il tema della depressione distimica, curata con un ciclo di sedute psicoanalitiche di terapia breve, durante le quali saranno ripercorsi, in un lungo gioco di caccia ai ricordi, gli eventi fondamentali che hanno determinato la “malattia dell’umore” di Paola Fassi, la protagonista, fino a spingerla “oltre il confine” di ogni ragione di vita e d’amore. Paola Fassi ha cinquantadue anni, è nata ad Offida, un piccolo paese arroccato sulle colline ascolane, ed è cresciuta in una casa di campagna, isolata dal resto del mondo. È una donna attraente e seducente che da bambina ha subito violenze carnali da parte di suo padre Anselmo, che l’ha indotta a scappare di casa a vent’anni. Con la forza e l’intraprendenza di una ragazza decisa a non lasciarsi umiliare, Paola si trasferisce a Roma, a casa di una zia, dove vive al limite, tra droga, alcol, effimeri amori e aborti. Per salvarsi la vita, decide di scappare nuovamente e andare a vivere a Torino da una cugina. Trova lavoro in un ristorante e conosce Luciano, chirurgo, che sposa pochi anni dopo. Luciano una sera rientra a casa comunicando alla moglie di essere stato sospeso dal lavoro perché in sala operatoria l’anestesista ha commesso un errore e il paziente è deceduto durante l’intervento. Inizia così un nuovo calvario per Paola, che nel frattempo resta incinta. Quando però, per via di un aborto spontaneo, perde quella speranza di cambiare il futuro della sua famiglia, caleranno su di lei nubi di tempesta, che la faranno ammalare di depressione e la spingeranno al limite della morte per intossicazione da alcolismo. Solo quando scopre la verità sul marito, licenziato per aver operato sotto l’effetto dell’alcool, Paola, tradita e delusa, decide di lasciare il marito e ritornare ad Offida, nella speranza di riguadagnare stima e dignità per la sua scialba vita. Segue il consiglio di un’amica che le suggerisce di distrarsi partecipando ad una crociera nel Mediterraneo e qui incontra Antonello, in viaggio come lei per dimenticare grandi dolori. Tuttavia, durante un’escursione a Catania, Antonello, alla richiesta di Paola di fermarsi in quella città per vivere la loro vita insieme partendo da zero, rivela di essere sposato ed avere due figli. La reazione di Paola è di profondo scoramento per non aver saputo riconoscere, ancora una volta, la falsità di chi stava accanto. Tornata dalla crociera, Paola si trasferisce a Roma, dove ritrova un vecchio amico di Offida, Riccardo Menegatti, psicoterapeuta psicoanalista che prende a cuore il caso della ragazza e decide di aiutarla a curare la grave forma di depressione che l’ha colpita offrendole, in modo gratuito, il suo supporto professionale. Le sedute di terapia breve, durante le quali Paola racconta di sé e del suo passato, sono l’elemento fondamentale tramite cui si sviluppa l’intreccio del romanzo; rappresentano vere e proprie retrospezioni nelle quali la protagonista rivive gli episodi più significativi del suo passato, narrandoli in prima persona al lettore, che diventa partecipe della storia. Paola crede nell’aiuto di Riccardo, si fida di lui e, di volta in volta, inizia ad aprirsi, raccontare senza disagio, analizzando e scavando a fondo tra i tormentosi buchi neri che l’hanno segnata, fino al giorno in cui accade qualcosa che separerà per sempre i due amici d’infanzia. Qualcosa d’irreversibile per Paola, che la allontana da Riccardo al punto da non volerlo rivedere mai più. Lo psicanalista cerca allora un ultimo contatto con lei e la incontra per consigliarle la strada da seguire per venir fuori dal baratro di desolazione che la sta lentamente uccidendo. Le consegna un quotidiano di trent’anni prima dove è riportato in cronaca il caso di Anselmi Fassi, condannato per pedofilia, dichiarato infermo mentale e rinchiuso a vita in un istituto di igiene mentale. Riccardo persuade l’amica a credere che l’unico modo per guarire dal suo stato d’infelicità perenne è tornare all’origine di tutta la sua sofferenza e, dopo una lunga indecisione, Paola si decide ad andare a trovare suo padre. Durante la visita a “Villa Serena”, fa la conoscenza di Paola De Sena, un’ospite della clinica, che le racconta la sua incredibile storia che aiuterà Paola, confusa e spaventata per la situazione in cui trova, a riflettere e capire fino dove spingersi per trovare un rimedio alla sua condizione, conscia della necessità di dover affrontare suo padre, il mostro della sua infanzia, e sperare in un suo pentimento. Paola trova alla fine la forza di aprire quella porta e andare incontro al suo passato. Il finale aperto, che ancora una volta coinvolge il lettore e gli rimanda ogni decisione, chiude la vicenda di Paola che, allontanandosi per sempre da “Villa Serena”, abbandona definitivamente il suo passato per dare inizio ad una nuova vita.

Pubblicato in : Invito alla lettura

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