Una mostra che indaga una nuova strada, uno strumento di comprensione e denuncia, per affrontare attraverso una nuova cultura il triste fenomeno della violenza di genere. E’ “Ofelia voleva soltanto nuotare” progetto dell’artista Samuel Webster e della criminologa Mariantonietta Anania in mostra a Pieve Santo Stefano (Arezzo) dal 16 al 29 luglio. L’esposizione sarà visitabile da lunedì a venerdì dalle 09.30 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 16 alle 19.
22 ritratti e 11 storie – La mostra unisce fotografia e indagine forense per restituire l’immagine della donna del nostro tempo. Una collezione di 22 ritratti, che raccontano 11 storie in 33 panelli, che celebrano le preziose passioni delle vite innocenti, una rappresentazione di piccoli momenti di femminilità, semplici, universali e irripetibili. Donne di ogni età, nazionalità ed estrazione sociale; donne creative, donne che lavorano, studiano; donne animate da sogni. Scatti intimi, autentici, affiancati da storie di vita vera, alla ricerca di uno specchio artistico capace di restituite il riflesso della complessità delle nostre esistenze. Ofelia è l’immagine di una visione artistica che non può prescindere dai fatti della nostra realtà, sempre più nera. È la Bellezza che spalanca gli occhi e ci aiuta a vedere. È l’Ofelia di Shakespeare, Rimbaud e Guccini. È il simbolo della femminilità negata, violata. È insieme mito e realtà. È la storia di Melania, giovane madre uccisa brutalmente in un boschetto dal marito; la storia di Fabiana, data alle fiamme dal fidanzatino geloso a soli quindici anni; la storia di Carla, uccisa dal marito dopo cinquantaquattro anni di soprusi e matrimonio.

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