Le minacce di Casalino nuova spia di una visione totalitaria

La democrazia liberale e lo Stato di diritto da un lato, ed i partiti dell’attuale maggioranza, dall’altro, non si conoscono nemmeno di vista.

di Nicola Cariglia | 24 Settembre 2018

Quella di Rocco Casalino, intento a diffondere minacce ad alti dirigenti del Ministero dell’Economia, è solo l’ultimo e il più esplicito segnale della degenerazione della nostra democrazia. Una catena che rende sempre più palese la mentalità totalitaria di gran parte degli esponenti della attuale maggioranza. Che si vede con ancora maggiore chiarezza alla luce di una considerazione. I 170mila euro di stipendio che annualmente come contribuenti gli versiamo, non coprono solo le sue prestazioni di portavoce del presidente del consiglio. Riguardano anche il suo incarico di capo dell’ufficio stampa della presidenza del consiglio. E’ una funzione che non può essere svolta con spirito di parte.  Perché è al servizio degli italiani tutti. Serve a facilitare, tramite il rapporto con i media (radio, tv, giornali, internet, etc.) la informazione ai cittadini circa l’attività ed i provvedimenti del governo. Per   essere ancora più espliciti, leggiamo alcuni compiti dell’ufficio stampa di palazzo Chigi, e, ovviamente, di chi lo dirige, sul sito della Presidenza del Consiglio: “L’Ufficio collabora, altresì, con il Segretario del Consiglio dei ministri, Sottosegretario alla Presidenza, per redigere il comunicato relativo ai lavori del Consiglio e per promuovere la più diffusa conoscenza in ordine alle deliberazioni adottate dal Governo e alla progressiva attuazione di esse”. Si può, correttamente, occuparsi di queste cose e, contemporaneamente usare il ruolo ed i rapporti privilegiati con la stampa che ne derivano, per macchinare contro una parte del governo e intimidire alti dirigenti dell’apparato dello Stato?

Peggio ancora se si fa riferimento all’altra funzione svolta da Casalino con i nostri soldi, quella di portavoce del Presidente del Consiglio.  Se l’ex Grande Fratello porta la voce dell’evanescente presidente Conte, significa che le frasi minatorie sono riferibili a quest’ultimo?

La verità è palese e nessuno può più fingere di ignorarla. La democrazia liberale e lo Stato di diritto da un lato, ed i partiti dell’attuale maggioranza, dall’altro, non si conoscono nemmeno di vista. Lo abbiamo scritto molte volte fino da quando Virginia Raggi, sindaca della Capitale senza vergogna cercava di risolvere i non pochi problemi del suo incarico facendo riferimento ai vertici pentastellati e tralasciava il ruolo del suo consiglio comunale.

Lo abbiamo ripetuto in occasione di licenziamenti di direttori dei giornali (per compiacere il nuovo potere) e soprusi di ogni genere per esercitare a fini di parte tutto il potere possibile.

Venivamo accusati di “difendere i vecchi privilegi”, di “esagerazione” ed altre categorie concettuali alle quali moltissimi italiani sono soliti ricorrere quando intendono voltarsi dall’altra parte per non vedere. Ma non siamo attaccati ai privilegi vecchi (di cui non abbiamo mai goduto); e nemmeno ai privilegi nuovi (di cui mai godremo). E non siamo esagerati più di quanto i nostri censori siano conformisti se non, addirittura, opportunisti.

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

18 commenti

  1. Questa è bella Marzio. Nessun politico è stato vicepresidente del CSM, hai detto e scritto? Quasi tutti lo erano: te ne cito fra i più noti: Giacinto Bosco, Giancarlo De Carolis, Giovanni Galloni, Virginio Rognoni, Nicola Mancino, Michele Vietti,Giovanni Legnini. Tralascio altri, meno conosciuti come politici. Ma perchè vi attaccate a queste balle per tenere il punto?
    Vedi, a me non manca la passione politica. Ma cinquanta anni di professione giornalistica mi hanno insegnato a cercare (certo senza riuscirci sempre) di non piegare i fatti alla passione. Bisognerebbe provarci sempre..

  2. marzio siracusa

    Nicola, al di là delle battute, come è possibile confondere l’elezione al CSM di un politico dell’opposizione, spesso avvenuta in passato, e ci mancherebbe, con la sua nomina alla vicepresidenza che di fatto è la presidenza? Il tutto pilotato, nell’arco di pochi mesi uno sconosciuto avvocaticchio del foro rignanese è a capo del CSM con la complicità di Mattarella. Su questo si accentra la critica, non certo perché Ermini fu eletto al CSM. Lo leggeremo mai un tuo intervento sul rischio che l’estremismo dei moderati senza tetto è per la democrazia, o ci dirai che sono fantasie?

    • La cosa veramente sorprendente è un’altra è che il candidato dei M5S era un renziano moderato, sostenitore del Sì al progetto Renzi Boschi di deforma cosrtituzionale.mentre il M5S si era impegnato fino in fondo per il NO e sono stati determinanti. Chi è il regista che si approfitta della scarsa conoscenza del mondo e del sottobosco politico dei M5S? O i M5S, hanno imparato presto a rassicurare i potenti di sempre, lobbisti e burattinai. Se è un governo del cambiamento non lo si capisce dalle loro nomine e dai capigabinetto dei loro ministeri

  3. marzio siracusa

    Nicola, credo che in un processo avresti scovato mille cavilli e poi altri mille pur di far assolvere satana dall’accusa che tenere la caldaia dell’inferno a 1000° è uno spreco.

    • Peccato che il ruolo di avvocato difensore (del governo) spetta, per libera scelta e con indubbia competenza, a te.

    • paolo francia

      Caro Marzio, Nicola ormai ha preso questa strada e a niente serve piu discuterci. Intanto , per fortuna, il governo va avanti per la sua strada, il numero dei richiedenti asilo è crollato, e la politica non si piega ai diktat dell’Europa, questo è comunque sia confortante, gli esagitati di turno hanno molto poco da controbattere, tranne per partito preso continuare a negare la realtà dei fatti. Purtroppo invece lo spettacolo dei Renzi che si agitano, con i Nicola, non lascia speranze. Tutto non va bene, ma almeno si respira, 1000 volte meglio questo governo dei cavilli degli esagitati.

  4. NICOLA CARIGLIA

    Che differenza fa se appartenente a partito sconfitto o vincitore? L’elezione di Ermini, che non conosco, è stata criticata in quanto espressione politica perchè fino a poco fa, parlamentare del PD. La mia domanda, alla quale sfuggi, era: perchè Ermini non è stato criticato, in quanto “politico” nel momento in cui il Parlamento lo ha eletto nel CSM, e diventa scandalo da presidente. Era un membro dimezzato? Non è previsto. Ma è inutile discutere quando si negano i fondamentali dello Stato di diritto, come fate voi sostenitori di questo strampalato governo.

  5. marzio siracusa

    No. In altre occasioni appartenenti a partiti elettoralmente sconfitti sono stati eletti dal Parlamento al CSM, ma mai ne sono diventati vicepresidenti, fornendo un risarcimento politico con un’idea baggiana e codina della democrazia come costruzione artificiosa del bilanciamento. Ma se in libere e corrette elezioni un partito prendesse il 90 % dei voti, Mattarella che farebbe? Negherebbe la legittimità del voto? Comunque mi piacerebbe Nicola che vivendo oltre Renzi mi smentissi con il nome di un vicepresidente del CSM proveniente da un partito sconfitto nell’elezione politica appena conclusa.

  6. Dunque: chi non condivide rosica. E l’unica politica sociale sono le mance. Conoscono così poco la storia che non sanno andare oltre Renzi.

  7. Qualcosa non torna nelle polemiche divampate un minuto dopo l’elezione di David Ermini a vice-presidente del CSM. Secondo chi lo attacca non sarebbe in grado di ricoprire l’incarico perchè fino a poco fa parlamentare del PD. Può darsi. Ma perchè nessuna polemica si è alzata dal 18 luglio scorso (quando Ermini è stato eletto al CSM dal Parlamento in seduta comune) fino ad oggi? Cioè, poteva sedere degnamente nel CSM a condizione che non aspirasse a diventarne il vicepresidente per volontà della maggioranza dei suoi membri e del Presidente della Repubblica?

  8. marzio siracusa

    Che la faziosità sia imperante e alberghi anche nella più alta istituzione, non c’è alcun dubbio. Meraviglia e preoccupa non poco la disattenzione, o la troppa attenzione, di Mattarella nell’elezione del gregario renziano Ermini a vicepresidente del CSM, per dare una mano al PD in evidente crollo storico. Di Maio, l’incolto, l’impreparato e l’antidemocratico Di Maio ha ragione a dire che con questo atto il CSM è entrato in politica come lunga mano del PD. Non so cosa ne pensi Nicola credente nell’inviolabilità della nostra Costituzione ottocentesca, concepita per una tipologia di cittadini e di comunità che non esistono più, e su diritti e doveri individuali e collettivi tutti da riformulare.

  9. Avevano illuso promettendo cose mai viste. Si difendono perchè certe cose si erano sempre viste.

  10. A-culturati. Scherani di qualcuno. i Lanzichenecchi sono simili!

  11. Caro Gianfranco Orsini,

    Può essere, come tu dici, che i 5Stelle siano un prodotto involontario di una cattiva amministrazione precedente. Ma andando al pratico invece che al filosofico: abbiamo un importante e potente pubblico funzionario (Casalino) che minaccia i vertici del Ministero per l’Economia. Come lo definiresti: un mafioso, un prepotente, un arrogante, un fascista, un comunista. O, come sembri suggerire, una povera vittima del sistema, peraltro già risarcita di 170 mila euro l’anno? Perchè tutto questo timore nel riconoscere che c’è chi, ora che si trova al governo, se ne strabatte della democrazia? Lo assolviamo perchè vittima di cattivi esempi?
    Povera creatura…

  12. Gian Franco Orsini

    I partiti dell’arco costituzionale che hanno governato l’Italia, a partire dal 1945, hanno costruito il paese attuale e sono responsabili della presente situazione. La democrazia si difende e si afferma con la buona amministrazione. Il rapporto fra i cittadini e i vari settori della pubblica amministrazione non è mai sereno, ma addirittura avvertito dai cittadini come una minaccia dalla quale devono difendersi. Se il potere fosse veramente democratico i cittadini si sentirebbero partecipi e attori e partiti come il M5S non avrebbero ragione di esistere.

  13. marzio siracusa

    È noto e studiato che i quadri intermedi dell’amministrazione si oppongono sempre a qualsiasi cambiamento, tant’è che la burocrazia ministeriale, i topi capidivisione, capigabinetto, capicesso ecc., con una semplice serie di ordinanze riescono ad annullare o annacquare una legge. Casalino è un parvenu eccitato di sé, e vive nell’illusione di governare la leva della ghigliottina, il solito poveraccio alto un metro e novanta, aitante, bello ( per le donnaccole! ) con molto sport e tanta informazione alle spalle, anche simpatico e naturalmente solare. A proposito, come mai in ogni settore dell’italica fognetta non c’è più un ufficio di responsabilità affidato ad un nanetto tipo Amintore Fanfani, o il nano ghiacciato, che poi nano non è? Ecco, un buon tema su cui discutere per il rinnovo vero della politica: la solennità della statura come indicatore selettivo in sostituzione dell’intelligenza che non si trova. Nicola, parti da questi spifferi antropologici se vuoi davvero arrivare a una critica politica cogente, altro che perdersi dietro buchi di culo tipo Casalino.

    • paolo francia

      Marzio, per Nicola Cariglia siamo ormai in dittatura, peccato che utilizzi da mesi due pesi e due misure, all’epoca del Giglio magico, invece eravamo in democrazia….ah già, ma lui è un moderato. Poi se cosi fosse, la sua pagina antigovernativa sarebbe già chiusa, segno che anche su questo si sbaglia.
      Gridare alla dittatura quando un governo non è di proprio gradimento, scredita chi lo pensa.

  14. Giampaolo Mercanzin

    .Vale sempre il vecchio motto Nicola: Bisogna aver paura degli ignoranti, non degli intelligenti! ciao

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