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Future space: intervista a Roberto Guerra

Roberto Guerra, che i lettori di Pensalibero hanno iniziato a conoscere da qualche mese attraverso la pubblicazione di suoi articoli e interviste, ha pubblicato per i tipi dell’Armando editore un pampleth fantapolitico dal titolo “Io e Mussolini”. A seguito anche della recensione apparsa sul nostro giornale (http://www.pensalibero.it/la-terza-via-lunga-un-secolo-di-roberto-guerra/), l’Autore si dichiara senz’altro scettico circa la possibile attuazione anche in futuro di una proposta culturale e politica, che viceversa è propria del nostro giornale, di classica matrice liberale e socialista. Ne è nata così una lunga intervista a tutto tondo … (Angelo Giubileo)

di Angelo Giubileo | 21 Aprile 2019

D- Roberto Guerra, parlando di Mussolini direi che il tuo libro, fin dal titolo, costituisca una valida ed efficace occasione per il lettore che voglia fare chiarezza e soprattutto dire basta a una realtà ancor prima che storica perfino più attuale fatta di giudizi piuttosto frettolosi e quindi approssimativi …

R-  Siamo ormai virtualmente negli anni 20 del Duemila,  nel 2022  il centenario del ….Faxismo…. (La marcia su Roma). Certa nuova storiografia dopo De Felice, Gentile e altri (Nolte e altri all’estero), la Scuola Romana di filosofia politica (i vari Giovanni Sessa, Sandro Giovannini e altri), certo Neofuturismo- per giunta dichiaratamente Progressisti ma 2.0 (non il pseudoprogressimo o anche Liberal attuale politico-culturale- promotori del pensiero unico psicopoliticamente corretto)  ha  “revisionato” la storia reale del faxismo e di Mussolini. Nessun negazionismo della Resistenza e dell’Olocaussto innegoziabili. Ma la storia del duce e del faxismo… sono più complesse.. persino . viste le origini futuristiche e d’annunziane, storia quasi misconosciuta della sinistra storica originaria italiana. 
D- Nell’ipotesi che occorra accostare a ogni autore un termine che genericamente lo identifichi al meglio, e così per la sua produzione, che nel tuo caso è anche vasta, per te non ci sarebbe termine migliore e più significativo del termine “futuro”. E tuttavia, trovo estremamente riduttivo definirti un “futurista”, perché il futuro che tu intravedi è parte integrale sia del passato delle storie che conosci e fai tue sia del presente che vivi …
R- No  è  corretto, io sono un futurista ma contemporaneo. La matrice è anche quella di Marinetti, ma oggi futurist sono i cosiddetti futurologi,  “filosofi” della scienza e scienziati,  esperti d’informatica, robotica, intelligenza artificiale  e computer science, scrittori di fantascienza ,   musicisti elettronici, artisti nerinascimentali e d’avanguardia. La storia non è lineare ma va a zig zag  persino a spirale, dai (tra)  graffiti  e il computer. Il neofuturista Vitaldo Conte nell’arte parla di Antico Futuro.. il filosofo Giovanni Sessa di Avanguardia Tradizione,  io e altri di Futuro  e  Futuro Anteriore…. La Grande Scienza del nostro tempo è il nostro sfondo “concettuale”.  La nuova sfida alle Stelle  nello Spazio extra solare e magari nei Multiversi  è appena cominciata, anche finalmente sulla Terra. 
D- Le prime due sezioni del libro sono dedicate a rivisitazioni di personaggi della politica e della cultura rappresentativi di un mondo diviso a metà: dalla fine del secolo XIX tra destra e sinistra, e dall’inizio del secolo scorso tra fascismo e antifascismo. Un’analisi che tu non condividi, perché viziata per l’appunto da una prospettiva ideologica che in generale molto spesso contrasta con la realtà dei fatti …
 
R – Fino al 1938 con le leggi razziali,  il cosiddetto ventennio fu – fino a quella data fatale –  una sorta di Repubblica Presidenziale liminare estrema,  in quanto rivoluzione una “dittatura  del proletariato geniale”: In America fino agli ani 60  i neri non avevano diritto di voto e parità umana….nel decennio precedente l’era McCarthy violava sistematicamente la democrazia con la caccia alle streghe non solo comuniste, progressiste (Charlie Chaplin lo dimostra nettamente)?   Il faxismo e il “compagno duce”, furono una modernizazione incompiuta inedita per l’Italia passatista. Dopo – proprio su quelle tracce molto concrete in ogni settore (dal lavoro all’arte alle grandi opere  ecc.) fu proprio il PCI (unico comunismo parzialmente democratico  nel mondo) da Togliatti a Berlinguer a continuare soprattutto la modernizzazione italiana,  assai meno gli eredi di Don Sturzo o il liberalismo spesso neofeudale italico. 
D- Così che ritorna nel tuo libro anche l’uso di formule quali la Terza via, ritornata prepotentemente di moda in Europa agli inizi del secolo in corso. In proposito, ti sentiresti di fornire scenari possibili o dare qualche indicazione per il futuro?
R- Da Berlusconi in poi, il progressismo storico italiano si è suicidato  (riciclaggio cattomunista),  non ha capito nulla della rivoluzione elettronica e di Internet. Sempre un disco rotto antifascista deja vu orwelliano.  Un bolero alla rovescia e ora (con l’ondata populista)  a livelli neppure più politici ma psichiatrici… con  una fissazione freudiana letterale. Sono tutti fascisti  tranne i democratici cosiddetti, un insulto epocale ai popoli che in libere elezioni votano l’avversario politico. Mai legittimato l’altro politico mentre legittimano se potessero anche l’Uomo di Neandarthal! Che per la cronaca era Bianco e non Nero…  Con l’antiberlusconismo (al di là dei limiti storici gravi politici e conoscitivi del Cavaliere) è iniziato l’ODIO,   sponsorizzato da quasi tutti i Media pseudoprogressista. Proprio il contrario. I populisti non sono razzisti, semmai poco complessi e  “decadenti”, ma storicamente necessari perché  la non comprensione della rivoluzione elettronica da un lato e il mito migrantico buonista domandano storicamente, vera dialettica democratica dell’alternanza, oggi soluzioni neoconservatrici (usando etichette politiche comunque relative).  Ma dire Terza Via è improprio; nel primo novecento aveva un senso, ma le due rivoluzioni, quella futurfascista e quella di Lenin in Russia,  sono fallite degenerate nel nazismo e nello stalinismo  e  oggi solo roba da Museo della Politica  e della Storia  improponibli. 
D- Per mai finire: pensi davvero che il futuro sia appannaggio solo della tecnica? Oppure ritieni che anche la tecnica debba necessariamente fare i conti ancora con la politica, tanto da pensare anche in Italia a una forma di Partito della Scienza …
R – La stessa attuale fase storica è contingente. Sia i neoconservatori 2.0 -che esistono solo a livello minimo- sia i progressisti nuovi -che non esistono attualmente- (esistono solo a livello metapolitico ma quasi azzerati a livello politico mediatico) necessitano di un salto quantico per cavalcare sul serio la tigre informatica e già postumana. Se ci sarà  …sarà la fine della politica e un nuovo inizio (dalla politica a…. la “parola” che verrà…  come dall’astrologia all’astronomia). Non molti ora probabilmente capiranno (visto il tema del libro)  ma io spero tra un decennio in un- come ben dici-  Partito della Scienza vero progressista….per – secondo me- un futuro  capace dinamicamente di conciliare bisogni e sogni,  sopravvivere e sopra- vivere: un mondo “dominato” dalla tecnologia anche in politica (algoritmi e Ai pensanti al posto dei Politici- ridotti al minimo essenziale…). La “postpolitica” è come fare un ponte: deve farlo un ingegnere su basi conoscitive, quello di “destra” lo farà barocco,  minimalista quello di “sinistra”. La postpolitica sarà una Macchina per fare funzionare una società, le comunità,  non una Religione come è ancora oggi. In quel futuro,  l’Umanesimo decollerà dalla fantascienza alla … Realtà..  Lo Spirito Scientifico è avanti 50-100 anni nel futuro rispetto allo Stato delle Cose nelle odierne primitive stanze dei bottoni socioeconomiche e dell’Informazione...Siamo ancora in un Pianeta delle Scimmie!..

 

Pubblicato in : Arte, Cultura ed eventiTag: anni, berlusconi, centenario, comunismo, conti, democrazia, elezioni, estero, europa, filosofi, futuro, informazione, intervista, italia, lavoro, mondo, mussolini, Pensalibero, personaggi, populista, religione, repubblica, repubblica presidenziale, riciclaggio, roma

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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