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Zitti zitti, stanno preparando il superporcellum

di Gerardo Labellarte | 26 Febbraio 2012

Il sistema che si ipotizza porta esattamente ad un Parlamento di settecentocinquanta nominati direttamente dai partiti, o perché da essi paracadutati nei collegi o perché eletti nelle liste bloccate di recupero.

I luoghi comuni che diventano fatti e l’assenza di memoria sono pane quotidiano nella politica e nell’informazione del nostro Paese. Uno di questi luoghi comuni recita che “il porcellum è una pessima legge”.
Bisogna dire che a tale giudizio fortemente negativo ha in buona parte contribuito uno degli autori della norma, il famigerato Calderoli, coniando la ben nota definizione. La nostra opinione è che tale giudizio drastico risponda solo in parte al vero. Intanto va detto che di tale giudizio non c’è traccia nel dibattito che all’epoca condusse all’approvazione della legge, che anzi venne salutata in modo sostanzialmente positivo, soprattutto in quanto archiviava l’altrettanto vituperato “mattarellum”. Ma quel che più colpisce nella vicenda è un’altra questione. Se si chiede a chiunque, cittadino informato o addetto ai lavori che sia, per quale motivo tale legge sia così condannabile risponderà invariabilmente, aldilà della ricchezza delle argomentazioni, secondo due filoni di ragionamento.
Il primo, largamente prevalente nell’opinione pubblica più ampia, si può riassumere così: perché crea un Parlamento di nominati dai partiti e non di eletti dai cittadini. Il secondo ordine di ragionamenti, più sofisticato, riguarda il contraddittorio sistema dei premi di maggioranza, eccessivo alla Camera, sostanzialmente inesistente al Senato in quanto regionalizzato (ed era questa la vera “porcata” secondo Calderoli). Orbene, rinviando l’analisi sul secondo punto, intendo soffermarmi sul primo. Se la ragione di cotanta disapprovazione della attuale legge sta nella contestazione della nomina dei parlamentari da parte dei partiti, ci sarebbe da aspettarsi nel dibattito di preparazione della nuova legge una assoluta consapevolezza del tema ed una ricerca di ogni sistema atto a recuperare la sostanza del rapporto tra elettore ed eletto.
A seguire invece quanto sta avvenendo, soprattutto nelle segrete stanze, ed al riparo dal giudizio severo dell’opinione pubblica, c’è da rimanere attoniti. Il sistema che si ipotizza porta esattamente ad un Parlamento di settecentocinquanta nominati direttamente dai partiti, o perché da essi paracadutati nei collegi o perché eletti nelle liste bloccate di recupero. In sostanza ci sono tutte le premesse per creare un sistema che magari tra dieci anni, dopo aver creato ulteriore instabilità e distanza tra cittadini e politica, possa essere definito una super-porcata. Ma c’è ancora tempo per riflettere. Per quanto ci riguarda lavoreremo in questa direzione.

 

Pubblicato in : Primo piano

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