Zingaretti vince le pre primarie, ovvero le assemblee congressuali dei circoli del PD. Pochi partecipanti, sempre meno iscritti, nessuna ventata di nuovo a sollecitare un rinnovato entusiasmo od un reale cambiamento della rotta politica. Zingaretti vince e si reca subito a Bologna dal professore per chiudere un accordo sul futuro del partito e per stilare un programma per le elezioni europee, usando come centravanti di sfondamento l’ex ministro Calenda e il suo manifesto per un listone unitario . Ma tra il governatore del Lazio e Prodi vi è un rapporto di vecchia data, che negli anni non si è mai interrotto. L’ idea è sempre quella, che si chiami Ulivo o Unione, si ritorna a più di venti anni fa. Visto che tra poco partirà il festival di San Remo, qualcuno potrà chiamarla come una vecchia canzone ” nostalgia canaglia ” od anche immutato amore per il vintage. Mentre il governo gialloverde, pur tra mille baruffe, detta inesorabile l’ agenda politica, la sinistra si aggrappa ai trofei del passato. Anche il segretario del PSI si muove su queste tracce. Nencini ed i pannelliani puri ridanno vita alla Rosa nel pugno. Insomma siamo di fronte ad un pullulare di idee esplosive ed attrattive degli elettori. Unica novità nell’ opposizione è quella di un simbolo, l’ Onda, depositato dai movimenti che hanno dato vita alle manifestazioni civiche di Torino e di Roma. Sarà una campagna elettorale dura, brutta e nevrotica. Influenzata da quello che succederà in Francia Germania Inghilterra. Ma gli italiani, in fondo, sono dei buoni nuotatori.
Roberto Caputo

Il meno peggio della sinistra è meglio dei due che ci governano dei quali uno è imbecille e l’altro maledettamente furbo ma pericoloso. Per piacere meno polemiche sui nostri, perché, come sopra precisato, anche il meno capace è sempre meglio di quei due. Che i nostri facciano una campagna solo per evidenziare i rischi della c.d. destra e per evidenziare i propri programmi ma mai contro i compagni di schieramento