Devo delle spiegazioni a molti lettori per il mio articolo della settimana scorsa, con il quale invitavo a non sottovalutare l’appello di Carlo Calenda per uno schieramento che superando divisioni e polemiche converga su due punti della massima urgenza: la difesa dell’Europa contro le spinte disgregatrici dei populismi e dei sovranismi; la lotta all’attuale governo per i danni economici e di logoramento della democrazia che appaiono sempre più evidenti.
Ritengo di dover tornare sull’argomento, perché il mio articolo ha provocato reazioni eccezionalmente numerose e di segno diverso: consensi espressi attraverso i “like” (ai quali io attribuisco il valore che si da ai sondaggi, cioè quasi nullo); e dissensi altrettanto numerosi, compresi non pochi di amiche e amici con i quali spessissimo mi trovo d’accordo. Dunque, non pregiudiziali.
Eppure, nemmeno la contrarietà di questi amici mi ha persuaso di essere caduto in errore. Credo, anzi, che si stia sottovalutando quanto è grave la situazione. Me lo conferma il fatto che le critiche, più che al ragionamento di Calenda ed al mio, fossero rivolte alla persona Calenda. Nonostante che, proprio per scongiurare questo pericolo, il mio articolo iniziasse con la premessa che “Può piacere o meno Carlo Calenda”.
Per quanto mi riguarda, Calenda non è un martire, nemmeno un eroe. Semplicemente è una persona che sta dicendo cose di buon senso come quella di mettere da parte divisioni che appaiono oggi secondarie rispetto alla necessità di mandare via un governo pericoloso e dannoso. Il senso del mio articolo era quest Ma, come ben so dopo mezzo secolo di giornalismo, spesso la gente non legge gli articoli ma si ferma ai titoli. E così anche molti miei amici, invece di discutere del senso dell’iniziativa, hanno parlato del suo promotore: Calenda pariolino, liberista, comunista, ricco, viziato e così via. E io ripeto: Calenda o non Calenda, vi sembrano più importanti le questioni di lana caprina o tentare di creare un schieramento vasto per abbattere questo governo e aprire una nuova stagione politica? This is the question.
Nicola Cariglia

Mi toccherà difendere questo governo che non vedo nè pericoloso nè dannoso.
Il vero pericolo era ritrovarci di nuovo il centrodestra berlusconiano.
Altro pericolo era perpetuare in un nuovo asse Renzi – Berlusconi.
Gli Italiani hanno scelto il male minore e e va rispettato il voto. Anche se l’azione di governo può essere sempre incalzata.
Quanto al listone mi vien da ridere e concordo con il compagno Gianpaolo Mercanzin che è un problema di persone e che l’ammucchiata di questo “nuovo” listone del PD non potrà essere credibile visto che certa gente, Calenda compreso, volevano stravolgere la nostra Costituzione.
Sai Gino, a me, invece, toccherà dire che oltre al governo, sono pericolosi coloro che fingono di assolverlo in nome di risentimenti e delusioni passate. Non è così che si regolano vecchi conti. Se non vedi che andiamo a sbattere, bruci le buone ragioni che ci hanno visto contrastare i governi passati.
Caro direttore, mi conosci abbastanza per sapere che dico quello che penso, anche se so che non sempre condividi le mie idee E io le tue, naturalmente. Ma raramente e non del tutto. D’altra parte onori sempre il senso di pensalibero, che qualche amico chiama pensiero libero.. Ecco, leggendo questi due pezzi, oggi, sono con te. In toto. Contano il pensiero e l’azione, non il soggetto che li pratica. Comunque credo che anche l’uomo, in questo caso, abbia un suo valore intrinseco. FB mi ha ricordato un mio post dell’anno scorso, in cui auspicavo che Calenda potesse continuare il suo lavoro “con qualunque governo”.. Purtroppo non è andata così e ci ritroviamo con questi, eufemisticamente, sprovveduti.
Caro Nicola, io non voglio regolare vecchi conti, ma vorrei un futuro politico per i miei figli e nipoti. Continuo a sostenere (e sono aperto a discuterne come sempre) che il vero pericolo era ritrovarci di nuovo il centrodestra berlusconiano o un nuovo asse Renzi – Berlusconi. Il voto ai 5 Stelle lo ha scongiurato. In politica anche altre volte ci siamo trovati a scegliere il male minore. E credo che una maggioranza di Italiani (ed io tra questi) hanno fatto questa scelta che va rispettata. Ci sarà un’alternativa? Almeno una lista alle europee degna delle nostre tradizioni? Se ci sarà sono pronto a votarla. In assenza rinnoverò il mio voto ai 5 Stelle, come male minore. Buona domenica
Da un po’ di tempo mi trovo poco d’accordo con te. Sarà perché sono un vetero idealista e seguo ciò che i nostri vecchi ci insegnarono. Per fare il PARROCO, bisogna cominciare dai chierichetti, seguendo la dottrina e frequentando il seminario. Dopo anni di esperienza probabilmente anche il più asino potrebbe diventare un buon parrochetto di campagna. Invece come avrai già avuto modo di verificare neanche il presuntuoso BERLUSCONI che già aveva tutto, è riuscito a diventare un buon governante.
Ma come si può pensare che persone che non hanno saputo fino a ieri dove sta di casa l’edificio costituzionale e la storia di questo martoriato paese.
Forse sono troppo vecchio e quindi pessimista, ma finché i grandi docenti non si sprecheranno per gli altri, come è avvenuto in costanza di fascismo da parte di persone illuminate che avevano una storia di libertà e guardavano avanti, no potremo emergere da questa palude consolidatasi dalla fine degli anni ’80 del secolo scorso. Ciao. Spero di essere a Rimini, salute permettendo.
Caro Giampaolo,
non mi dispiace che tu non sia d’accordo con me. Fra persone leali succede ed è stimolante. Ma fai male a non essere d’accordo con me senza .avermi letto. Altrimenti non ti fisseresti con Calenda. Per me, se la proposta l’avesse fatta Pinco Pallino, direi le stesse cose. E, cioè, che è necessario in questo momento un forte raggruppamento, anche di forze eterogenee perchè l’obbiettivo prioritario è quello di mandare a casa un governo pericoloso e dannoso. Il tuo richiamo a parroci è, ahimè rivelatore della insofferenza verso la proposta Calenda (o Pinco Pallino). I socialisti come te sono persone eccezionali per forza, coerenza e simpatia. Ma amano troppo le parrocchie! Spero anch’io di vederti. Un abbraccio.
Caro Nicola, Calenda o non Calenda condivido con te l’opinione che ci troviamo di fronte ad una situazione generale, non solo italiana, di perdita di umanità, di ritorno a vecchi nazionalismi, a chiusure egoistiche e a forme d’odio razziale e di genere, che hanno molte similitudini con ciò che accadde alla nascita del fascismo e alla “resistibile” ( che poi non fu tale) del nazismo, con un’estesa area di non pensanti che seguono i pifferai del momento, la cui propaganda sta logorando il civile tessuto connettivo della nostra società. Forse gli anticorpi sono più forti ed estesi di allora, ma vanno attivati, incominciando dall’opporre un fronte democratico sempre più vasto, comprendente tutte le rappresentanze politiche e sociali possibili. Un Europa rinnovata e unita è l’ultima spiaggia possibile.
sono perfettamente d’accordo e ritengo che quelli che hanno fatto e fa le critiche a questo progetto sono di visione corta e sono proprio quelli che sono fossilizzati sulle proprie idee (quasi come se fossero dei dogmi) causando così la grave crisi che attraversa la sinistra, e non solo quella italiana
Le reazioni dimostrano come l’attuale stupidità diffusa sia trasversale.