
«Presidente Volodymyr Zelensky, l’intero paese è nelle sue mani. Ogni sua decisione, ogni suo desiderio è un ordine. E sono molti coloro che dicono: in Ucraina non c’è libertà, la guerra non ha portato la libertà, semmai ha finito di ucciderla.»
“Ho avuto uno scambio di idee concreto, molto tangibile e franco con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump”. Lo ha scritto sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “L’ho ringraziato per l’ottimo e adeguato inizio dei lavori delle squadre ucraine e americane a Gedda l’11 marzo”, ha aggiunto, “l’incontro delle squadre ha contribuito in modo significativo al raggiungimento della fine della guerra. Abbiamo convenuto che l’Ucraina e gli Stati Uniti devono continuare a lavorare insieme per raggiungere una vera fine della guerra e una pace duratura. Crediamo che insieme all’America, al Presidente Trump e sotto la guida americana, quest’anno si possa raggiungere una pace duratura”. Il taglio agli aiuti esteri deciso dall’amministrazione Trump avrà ripercussioni anche sui mezzi d’informazione indipendenti ucraini: oltre la metà rischia di chiudere. A lanciare l’allarme, a quanto riferisce Ukrinform, è stato il presidente della commissione Editoria del parlamento ucraino, Mykyta Poturaiev. Secondo il deputato, il 51% dei media ucraini indipendenti potrebbe chiudere i battenti, tra cui fino al 70% delle testate regionale. “Potremmo perdere quasi tutti i media locali in Ucraina “, ha sottolineato Poturaiev. Nell’ultima versione delle conclusioni dei leader dell’Ue sull’Ucraina, che sono state separate da quelle del Consiglio Europeo perché l’Ungheria si oppone, viene specificato che il piano voluto dall’Alta rappresentante Kaja Kallas per gli aiuti militari a Kiev prevede un’adesione volontaria da parte degli Stati membri. E’ stato inoltre depennato qualsiasi riferimento alla chiave di riparto dei contributi agli aiuti militari.
Le conclusioni del Consiglio europeo del 20-21 marzo nella parte relativa all’Ucraina saranno di nuovo a 26, con l’Ungheria a porre il veto. Lo si legge nella bozza delle conclusioni, di cui l’AGI (un’agenzia di stampa italiana) ha preso visione. Il 18 marzo, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di avere bloccato un significativo attacco di terra ucraino per sconfinare nella regione russa di Belgorod, confinante con quelle ucraine di Kharkiv e Sumy. Le autorità ucraine negano parlando di propaganda. Gli insediamenti di Belgorod indicati dai funzionari russi come luogo della presunta operazione sventata si trovano a poche decine di chilometri a sud-est di Sudzha, dove l’Ucraina si è quasi completamente ritirata dal territorio conquistato lo scorso agosto nell’adiacente regione di Kursk. Il Kyiv Independent, dando conto di queste affermazioni, precisa di non avere potuto operare una verifica indipendente. “Ho appena concluso un’ottima telefonata con il presidente dell’Ucraina Zelensky. È durato circa un’ora. Gran parte della discussione si è basata sulla telefonata fatta ieri con il presidente Putin per allineare Russia e Ucraina in termini di richieste e necessità. Siamo sulla buona strada e chiederò al Segretario di Stato Marco Rubio e al Consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Waltz di fornire una descrizione accurata dei punti discussi. La dichiarazione sarà pubblicata a breve”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, sulla sua piattaforma Truth Social. L’incontro tra il Presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si svolgerà in Arabia Saudita? “Questa opzione non può essere esclusa. Ma non ci sono ancora dettagli su questo tema”, è la risposta data oggi dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, a cui era stata chiesta conferma dopo che l’inviato Usa Steve Witkoff aveva avanzato questa ipotesi durante un’intervista a Bloomberg Tv. Lo riporta l’agenzia di stato russa Tass. Mykhailo Podolyak, consigliere di Zelensky, ha affermato al Guardian che i colloqui programmati per domenica in Arabia Saudita dovrebbero essere bilaterali tra Stati Uniti e Russia e che non è prevista la partecipazione dell’Ucraina. Quanto alla telefonata tra Trump e il presidente ucraino, Podolyak afferma che “la cosa principale è capire come Trump vede i risultati della sua chiamata con Putin e trarne delle conclusioni”. La Russia e l’Ucraina hanno annunciato mercoledì di aver scambiato 175 prigionieri di guerra di ciascuna parte e 22 prigionieri ucraini “gravemente feriti”. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, questo è uno dei “più grandi scambi” organizzati dai due paesi. Il Ministero della Difesa russo ha scritto in un comunicato che 175 prigionieri di guerra russi sono stati consegnati in cambio di 175 ucraini. Mosca ha inoltre dichiarato di aver restituito, “come gesto di buona volontà”, altri 22 prigionieri ucraini “gravemente feriti”. Menomale: l’atmosfera incomincia a riscaldarsi.
Giuseppe Basilico

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