
La questione dei dazi USA mi ha fatto tornare alla mente i miei studi di Macro Economia all’Universita’ ed allora mi sono ripreso il Dornbush- Fisher per riverificare alcune questioni e provare a capirle meglio.
I Governi devono da sempre affrontare alcuni dilemmi di politica economica per fronteggiare gli equilibri interni (massimizzare la produzione per ridurre la disoccupazione ) ed esterni (mantenere in equilibrio la bilancia dei pagamenti per evitare di indebitarsi eccessivamente nei confronti di altri Stati).
Questi due equilibri sono in CD trade off. Ovvero se si massimizza l’occupazione la maggiore domanda di lavoro incide sui salari aumentandoli e sui prezzi e questo genera una tensione sull’inflazione.
La maggiore ricchezza comporta un incremento delle importazioni che incide negativamente sulla bilancia dei pagamenti.
Gli USA hanno da sempre un PIL che galoppa ma anche un debito commerciale monstre ed un debito pubblico che ormai sfiora il 125% del PIL. Peraltro in mano agli stranieri ( Europa maggiore detentore e dopo Giappone e Cina ).
In questa situazione a lungo termine si genera un riequilibrio perché alla fine la svalutazione della propria moneta dollaro favorisce le esportazioni a causa della maggiore competitività dei prezzi domestici…..
…ma nel lungo periodo e solo se si hanno prodotti di qualità. E nel breve ???

Più facile mettere dei dazi. Si blocca l’acquisto dei prodotti stranieri con effetti di rivalutazione sulla propria moneta che favorisce chi detiene il debito americano sorretto anche da tassi più alti.
Più facile ma più miope perché alla fine si perde competitività e vi saranno effetti negativi anche sul PIL.
Senza contare che se il 20% del debito USA in mano all’Europa ( compresa GBP) cosa succederebbe se i titoli usa venissero venduti massicciamente ?? Attenzione quindi la maniera per difendersi esiste. Trump questo lo sa ovviamente.
La lezione è: i mercati tendono sempre ad aggiustarsi da loro; se si interviene a gamba tesa nessuno è autosufficiente neanche gli USA con il debito che hanno.
MEDITATE … MEDITATE
Mario Alparone

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