
Durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC) 2026, svoltasi tra il 13 e il 15 febbraio 2026, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un forte appello affinché l’Europa non venga esclusa dai negoziati di pace, definendo tale eventualità un “grave errore”. Ha dichiarato che l’Ucraina sarebbe pronta a un cessate il fuoco (della durata stimata di circa due mesi) come condizione necessaria per preparare e svolgere elezioni presidenziali in sicurezza. Ha ribadito che le concessioni territoriali non porteranno una pace duratura, paragonando l’attuale situazione agli Accordi di Monaco del 1938. Al centro del dibattito, il futuro dell’Ucraina e l’imminente round di colloqui a Ginevra. Il messaggio lanciato dal Presidente Volodymyr Zelensky è stato netto, privo di parole ingombranti, inutili e segnato da una sottile ma evidente frustrazione verso l’alleato americano. Si è trasformata in un banco di prova cruciale per la tenuta dell’asse transatlantico. Con il terzo giro di colloqui fissato per martedì prossimo a Ginevra, la diplomazia internazionale è in confusione. Mosca ha cambiato negoziatore in corsa e Kiev teme di essere calpestata tra le grandi potenze. “L’Europa non è praticamente presente al tavolo”, ha denunciato Zelensky dal palco del Bayerischer Hof, sottolineando come la voce del Vecchio Continente debba essere centrale per garantire una stabilità duratura. Il leader ucraino ha espresso preoccupazione per l’approccio di Washington, accusando alcuni settori dell’amministrazione USA di discutere di “concessioni solo riguardanti l’Ucraina e non la Russia”. Zelensky ha poi alzato la posta sulle garanzie di sicurezza: i 15 anni ipotizzati dagli Stati Uniti non bastano; ne servono “più di 20, 30 o 50”. “La guerra ibrida della Russia non finirà nemmeno se l’aggressione russa contro l’Ucraina dovesse finire. Per contrastare questo stato di cose, i Paesi alleati devono cooperare più attivamente alla propria difesa”. Lo ha affermato ieri il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, intervenendo alla conferenza sulla sicurezza di Monaco. Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver provocato la morte di una donna in un raid di droni su Odessa nella notte tra il 13 e il 14 febbraio: lo scrive l’agenzia Ukrinform citando la protezione civile ucraina. A Monaco “piena convergenza ieri fra i partner G7 sul nostro comune sostegno a Kiev e agli sforzi di mediazione Usa su Ucraina e Iran. I rapporti transatlantici sono strategici e alla base della coesione politica dell’Occidente”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Importante confronto anche con il Ministro indiano S. Jaishankar sulla connettività tra Asia, Medioriente ed Europa: con l’India ne discuteremo anche all’iniziativa politica che organizziamo sul corridoio Imec (il Corridoio Economico India – Medio Oriente – Europa (IMEC) è un’ambiziosa rete infrastrutturale multimodale (mare + ferrovia) annunciata al G20 di New Delhi nel 2023, che unisce India, Arabia Saudita, EAU, Israele ed Europa, con l’Italia (porto di Trieste) come snodo chiave. Mira a velocizzare i commerci e a rafforzare la connettività, la capacità d’intercomunicazione tra sistemi diversi per lo scambio di informazioni fungendo da alternativa alla Via della Seta cinese) a Trieste il 17 marzo”, ha aggiunto. “Non posso pensare a Vladimir Putin e ai suoi piani di avvelenamento, se li ha. Cerco di non pensarci; altrimenti sarebbe tutto ciò a cui penserei”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy rispondendo a una domanda sulla possibilità di subire un avvelenamento simile a quello dell’oppositore russo Alexei Navalny. Ieri i ministeri degli Esteri di Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi hanno dichiarato che l’analisi dei campioni prelevati da Navalny, morto due anni fa, hanno dimostrato che è stato avvelenato con l’epibatidina, una tossina letale presente nelle rane freccia velenose del Sud America. “Cinque Paesi europei hanno stabilito che la Russia ha avvelenato Alexei Navalny. E’ stato un atto vile da parte di un leader spaventato. La Russia da tempo agisce come uno stato terroristico, affidandosi a metodi terroristici. Avvelenare avversari politici. Mettere a tacere i giornalisti. Invadere vicini pacifici. Questo è il vero volto della Russia di oggi”. Lo ha scritto su X Ursula von der Leyen. “Onoriamo la memoria di Alexei Navalny e di tutti coloro che la Russia di Putin ha messo a tacere con violenza negli anni”, aggiunge la presidente della Commissione europea.
Giuseppe Basilico

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