E’ ciclico e non c’è niente da fare: una parte non trascurabile di Italiani, forse addirittura la maggioranza, va in estasi quando all’estero si parla male di noi. E’ un sollievo per le loro frustrazioni: la conferma che c’è una ragione se non sono riusciti a realizzare le loro aspirazioni. E’ il Paese che non capisce, non sono loro a doversi interrogare sulla loro adeguatezza.
Vale per le frustrazioni individuali e, a maggior ragioni per quelle collettive. Così, ogni volta che qualche giornale straniero si occupa di noi, per lo più con sufficienza e malanimo, gode chi sta all’opposizione: il PDL si stropicciava le mani ai tempi di Prodi esattamente come il PD ai tempi di Berlusconi. Eppure, nella maggior parte dei casi si tratta di ignoranza, banalità e pregiudizi. Ne abbiamo noi nei confronti dei Paesi stranieri, e li hanno gli altri nei confronti nostri.
Le valutazioni dei diplomatici americani, se lette con distacco, offrono spaccati di quotidiane e burocratiche letture della realtà italiana: niente di falso e niente di trascendentale.
Sconcertante e deprimente non è la lettura della realtà italiana contenuta nei dispacci diplomatici ma la reazione che essa ha provocato presso di noi. Piuttosto che stracciarci le vesti come sempre siamo soliti fare in questi casi, meglio sarebbe considerare che gli altri Paesi, a differenza del nostro, sono soliti non discostarsi mai dal proprio interesse nazionale. Lo fanno persino i loro giornali ( ai quali troppo spesso attribuiamo autorevolezza immeritata). Figuriamoci i loro ambasciatori e gli altri diplomatici, che ne sono obbligati per contratto.
Alla luce di queste scontatissime considerazioni, Pensalibero vi propone una lettura molto più disincantata dei files di Wikileaks rispetto a quella offerta dalla maggior parte dei nostri giornali. E’ la lettura che emerge semplicemente dalla cognizione diretta delle carte: quelle di cui parla l’articolo di Daniele Scalea ( grande esperto di questioni internazionali ) e che potrete, con pazienza, valutare direttamente dopo avere tradotto dall’inglese il cablogramma dell’ambasciatore Ronald Sfogli.
WIKILEAKS/1 ATTRAZIONE FATALE: SENTIRE PARLARE MALE DELL’ITALIA!
Sconcertante e deprimente non è la lettura della realtà italiana contenuta nei dispacci diplomatici ma la reazione che essa ha provocato presso di noi. Meglio sarebbe considerare che gli altri Paesi, a differenza del nostro, sono soliti non discostarsi mai dal proprio interesse nazionale.

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