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Washington stringe la morsa sull’Iran: nel mirino il petrolio e i legami con Pechino

Gli Stati Uniti stringono ulteriormente la morsa economica sull’Iran, lanciando un avvertimento esplicito a livello globale: chiunque aiuti Teheran a eludere le sanzioni subirà dure ritorsioni finanziarie, e la Cina non farà eccezione.

di Giuseppe Basilico | 26 Agosto 2026

Gli Stati Uniti stringono ulteriormente la morsa economica sull’Iran, lanciando un avvertimento esplicito a livello globale: chiunque aiuti Teheran a eludere le sanzioni subirà dure ritorsioni finanziarie, e la Cina non farà eccezione.

Il Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato un nuovo pacchetto di misure restrittive mirate a colpire i canali di finanziamento del regime iraniano. L’obiettivo principale è bloccare la vendita di petrolio e i network finanziari clandestini che sostengono il programma missilistico e le attività regionali di Teheran.

La novità più rilevante di questo provvedimento è il messaggio politico diretto a Pechino. La Cina rimane il principale acquirente di greggio iraniano, spesso importato attraverso triangolazioni e cambi di bandiera delle navi cisterna nel Sud-est asiatico.

L’amministrazione statunitense ha chiarito che le sanzioni secondarie verranno applicate con rigore. Questo significa che banche, compagnie di navigazione e società commerciali cinesi rischiano l’esclusione totale dal sistema finanziario in dollari se continueranno a fare affari con entità iraniane blacklisted.

Il provvedimento colpisce una fitta rete di attori distribuiti in diversi Paesi:

Società di facciata: Entità con sede in Medio Oriente e in Asia utilizzate per riciclare i proventi del greggio.

Flotta fantasma: Nuove petroliere accusate di trasportare l’oro nero iraniano falsificando i dati di tracciamento GPS.

Fornitori tecnologici: Aziende e individui che facilitano l’importazione in Iran di componenti elettronici occidentali a duplice uso, impiegati nella produzione di droni e missili.

La mossa di Washington punta a isolare definitivamente l’economia di Teheran, ma rischia di infiammare nuovamente le tensioni diplomatiche con Pechino. Le autorità cinesi hanno sempre condannato le sanzioni unilaterali, difendendo la legittimità dei propri scambi commerciali con l’Iran.

Gli analisti ritengono che l’efficacia di questo round di sanzioni dipenderà dalla reale volontà degli Stati Uniti di colpire i grandi istituti bancari cinesi, una mossa che potrebbe avere contraccolpi significativi sulla stabilità dei mercati globali.

E mentre noi firmiamo decreti, Pechino guarda, calcola e incassa, mossa da quel cinismo asiatico che non si cura dei diritti umani, ma solo dei propri oleodotti. Questa non è diplomazia, è l’ennesimo capitolo di una resa annunciata. Perché la verità, quella che nessuno ha il coraggio di gridare nei palazzi del potere, è che contro il ricatto del petrolio e il delirio della teocrazia non servono sanzioni di facciata. Serve la forza di difendere ciò che siamo, prima che il silenzio complice dei nostri mercati ci sotterri definitivamente.

Giuseppe Basilico 

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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