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Wall Street pullback o inversione?

Prima giornata di correzione, per ora, dei mercati azionari, colpiti probabilmente da prese di beneficio dopo 5 settimane consecutive di rialzi. Wall Street ha ceduto con il Dow Jones che ha lasciato sul terreno lo 0.11%, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso rispettivamente a -0.54% e -0.84%, con i titoli tecnologici in ribasso, tra cui Tesla (-1.4%), Nvidia (-2.7%) Microsoft (-1.4%) e Amazon (-1.5%).

di Saverio Berlinzani | 5 Dicembre 2023

Prima giornata di correzione, per ora, dei mercati azionari, colpiti probabilmente da prese di beneficio dopo 5 settimane consecutive di rialzi. Wall Street ha ceduto con il Dow Jones che ha lasciato sul terreno lo 0.11%, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso rispettivamente a -0.54% e -0.84%, con i titoli tecnologici in ribasso, tra cui Tesla (-1.4%), Nvidia (-2.7%) Microsoft (-1.4%) e Amazon (-1.5%). Ricordiamo altresì, a beneficio delle ragioni di questa prima correzione, che venerdì sono attesi i payrolls, ovvero i dati sul mercato del lavoro, così importanti da spingere presumibilmente molti operatori a chiudere qualche posizione long di azionario. Oltre a ciò, c’è molta attesa per eventuali notizie sul fronte delle banche centrali, che anche se non vogliono ammettere di aver raggiunto il picco dei tassi, in qualche modo alimentano speranze di una prossima futura inversione delle politiche monetarie, considerato che i dati macro cominciano a mostrare delle importanti crepe.

VALUTE.

Sul fronte dei cambi, si accentua la debolezza dell’Euro, incapace di reagire dopo le parole di Villeroy di venerdì scorso e sceso ieri a ridosso di 1.0800 contro dollaro, mentre tutti gli altri dollari, in qualche modo sono apparsi in recupero strutturale. Tecnicamente, non possiamo escludere un cambiamento del trend, qualora l’Euro dovesse violare i supporti chiave di 1.0730 50 area, il che farebbe tornare in auge vendite di medio termine e obiettivi addirittura intorno a 1.0450. Tutti gli altri cambi originali hanno mostrato forza di divisa americana, eccetto il UsdChf ancora vicino ai minimi di 0.8715, livelli di breve termine. Il mercato quindi, in concomitanza di borse in discesa, sembra riproporre il ritorno del risk off, con gli azionari in calo e i rendimenti dei titoli di stato in ripresa. Il decennale americano è tornato a ridosso del 4.3% mentre l’indice Vix, dai minimi di 12.53 è tornato a 13.45. Sugli altri rapporti di cambio segnaliamo un UsdJpy che per ora ha tenuto quota 146.20 risalendo quasi 100 pips mentre il Cable ha perso quota 1.2700 tornand a ridosso di 1.2600. Una fase quindi probabilmente favorevole al dollar index, che non è lontano dalla resistenza chiave posta a 103.90 a 60 punti dai livelli attuali.

CROLLA INFLAZIONE IN SVIZZERA.

Il tasso di inflazione scende all’1.4% a novembre, un dato inferiore al consensus di +1.7% su base annua. A livello mensile, l’indice dei prezzi scende dello 0.2%, rispetto ad un aumento dello 0.10% nel mese precedente. Ciò potrebbe spingere la Snb a tagliare i tassi, per indebolire il franco, una scommessa per ora decisamente perdente vista la forza della valuta elvetica. Contro Euro siamo tornati a 0.9450 nonostante la discesa dei prezzi mentre rispetto al dollaro siamo in area 0.8725 senza per ora alcuna configurazione che possa far pendere la bilancia per un indebolimento della valuta. Anzi, il risk off potrebbe stimolarne un’ulteriore ripresa.

RBA, TASSI INVARIATI E PMI CINA.

La Reserve Bank of Australia ha mantenuto i tassi al 4.35%, come previsto dagli analisti. Nel documento si legge che il board ha preferito tenere i tassi stabili in relazione al fatto che l’inflazione comunque e anche se più lentamente del previsto, arriverà nell’intervallo target compreso tra il 2 e il 3 per cento. In ogni caso il Consiglio è sempre pronto a ripristinare una politica monetaria restrittiva, se l’indice dei prezzi non dovesse arrivare a target, ma ovviamente tutto dipenderà dai dati e dalla valutazione dei rischi. Aud tornato sui supporti a 0.6560, 130 pips, ovvero quasi il 2% di ribasso nelle ultime 36 ore. I prezzi devono tenere quota 0.6500 per mantenere un tono rialzista di medio. Per ultimo va segnalato il calo del Pmi dei servizi, sceso a 46 a Novembre rispetto al 47.9 del mese precedente. Contemporaneamente in Cina, il Pmi Caixin è salito a 51.5 a Novembre contro il 50.4 di ottobre, segnalando una ripresa del settore dei servizi. Sono cresciuti i nuovi ordinativi così come gli ordini dall’estero. UsdChn stabile, compreso tra 7.1130 e 7.1750, incapace di rompere tali livelli dopo un periodo di discesa importante per effetto del ritorno del risk on. Solo sotto 7.11 si potrebbe parlare di possibili target a 6.9900.

Saverio Berlinzani

Pubblicato in : Economia, EditorialeTag: banche, banche centrali, cina, euro, lavoro, mercati, mercato, mercato del lavoro, politica monetaria, valutazione, wall street

Info Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano.
Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e Franco francese.
Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME.
Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.
In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).
Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex.
Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide QUOTIDIANAMENTE in tempo reale la sua operatività FOREX attraverso una chat e un webinar LIVE

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