• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

WALL STREET CI RIPROVA NELLA SETTIMANA DELLA FED

Chiusura positiva per Wall Street venerdì scorso, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,1%, il Nasdaq 100 a +0,3% e il Dow Jones in calo dello 0,6%, appesantito dalla debolezza dei settori finanziario e delle utility, mentre i titoli energetici hanno sovraperformato. Nvidia ha guadagnato l’1,5%, estendendo il supporto al Nasdaq dopo le notizie secondo cui i funzionari cinesi avrebbero segnalato alle aziende tecnologiche nazionali di poter preparare gli ordini per i suoi chip di intelligenza artificiale H200, mentre AMD è avanzata del 2,3%. Al contrario, Intel è crollata del 17% dopo aver pubblicato previsioni inferiori alle attese e segnalato le continue difficoltà operative, trascinando il sentiment più ampio nel settore dei semiconduttori. Altrove, Broadcom ha perso l’1,7%, limitando il rialzo nel settore tecnologico a mega-cap.

di Saverio Berlinzani | 26 Gennaio 2026

Chiusura positiva per Wall Street venerdì scorso, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,1%, il Nasdaq 100 a +0,3% e il Dow Jones in calo dello 0,6%, appesantito dalla debolezza dei settori finanziario e delle utility, mentre i titoli energetici hanno sovraperformato. Nvidia ha guadagnato l’1,5%, estendendo il supporto al Nasdaq dopo le notizie secondo cui i funzionari cinesi avrebbero segnalato alle aziende tecnologiche nazionali di poter preparare gli ordini per i suoi chip di intelligenza artificiale H200, mentre AMD è avanzata del 2,3%. Al contrario, Intel è crollata del 17% dopo aver pubblicato previsioni inferiori alle attese e segnalato le continue difficoltà operative, trascinando il sentiment più ampio nel settore dei semiconduttori. Altrove, Broadcom ha perso l’1,7%, limitando il rialzo nel settore tecnologico a mega-cap. I dati macroeconomici hanno offerto segnali contrastanti, con l’indice del sentiment dell’Università del Michigan rivisto al rialzo a un massimo plurimensile, nonostante gli indici PMI globali flash dell’S&P indicassero un lieve raffreddamento sia nei servizi che nel settore manifatturiero. Nel corso della settimana, l’indice S&P 500 ha perso lo 0,5% e il Dow Jones lo 0,6%, mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,2%, riflettendo una persistente cautela dopo la recente volatilità.

VALUTE.

Crollo improvviso del dollaro venerdì scorso, alimentato soprattutto dalla caduta repentina del UsdJpy e i relativi cross della valuta giapponese. Le ragioni sono da ricercare nel possibile intervento della Boj sul mercato, che ha fatto crollarer il UsdJpy da 159.40 a 155.75. Il tutto, possiamo dire che sia avvenuto in due fasi, una durante la sessione europea, in mattinata, con probabile richiesta di prezzi della Boj e movimento di ribasso di UsdJpy di 200 pips da 159.40 a 157.40, mentre la seconda fase, in cui presumibilmente la Boj non si è solo limitata a chiedere prezzi ma è intervenuta vendendo dollari a mercato e comprando Jpy, di circa 300 pips. Il tutto ha causato, per correlazione dollaro centrica, ad un ribasso generalizzato del dollaro contro Euro (1.1770 – 1.830), del Cable (1.3510 – 1.3640), AudUsd (0.6840 -0.6900). NzdUsd (0.5900 – 0.5945). Anche se sull’azionario rimaniamo in risk on, in realtà il movimento valutario apparre tipicamente un aprice action di avversione al rischio, con la valuta euro che è più asset rifugio del dollaro in questa fase ed per questo che sale. In aggiunta va detto che le incognite relative alle rinnovate questioni dei dazi, oltre a quelle geopolitiche relative a Venezuela, Iran e Groenlandia, pesano sulla divisa Usa, insieme ai timori che molti investitori istituzionali comincino ad uscire dagli asset denominati in dollari. E’ ancora questo, il desiderio dell’economia Usa, visto che i Brics sembrano voler rivalutare (UsdCnh 6.94) per sostituire il dollaro come valuta di riferimento globale ?

ARGENTO.

L’argento è balzato ben sopra i 100 dollari l’oncia per la prima volta, arrivando a 103.24, sostenuto da un dollaro statunitense più debole, da persistenti tensioni geopolitiche e da una più ampia incertezza economica. Il biglietto verde è stato messo sotto pressione dalle mutevoli dinamiche geopolitiche tra Stati Uniti ed Europa relative alla Groenlandia, insieme al crescente timore degli investitori che l’Europa potesse sfruttare le sue ingenti riserve di asset statunitensi come strumento strategico. Nel frattempo, si prevede che la Federal Reserve lascerà invariati i tassi di interesse nella riunione della prossima settimana, a dimostrazione dei continui segnali di resilienza economica. Tuttavia, i mercati stanno ancora scontando due tagli dei tassi nel corso dell’anno, un’ipotesi che potrebbe acquisire ulteriore forza con l’avvicinarsi della scelta del prossimo presidente della Fed da parte del presidente Donald Trump, dopo i colloqui con potenziali candidati. Oltre alle forze macroeconomiche, il rally dell’argento è stato amplificato da una storica stretta allo scoperto, dalla robusta domanda degli investitori al dettaglio e dal rafforzamento dei controlli sulle esportazioni da parte della Cina, tutti fattori che hanno intensificato le preoccupazioni sull’offerta e aggiunto slancio al movimento.

PETROLIO.

Venerdì, i future sul greggio WTI sono saliti di oltre il 2%, attestandosi a circa 60,8 dollari al barile, estendendo i guadagni per la quinta settimana consecutiva, sostenuti dai rischi geopolitici e di approvvigionamento. La mossa ha fatto seguito ai rinnovati avvertimenti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti dell’Iran, sollevando preoccupazioni per una potenziale azione militare che potrebbe interrompere i flussi di petrolio generando carenza di offerta. Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno una flotta diretta verso l’Iran, mentre funzionari statunitensi hanno confermato che navi da guerra, tra cui una portaerei e cacciatorpediniere lanciamissili, arriveranno in Medio Oriente nei prossimi giorni. Le preoccupazioni relative all’approvvigionamento sono state aggravate dalle continue interruzioni in Kazakistan, dove la produzione del gigantesco giacimento petrolifero di Tengiz non è ancora ripresa dopo una chiusura all’inizio di questa settimana. Inoltre, il dollaro è scivolato verso la sua settimana peggiore in sette mesi, rendendo il greggio più conveniente per gli acquirenti non statunitensi, a causa delle tese relazioni tra Stati Uniti ed Europa e dei colloqui di pace irrisolti con l’Ucraina. Tuttavia, i guadagni rimangono limitati dalle aspettative di eccesso di offerta, con l’AIE che prevede un aumento delle scorte globali di 3,7 milioni di barili al giorno quest’anno.

SETTIMANA ENTRANTE.

la Fed prenderà la sua prima decisione di politica monetaria dell’anno, mentre saranno sotto i riflettori anche gli utili di Apple, Meta, Microsoft e Tesla. Sul fronte dei dati, sono attesi gli ordini di beni durevoli statunitensi, l’indice dei prezzi alla produzione, le esportazioni e le importazioni e i dati del mercato immobiliare. Altrove, i mercati seguiranno con attenzione la pubblicazione del PIL di Eurozona, Germania e Canada; i dati sull’inflazione di Germania, Spagna e Australia; e gli indici PMI ufficiali della Cina.

Saverio Berlinzani

Pubblicato in : Economia, Editoriale

Info Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano.
Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e Franco francese.
Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME.
Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.
In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).
Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex.
Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide QUOTIDIANAMENTE in tempo reale la sua operatività FOREX attraverso una chat e un webinar LIVE

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti