Salvini ha vinto e stravinto, ma più che una vittoria sintomatica, la sua è una vittoria anestetica.
Un’overdose di morfina da barcone e quota cento.
Argomenti che hanno assuefatto milioni di persone.
E i temi veri, quelli che intralciano il cammino degli Italiani di buona volontà tutti i giorni: burocrazia, giustizia, appalti, corruzione e soprattutto al sud lavoro, sanità, scuola, trasporti?
Ne straparlano, Di Maio, Toninelli e five stars associati, ma non si vede all’orizzonte un chirurgo che sappia metterci mano professionale.
La ricerca di soluzioni alla burocrazia viene affidata ai burocrati, della giustizia ai giudici, della sanità ai funzionari, ecc., ovviamente tutti quelli schierati dalla parte vincente, normalmente politici trombati o arrivisti all’uopo mimetizzati.
Non sia mai che queste soluzioni, ispirate con indirizzi ben precisi da politici armati di qualche idea e che abbiano lavorato almeno tre giorni della loro vita nel settore in cui intervengono, vengano poi affidate a professionisti senza marchio di chiara capacità e moralità.
Ogni pratica nel nostro Paese rimane sempre una babele di cartacce e iter astrusi ove il cittadino è preda di azzeccagarbugli e umiliato nei sui diritti.
Possibile che un ministro specifico non entri in questo o quel sito pubblico per capire la funzionalità e la reattività dei carrozzoni che è chiamato a guidare, che non tiri qualche calcio in c…..a qualche dirigente, che inizi a rendere questo paese normale, magari, se non ha idee, semplicemente copiando dai nostri vicini.
Dal lato opposizione cadiamo dalla padella alla brace.
Tutti, sempre gli stessi, in salotto da Floris ad incensare i fissi Monti e Fornero, i due superpensionati autori dei tagli lineari che hanno dilazionato l’agonia dell’Italia e impoverito milioni di Italiani, senza mettere mano reale ad un solo tema vero, semplicemente perché queste due testa d’uovo sono loro stessi dei burocrati.
Tutti ad annuire con chiari movimenti della testona le ricette dei due professoroni, dimenticandosi che se vanno avanti su questa strada non vinceranno mai un’elezione che sia una.
Sbagliato essere populisti, ma svillaneggiare il popolo che vota non porta di certo bene.
Martedì, da queste pittime dell’Ignotocrazia, ho sentito l’ennesima spiegazione sullo spread: “gli investitori internazionali che incerti sul mantenimento dei propri impegni finanziari da parte dell’Italia spostano i loro investimenti su altri titoli, costringendo lo stato a pagare maggiori interessi, rispetto alla Germania, per poter vendere i propri titoli”.
Spiegazione tecnica elementare che non fa una grinza, ma quanti e quali sono questi” investitori internazionali”, quanti potenziati finanziari mondiali rappresentano? Dieci? Già il numero esiguo suona da oligarchia.
Quanti di questi dieci rappresentano Stati che farebbero festa nazionale nel togliersi di mezzo un concorrente come l’Italia?
Quanti di questi rappresentano lobby potenti che si spostano come locuste di biblica memoria, non più sui campi di grano, ma sui mercati finanziari per bulimia di denaro, inficiando nei fatti ogni forma di democrazia con lo spettro della povertà?
Se la sinistra senza idee e attributi segue pedissequamente questi grigi ragionieri avremo al governo Salvini almeno per i prossimi vent’anni.
Per questo ritengo ci sia necessità, spazio per ritornare a proposizioni Socialiste vere, che sappiano misurarsi con la finanza globale non con proclami, ma con gli obiettivi di medio lungo termine che l’Italia si può permettere.
Persone che in questo mondo tutto IO ed economia sappiano programmare sviluppo, ma anche rimettere in campo e ridare giusta dignità agli occhi dei cittadini a termini come giustizia sociale, umanità, solidarietà ed onestà.
Fiorenzo Da Ros


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