Il sindaco di Firenze con il suo pragmatismo nell’amministrare una citta’ sembra piu’ un leghista che la Grande Speranza della sinistra o l’Antonio Blair de’ noantri.
Per diventarlo c’e’ il fatto positivo che lui e’ stato il primo a scattare dai blocchi di partenza per la corsa al dopo Berlusconi ed i suoi avversari, i sessantenni Veltroni, D’Alema, Bersani, Bindi hanno gia’ dato e mostrato quello che potevano fare e non e’ stato un gran che.
Per assurdo un altro vantaggio per Renzi e’ la situazione della sinistra in Europa. Dalla Scandinavia alla Francia, dalla Germania al Regno Unito la sinistra e’ al minimo storico, per non parlare dell’Italia dove riesce a fare solo il solletico al plurisputtanato Berlusconi.
La causa comune di questo crollo della sinistra europea e’ che e’ stata abbandonata da tre gruppi sociali tradizionalmente ad essa vicini.
La classe degli operai e salariati che subiscono la concorrenza nei posti di lavoro degli immigrati, che la sinistra con i suoi valori di solidarieta’ ed internazionalizzazione tende a difendere.
La classe media con una buona qualita’ di vita ed un piccolo patrimonio che teme il futuro con i rischi della globalizzazione e si fida di piu’ dei partiti conservatori per mantenere il suo status.
Gli idealisti, soprattutto giovani che davanti alla complessita’ della societa’ respingono i necessari compromessi della politica e si rifugiano in formazioni politiche radicali.
C’e’ quindi un’esigenza comune dei partiti socialisti europei di rinnovare o ricalibrare i contenuti dei loro manifesti elettorali.
Renzi si e’imposto all’attenzione come rottamatore della vecchia guardia, ma il fattore generazionale non basta da solo per un rinnovamento vero, occorre presentare un programma politico credibile con idee nuove. La narrativa di questa proposta all’Italia dovrebbe essere quella di volere liberare il sistema Paese Italia dalle sue incrostazioni e renderlo piu’ dinamico e reattivo con riforme basate su criteri di realismo, pragmatismo ed accountability.
Politici di tutti gli schieramenti lamentano in continuazione, per motivi opposti, che l’Italia non e’ un Paese normale.
Matteo dovrebbe prendere la palla al balzo e proporre alcune piccole significative riforme gia’ presenti nei Paesi “normali”.
Facciamo qualche piccolo esempio nei settori dell’economia, della Giustizia e dell’Informazione.
L’alta finanza italiana da sempre e’ caratterizzata dalla poca trasparenza ed il suo rapporto incestuoso con l’imprenditoria. Questo torbido sistema si basa sui patti di sindacato tra pochi attori che con partecipazioni incrociate si dividono la torta. Con servile sussiego sui grandi giornali si racconta la favola che “le azioni non si contano si pesano” o la storiella del “salotto buono della finanza”. Per eliminare questa palude si dovrebbero proibire i patti sindacali e le partecipazioni azionarie di imprese nelle banche.
Per l’altra estremita’ del mondo economico, agricoltura e piccoli imprenditori si potrebbe intervenire regolarizzando e quindi legittimizzando il fenomeno del caporalato. I reclutatori o caporali dovrebbero essere registrati ed obbligati ad offrire salario minimo garantito e condizioni di vita decenti, compreso alloggio a lavoratori stagionali.
La Televisione. Il sistema televisivo attuale dovrebbe essere azzerato sia per migliorare la qualita’ che per generare risorse pubbliche.
Visto che l’etere e’ di tutti, alla Rai dovrebbero rimanere due canali, mentre le licenze a tempo per operare gli altri canali digitali dovrebbero essere messe all’asta. La selezione dei vincitori dovra’ tenere conto sia dell’offerta economica che della qualita’ del palinsesto.
Rapporti tra media ed uffici giudiziari.
Ormai sappiamo che le intercettazioni non sono solo uno strumento investigativo, ma anche un mezzo per vendere piu’ giornali e soprattutto per eliminare un avversario politico o economico. Considerato che gli atti giudiziari riguardano solo le parti in causa, fino al processo pubblico le intercettazioni anche se depositate in cancelleria, non possono essere pubblicate pena la chiusura del giornale per un mese.
I media potranno invece avvalersi per le loro inchieste di una nuova legge tipo la angloamericana Freedom of Information Act. Questa legge consente a chiunque il diritto di chiedere ed ottenere atti, comprese lettere e mails di ogni ufficio finanziato da soldi pubblici.
Magistratura. Divisione delle carriere tra procuratori e giudici. Gli uffici della Procura aprono fascicoli solo su denuncia dei vari organi di Sicurezza e di tutela dei cittadini.
Questi sono esempi di piccole riforme a costo zero che sono gia’ presenti negli ordinamenti dei Paesi “normali” ma rivoluzionarie in Italia.
C. Marcs

Siracusa dice :”Ma è il programma del PDL! ”
Vuol significare che tutti i voti presi da tale programma indicano che gli italiani sono incoscenti ed in mala fede a volere simili cose . Allora Renzi dovrebbe annunciare tutto l’ opposto ,secondo Siracusa ? O piuttosto che tra il dire ed il fare c’ è di mezzo il mare ? Meglio la proposta di legge per creare le fondazioni di partito ,da finanziare poi ?
Avanti ,sinistri,c’ è posto !
Anche se simile, forse una differenza c’è.
Si possono fare programmi per prendere voti e poi non farne di niente. E si può fare qualcosa per risolvere qualche problema.
Insomma, conta la credibilità
Ma è il programma del PDL! Allora basta che Renzi entri nel partito di Berlusconi, e nel 2013 sarà Presidente del Consiglio col padrino a Arcore che gli detta l’agenda. Insomma tanto rumore per nulla.