La chiesetta aggrappata alla roccia
A un passo da Rovereto, in cima a una scalinata di più di 100 gradini, l’eremo di San Colombano è un’architettura sorprendente, a strapiombo sulla stretta valle rocciosa del torrente Leno di Vallarsa.
Il suggestivo profilo dell’Eremo, incastonato nella pietra
Questa favolosa ciliegina sulla torta, l’Eremo di San Colombano è lì poco distante da Rovereto, città dei musei, nel comune di Trambileno, sulla statale per Vicenza, ormai da più di un millennio. Per sorprenderci come un tesoro nascosto, che all’improvviso si rivela ai nostri occhi.
Sotto un tetto di roccia
Già, perché anche se è facile da raggiungere – basta infatti una breve deviazione in auto dalla statale per arrivare allo spiazzo dove lasciare l’auto e procedere a piedi lungo un breve sentiero – a guardarla da valle questa semplice chiesetta dal campanile a cuspide appare proprio come una scultura scolpita nella roccia, in bilico su uno strapiombo di circa 120 metri.
Come arrivare
Dicevamo… dalla strada statale un cartello indica in quale direzione proseguire per trovare una piccola area parcheggio. Scesi dall’auto, ci incamminiamo su un sentiero e superiamo il ponticello sul torrente Leno. A un certo punto un cancello segna l’accesso alla suggestiva scalinata composta di 102 gradinicompletamente scavati nella parete di roccia. La salita (non vi spaventate!) non è particolarmente impegnativa e si adatta a qualsiasi passo. Bastano una ventina di minuti per arrivare a destinazione.
Tra leggenda e realtà
L’eremo, salvato dal “Comitato degli Amici di San Colombano” da decenni di incuria e vandalismo, risale al 753, stando alla data che troviamo incisa sulla pietra accanto al campanile. Una serie di didascalie, a corredo di foto e di documenti originali esposti in una saletta, racconta per sommi capi la storia dell’eremo: leggiamo quindi che l’edificio sacro è stato costruito intorno al X secolo, ma è apparso come chiesa di San Colombano, per la prima volta, in un documento del 1319. Le leggende sulla sua origine si mescolano alla realtà: si parla di un “Pio Uomo” proveniente dalla pianura padana, alla ricerca di un luogo isolato dal mondo, che scelse questa grotta naturale come propria dimora per avvicinarsi a Dio. Ma anche del Santo che, nelle vesti di un giovane cavaliere, sconfisse il drago che divorava i bambini battezzati nelle acque del torrente sottostante! Tutte storie molto suggestive, come l’atmosfera che si respira quassù. Leggi tutto: http://www.meteweekend.it/Mete/Italia/Trentino-Alto-Adige/visita-all-eremo-di-san-colombano.html

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