Il 2013 potrebbe essere uguale o anche peggio perché non si sa se questa è una catena luttuosa casuale e momentanea.

Il 2013 potrebbe essere uguale o anche peggio perché non si sa se questa è una catena luttuosa casuale e momentanea. Oppure affonda le radici nell’incapacità di dialogo tra generi e nella non- accettazione di modelli culturali nuovi. Da tenere presente, però, che nella maggior parte dei casi i delitti non sono maturati in ambienti arretrati dal punto di vista culturale, sociale o religioso: siamo in famiglie o in coppie perfettamente normali. Anche benestanti. Dunque i casi potrebbero replicarsi all’infinito perché non siamo in enclave di ignoranza e dogma.
Da qui dunque la necessità di una riflessione da parte di Ast (e Ordine dei Giornalisti per la ricerca di momenti e azioni in grado di leggere questo fenomeni e spiegare i motivi per cui sono in crescendo. La cronaca ci dice sempre più spesso che è importante discutere e approfondire contesti e dinamiche in cui si genera il femminicidio. E che è altrettanto necessario stimolare un sentire comune contro la violenza di genere in modo tale da convincere anche le donne oggetto di violenza, e spesso restie a venire allo scoperto, a denunciare le loro situazioni. Prima che sia troppo tardi e che diventino nuove vittime di questa strage.
Lucia Aterini Segretaria Associazione stampa toscana – commissione pari opportunità
www.assostampa.org

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