La Toscana sta ancora facendo i conti per monetizzare i danni provocati dall’alluvione, legati anche al cambiamento climatico, ma soprattutto all’incuria del territorio.
Se è vero che solo il 33% delle opere pentivate per mettere in sicurezza argini, pulizia torrenti, prevenire disastri, qualcuno dovrebbe rendere conto di questa incuria, soprattutto se i soldi per i lavori c’erano. Ma ormai siamo abituati al giochino dello scarica barile e, anche in questo caso, la colpa morirà fanciulla , a danno dei residenti, ovviamente. Infatti gli aiuti promessi se e quando arriveranno non copriranno certo i danni provocati.
Ma oggi, mentre anche a Pistoia si fa il conto dei danni, voglio ritornare a parlare di quello che ormai da troppi anni succede a Vicofaro. E’ bene precisare che Vicofaro, fino a dieci anni fa, quartiere medio borghese, è oggi degradato a causa della strana accoglienza del parroco Don Biancalani.
Per chi è curioso del nome del quartiere esistono due versioni, una medioevale parla di una lanterna che avrebbe illuminato la Via Lucense, l’altra fa risalire il nome alle coltivazioni di farro, abbondante nella zona.
Alcun giorni fa, convocazione straordinaria del Consiglio Comunale , per l’esattezza della V commissione che aveva come scopo l’audizione di alcuni cittadini riunti in comitato per presentare istanze e interrogativi. Dopo un dibattito che ha scontentato un po’ tutti, pare che il Biancalani continui la sua strana accoglienza che dà, in ultima analisi: degrado, perdita di dignità non solo dei residenti , costretti ad assistere a spettacoli di litigi e risse, ma anche dei migranti stessi costretti a vivere ammonticchiati, senza rispetto. Per ammissione dello stesso Biancalani i residenti arrivano ad essere anche 150, laddove l’Asl visti i continui sopralluoghi dice che c’è posto “civile” per 19 persone. Il sindaco e la giunta lavorano per la soluzione del problema, ma qualunque iniziativa è bloccata dal Parroco. La Chiesa e la canonica, per incarico del Vescovo, sono del Biancalani e quindi nessun pubblico ufficiale può entrare se non c’è presente il Parroco o chi per lui.
Vicofaro e Biancalani sono spesso sui giornali , ma la scarsa presenza di cittadini veramente interessati ad un cambiamento , ha fatto il gioco del Biancalani che si è nuovamente impalmato come martire che fa tanto e non viene aiutato da nessuno. Afferma infatti che le proteste non hanno senso e che i residenti sono solidali con lui. Sì i residenti di Pistoia che non vivono in zona, forse, perché anche fuori Pistoia ormai sono tanti quelli che sanno cosa stanno vivendo gli abitanti nei pressi della Chiesa di Vicofaro da più di 7 anni di“accoglienza” secondo il metodo Biancalani.
Nel frattempo il Vescovo (vista la vicinanza del Natale?) ha deciso di far liberare, sanificare, pulire finalmente la Chiesa, usata come dormitorio, spostando i migranti nella Chiesetta piccola, a fianco della canonica. (Insomma li ha spostati di dieci metri!! ) e finalmente domenica chi voleva è tornato in Chiesa. Residenti veri pochi, ma mentre il Vescovo concelebrava la Messa con Don Biancalani, i residenti esponevano cartelli contro il parroco e foto del degrado in cui il prete dell’accoglienza costringe a vivere anche i residenti. Il Vescovo finge di non capire che per i residenti il problema non sono tanto i migranti ma proprio il Biancalani e la sua “accoglienza”. Il parroco ripetendo il mantra “Disobbedisco e accolgo” (Ha anche scritto un libro con questo titolo) continua a fare come gli pare.
I residenti chiedono al Vescovo un vero parroco e il trasferimento del Biancalani. Per tranquillizzare i lettori il cartello di VIA BIANCALANI non è un invito al Sindaco di intitolare una via al Biancalani ma una richiesta al Vescovo che trasferisca il parroco. Le foto allegate evidenziano il degrado. Nelle prime due i carrelli carichi di immondizia lasciati dai migranti davanti ai cassonetti della raccolta rifiuti, nella terza un carrello pieno di rifiuti in primo piano, mentre le luci, sullo sfondo, sono quelle della Chiesa. L’ultima infine evidenzia che ai migranti non è stato insegnato a fare la raccolta differenziata.. Mi domando se siamo in un paese civile.
Maria Rita Monaco





Hai perfettamente ragione. Il degrado che ormai anche Pensalibero.it sostiene, resterà in grido nel deserto.