Un colpo al cerchio e un colpo alla botte. Povero cerchio, speriamo nella botte buona. Certi modi di dire dicono molto dei modi. Oggi diamo un colpo al cerchio del problema dei parcheggi in area stazioni ferroviarie (per esempio a Mantova è una continua emergenza) e un colpo alla botte, più o meno piena, delle vacanze di Natale.
I due fatti si incontrano quando una coppia, una famiglia, un single deve partire per un viaggio e arrivati dalle parti di una stazione ferroviaria non sa dove mettere la macchina. Cominciamo da qui: se volete far aumentare l’utilizzo dei treni fate in modo che i passeggeri arrivino comodamente alle stazioni di partenza ( e di arrivo) dei treni regionali, locali, alta velocità, spaziali che siano, e che possano lasciare la macchina nei paraggi non a dieci chilometri, in tutta sicurezza e comodità e costi non spaziali.
E anche che sia previsto uno spazio consono adeguato moderno per consentire alle decine di persone al minuto che devono e vogliono passare a prendere il proprio congiunto che torna da un viaggio, il proprio figlio che torna da unErasmus, o da una trasferta di calcio, senza creare quegli intasamenti che spesso vediamo proprio davanti alle stazioni tra semafori, strisce violate, doppie e triple file proprio nelle imminenze di un arrivo o di una partenza.
Le Grandi Stazioni di Roma, Milano, Firenze hanno risolto con parcheggi sotterranei o i vicini silos, e con aree di fermata più o meno veloce a qualche centinaio di metri.
Le piccole stazioni, come quella di Mantova, invece sono letteralmente affogate e assediate dalle auto nei momenti clou. E se è affogata lei la stazione sono stressati e spazientiti i cittadini che non vanno in stazione per fare una gita ma per il bisogno di lasciare o portare un congiunto, un parente, una figlia che parte o aspettare gli stessi che arrivano.
L’altro giorno piazza don Leoni del capoluogo Virgiliano sembrava un parcheggio stipato da area stadio per un derby con auto di traverso, a spina di spese quasi sulla strada, auto con muso sul bordo del marciapiedi e via elencando.
I trasporti e la mobilità sono un diritto del cittadino: Perché dobbiamo renderlo così duro, ostacolato? Perché non si vede il bisogno conclamato della mobilità? Perché si fanno parcheggi gratuiti per centinaia di auto vicino ai centri commerciali e ai cinema e non attorno agli ospedali e alle stazioni?
Se volete che pendiamo i treni fate i treni adeguati e dateci anche la possibilità di arrivarci e partirci senza l’ansia di non sapere dove mettere l’auto o chi ci ha portato. Come diceva il mitico collega Carlo Accorsi. “Agh voel i parchegi, an pudoma mia metasla in bisaca la machina”. Ci vogliono i parcheggi, non possiamo mettercela in tasca la macchina. Saggezza.
Ammesso che riusciamo ad arrivare ad una stazione o in un aeroporto dove andiamo, vediamo dove potremmo andare in queste feste di Natale e Capodanno. Ecco scodellate dai siti di tendenza del turismo le località che fanno molto atmosfera di Natale in giro per il mondo sia per assonanza, sia per dissonanza. In Italia sono gettonate le città rinomate per i mercatini di Ntaale un vero richiamo universale e un business spaziale e quindi Bolzano, con le casette e le bancarelle di piazza Walter, Verona con la scenografia unica e mondiale di piazza Bra e dell’Arena , l’imperiale Levico, e poi le vie e le piazze di Trento o Rovereto. Nella vicina Europa vanno sempre alla grande la magia di Budapest e di Vienna e da un po’ di stagioni hanno preso piede le atmosfere dei borghi dell’Alsazia, Francia come Colmar o Wissembourg o Albè. Rimangono mete molto richieste anche le Berlino, Norimberga, Stoccolma e Copenaghen. Molte conferme anche per Marocco in particolare Marrakeck, Canarie e Valencia in Spagna e Madeira per il Portogallo.
Ovviamente c’è anche chi va a Bali, Indonesia, e Melbourne Australia. Po ci sono gli eterni affezionati del Natale a New York perché l’albero del Rockefeller Center e gli schermi di Times Square non si possono mancare.
Novità della stagione gli agriturismi ad alta quota, vivere in campagna in montagna sotto Natale: ce ne sono parecchi dalle Alpi all’Appennino, dalle province di Bolzano a quelle di Aosta, da Fienza alla provincia di Potenza, da Torgiano in Umbria alla Toscana Maremmana. Vien già voglia di partire. A patto ovviamente che arriviamo in stazione.
Fabrizio Binacchi

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