Un passo avanti e due indietro. In tema di conti e di tagli alla spesa pubblica, il governo sta procedendo con il passo del gambero. E’ notizia fresca che, anche per evitare uno sciopero generale, Prodi ha concesso un aumento di 100 euro mensili a tutti gli statali. Poco per quelli che lavorano davvero, troppo per i tanti che sono male utilizzati o che si limitano a riscuotere lo stipendio. Un impegno per le casse dello Stato pari ad oltre 330 milioni di euro. A fronte di questo maggiore esborso ecco i risparmi. Nei comuni sotto i tremila abitanti, che sono circa il 38 per cento del totale, verrebbero eliminati gli assessori e tutto resterebbe nelle mani del sindaco. Risparmio ipotizzato circa 300mila euro. C’è di che riflettere. Sotto il profilo del merito comunque la norma sul taglio delle giunte va nella direzione giusta. Non ha francamente senso mantenere in piedi piccole, quando non microscopiche, macchine amministrative che proprio per le loro dimensioni non sono nemmeno in grado di dare risposte esaurienti ai vari problemi. La strada maestra sarebbe quella della fusione fra piccoli comuni ma questo si scontra con campanilismi duri a morire. Sta allora emergendo l’Unione. In pratica più realtà locali si associano per gestire i servizi pubblici. In alcune regioni come ad esempio la Toscana a questa funzione contribuiscono anche le comunità montane. La discussione è in corso. Il problema però andrebbe esaminato nel suo insieme . L’ideale sarebbe rivedere l’intero sistema delle autonomie locali dando un maggiore spazio all’esigenza della “funzionalità” dei vari enti. Un profilo che, se adottato, ma non si vedono segnali in questo senso né a destra né a sinistra, porterebbe diritto come un fuso all’abolizione delle Province. Una soluzione che, come abbiamo già scritto, farebbe risparmiare un sacco di soldi. Solo che nessuno ha il coraggio di aprire il confronto. Sarà solo un caso?
Via le giunte dai piccoli comuni. Timido segnale di razionalizzazione da parte del Governo che subito dopo cede alle pressioni sindacali sul rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici.
Riformare la pubblica amministrazione è un’esigenza non più differibile. Nessuno però ha il coraggio di prendere il toro per le corna e la spesa pubblica continua a crescere in modo esponenziale

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