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Via Imu e Tasi della tasche degli italiani? Benissimo togliamo anche il patto di stabilità interno. Ecco il conto salato dei sindaci al premier

di Cesare Mannucci | 27 Settembre 2015
 “Innanzitutto chiediamo che al superamento della Tasi, che siamo i primi a volere per ridurre il prelievo fiscale sulle famiglie corrisponda una copertura compensativa di risorse al 100%”.
 All'”annuncite” del Premier hanno risposto con il conto salato. Come avevamo scritto la settimana scorsa i sindaci italiani impegnati da mesi nella serrata partita a poker con il governo alla serie di bluff del Presidente del consiglio dei ministri circa la ripresa e il rilancio imminente degli enti locali, hanno voluto alla fine vedere le carte in mano al “giocatore” Renzi per capire in quale modo dopo l’ennesima “sparata” in stile berlusconiano di togliere Imu e Tasi dalle tasche degli italiani si potrà fare “quadrare”i bilanci dei comuni sempre più in sofferenza visto che da anni lo Stato ha drammaticamente ridotto i trasferimenti finanziari alle 8500 comunità locali.
“All’incontro che abbiamo chiesto al governo porteremo una piattaforma in 12 punti che parte da un assunto: la Legge di stabilità 2016 rappresenti il superamento definitivo della lunga stagione, durata sette anni, di continui tagli alle risorse dei Comuni”. Così il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, al termine dell’Ufficio di presidenza Anci , convocato in settimana a Roma per fare il punto della situazione in vista della Legge di stabilità prossima ad essere discussa dal Parlamento.
“Innanzitutto – ha detto Fassino parlando alla stampa – chiediamo che al superamento della Tasi, che siamo i primi a volere per ridurre il prelievo fiscale sulle famiglie, corrisponda una copertura compensativa di risorse al 100% su cui siamo fiduciosi, dato che il presidente del Consiglio ha più volte ribadito che l’eliminazione di questa tassa non penalizzerà i Comuni”. Ma quanto vale l’abolizione della Tasi? “Le cifre esatte ce le dovrà fornire il Mef – ha risposto Fassino – ed è il governo che dovrà dirci dove troverà le risorse compensative. Dai nostri conti siamo intorno a cinque miliardi di euro tra i 3,6mld di Tasi prima casa, 500 milioni di fondo perequativo, 300 milioni di Imu agricola e 6/700 milioni sui cosiddetti ‘imbullonati”. Siamo disposti a discuterne ma sia chiaro: se si tocca un pilastro della finanza locale come questo occorre ridefinire e fare chiarezza su tutti gli altri tributi per riordinare tutto il sistema della finanza locale”.
Alla Tasi si aggiunge poi un’altra priorità per i sindaci: superare il Patto di stabilità. Su questo Fassino ha ricordato come sia “cospicua la mole di avanzi di bilanci in gran parte dei Comuni, congelati e non spendibili per via dei vincoli del Patto. E’ evidente – ha rimarcato il presidente Anci – che lo sblocco delle risorse rappresenterebbe un forte rilancio degli investimenti su scala locale e contribuirebbe a sostenere crescita che il governo vuole perseguire”.
Fassino ha poi elencato tutti gli altri punti della piattaforma Anci, dalle spese per gli uffici giudiziari “il cui pregresso vale circa 700 milioni ed è un credito da regolare”, alle società partecipate “da razionalizzare per arrivare a soggetti di dimensioni adeguate al mercato e quindi più efficienti e sostenibili”.
Anche su Città metropolitane ed enti di area vasta, il presidente Anci ha chiesto un approfondimento. “I tagli imposti dalla revisione della spesa – ha ricordato – valgono un miliardo sul 2015, due sul 2016 e 3 sul 2017. Già quest’anno sono molte le Città metropolitane che rischiano di non rientrare nei parametri del Patto di stabilità: è del tutto evidente che bisogna rivederli, essendo i tagli dei prossimi due anni molto superiori a quelli dell’anno in corso”.
I sindaci hanno anche fatto il punto sull’emergenza migranti, rimarcando come il piano accoglienza necessita di aggiustamenti. “Gli hub regionali sono pochi – ha ribadito a loro nome Fassino – e spesso dalla raccolta in mare i migranti vengono smistati in modo confuso verso i Comuni. A questo si aggiunge che oltre allo Sprar i migranti vengono smistati dalle Prefetture e questi due canali spesso non sono comunicanti. Noi abbiamo le nostre proposte per rendere il tutto più sicuro e gestibile ma l’accoglienza sia prevista per il numero più alto dei Comuni e principalmente attraverso lo Sprar”.
Fassino ha anche toccato un altro tema caldo da risolvere con urgenza, quello dei piccoli Comuni, non prima, però,  di aver ricordato come nella piattaforma dei sindaci si chiederanno risposte anche sul Trasporto pubblico locale, sugli investimenti per Scuola e Welfare, sulla riforma del Catasto e su emergenza abitativa e utilizzo del Fondi comunitari 2014-2020.
Sui piccoli municipi, dunque, il presidente Anci ha ricordato ai giornalisti come il quadro sia “complesso e oneroso. Serve una revisione del quadro normativo di riferimento – ha sottolineato – a partire dalle regole delle gestioni associate, delle convenzioni e delle fusioni. All’ultima assemblea di Cagliari – ha continuato Fassino – abbiamo formulato le nostre proposte che partono dalla volontarietà delle gestioni associate, dalla gestione per ambiti ottimali e non per ampiezza demografica e da norme che rendano conveniente e incentivante associare i servizi. Anche su questo aspettiamo risposte per arrivare in tempi brevi ad una nuova e avanzata geografia istituzionale”. Il presidente dell’Anci ha dato, quindi, appuntamento alla prossima assemblea Anci che quest’anno si terrà a Torino dal 28 al 30 ottobre, “e sarà quella la sede – ha concluso – in cui faremo un primo punto della situazione per capire come e su quali basi si muoverà il confronto futuro con il governo”.
Pubblicato in : Editoriale, La parola al SindacoTag: anni, consiglio dei ministri, conti, emergenza, euro, futuro, governo, mare, mercato, parlamento, presidente del consiglio, renzi, roma, scuola, tagli, tassa

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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