Niente taxi per due giorni per un guasto ai centralini di SO.CO.TA e CO.TA.FI; chiusura del Colosseo per assemblea sindacale.
In una città che cresce, a forte vocazione turistica, come è Firenze, anche il servizio taxi – che oggi conta 1,8 taxi ogni 100mila abitanti – va implementato, con cento le licenze in più: è quanto ha stabilito la delibera della Giunta comunale approvata il 22 settembre e che dovrà passare al vaglio del Consiglio per l’approvazione.
Da allora però, sino alla serata del 24, i centralini delle due cooperative fiorentine SO.CO.TA e CO.TA.FI che gestiscono il servizio taxi sono stati entrambi irraggiungibili. Lunghe e impazienti le file di turisti e cittadini alla stazione di Santa Maria Novella e all’ aeroporto ma di potere prendere un taxi … neanche a parlarne.
I motivi? Un guasto alle apparecchiature e alle centrali operative delle due aziende. Questa la spiegazione data dai tassisti. Una spiegazione però alla quale quasi nessuno crede.
Non ci crede prima di tutti il sindaco Dario Nardella che, a caldo, a fronte del caos che si è creato, commenta che si faranno “tutte le verifiche opportune con le autorità di vigilanza perché si tratta di un servizio pubblico”, soggiungendo poi che “non si può toccare la città e coinvolgerla in un confronto aspro, non lo possiamo accettare”.
Sospetta quindi il sindaco che, dietro i proclamati malfunzionamenti, vi sia una (mal)celata protesta contro l’aumento delle licenze dei taxi, da sempre avversato dai tassisti fiorentini (e di tutte le città italiane) che già nei mesi scorsi avevano “giurato guerra” al Comune.
Possibile che l’accaduto sia solo casuale e che non si sia trattato invece di uno sciopero non dichiarato, una sorta di “rappresaglia” verso il Comune, messa a segno con un comportamento grave e irresponsabile?
Chiede spiegazioni alle due cooperative anche il prefetto di Firenze e della vicenda ne parla nel pomeriggio del 24 settembre, a Palazzo Medici Riccardi, nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale partecipa anche il sindaco.
Le sollecitazioni sortiscono effetto e la serata segna la ripresa dell’operatività dopo che la SO.CO.TA e la CO.TA.FI hanno fornito le loro spiegazioni sia sul guasto avvenuto (che avrebbe impedito di fare fronte alle richieste di taxi per la difficoltà di comunicazione via radio con la flotta di vetture) sia sulle procedure di riparazione effettuate.
Il Comitato provinciale ha comunque preso l’impegno di continuare a monitorare la situazione.
L’esperienza insegna infatti che da sempre le auto pubbliche si bloccano ogni volta che i Comuni provano a emettere nuove licenze: una licenza costa ed è un bene da difendere, soprattutto in tempo di crisi …
La vicenda fiorentina riporta alla mente quanto accaduto a Roma la settimana prima, quando il Colosseo e i Fori sono rimasti chiusi sino alle 11 o 11,30 del mattino per un’assemblea sindacale, regolarmente convocata e autorizzata.
Non intendo soffermarmi sulla immediata reazione del Consiglio dei Ministri che ha subito varato un decreto-legge per aggiungere all’elenco dei servizi pubblici essenziali anche l’apertura dei musei e monumenti (il decreto-legge 20 settembre 2015, n. 146 “Misure urgenti per la fruizione del patrimonio storico e artistico della Nazione”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.219 del 21 settembre e immediatamente entrato in vigore).
Neanche intendo soffermarmi sul se e sul quanto l’intervento preventivo dell’Autorità garante agli scioperi potrà giovare ad una regolare fruizione dei nostri beni culturali. Se ne è già letto esaurientemente proprio sulle pagine di questa rivista (http://www.pensalibero.it/blog/2015/09/21/musei-e-servizi-pubblici-serve-una-riforma-vera-dei-diritti-sindacali/) e non vi è da aggiungere altro.
Mi sembra però che un altro aspetto meriti una qualche attenzione.
I sindacati romani indicono un’assemblea per discutere dei problemi dei lavoratori, dei salari accessori non pagati, della mancata apertura della trattativa per il rinnovo del contratto e di altre questioni riguardanti i rapporti di lavoro e l’unica reazione che questo provoca è uno sfregio alla città, uno schiaffo ai turisti e ai romani? Dette poi dal sindaco Marino queste parole fanno sorridere.
Quel che meno fa sorridere è che, da quanto mi risulta, nulla si sa in merito al pagamento di quegli arretrati per i quali i lavoratori avevano indetto l’assemblea sindacale.

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