Pubblichiamo la lettera inviata da Alessandro Falciani, ex capogruppo del PSI al Comune di Firenze, a Francesco Bonifazi, capogruppo del PD al Comune di Firenze, in merito all’attuale questione sulla dedica o meno di una via cittadina a Bettino Craxi.

ieri pomeriggio ho partecipato, al seguito del neo segretario metropolitano del Psi Matteo Meloni e a diversi altri amici, alla seduta di buona parte del consiglio comunale. L’interesse, come puoi immaginare, era soprattutto rivolto al dibattito sulla proposta di intitolare una strada a Bettino Craxi e a Oriana Fallaci, senza niente togliere agli altri nominativi: in particolare il riferimento è al Prof. Giorgio Spini, verso il quale sono legato da sentimenti di affetto e tenerezza per aver avuto l’onore di conoscerlo. Ma per Oriana mi sento particolarmente coinvolto, e in qualche modo responsabile, per il mio ruolo di ex consigliere comunale. Mi spiego. Nel settembre del 2006 fu approvata una mia mozione (con 29 voti a favore e 6 contrari) che –non senza difficoltà- riuscì nel compito di realizzare una convergenza tra forze politiche degli opposti schieramenti allo scopo di onorare la sua figura, riconciliandola così con la città. La mozione prevedeva “di intitolarle una strada o una piazza, o un edificio particolarmente rappresentativo della cultura e della storia fiorentina, o di realizzarle una statua in un luogo altrettanto rappresentativo.” Un voto bipartisan, espresso in un momento difficile quando la polemica sui suoi ultimi libri era ancora vivace. Un voto che dimostrò una grande maturità del consiglio comunale, ed in particolare del gruppo Ds che ospitava al proprio interno pareri legittimamente discordanti. Rimane l’amarezza, con tutte le considerazioni che ne conseguirebbero, che a oltre cinque anni di distanza l’atto di indirizzo che impegnava il Sindaco e la Giunta, sia rimasto inevaso. Il tempo passa, e il mio augurio è che lunedì prossimo, non solo la mozione sia approvata all’unanimità, ma che il Sindaco la concretizzi , senza indugiare, nei soli tempi tecnici che si rendono necessari. Il tempo passa, gli animi si placano, il buon senso prevale.
Ma il vero scoglio è rappresentato dal titolare una strada a Bettino Craxi. Al di là delle dichiarazioni in parte enfatizzate e forse strumentalizzate dalla stampa, mi pare di cogliere imbarazzo e disagio nei consiglieri del tuo gruppo, che nascono dalla consapevolezza di essere in qualche modo violentati ad esprimere un voto che –se non vi si pone rimedio- rischia di consegnare, come è già accaduto a Milano, in ostaggio al centrodestra una figura come quella di Craxi, che pur con tutte le sue contraddizioni sta non solo a pieno titolo nella sinistra italiana, ma ne è stato un coraggioso innovatore e interprete. E non fa nessuna differenza se la proposta venisse o meno bocciata. Credo possa essere d’accordo che questa eventualità danneggerebbe il Pd, non la figura di Craxi.
Vedi, anche stando fermi si producono scelte. Nel 2006 anche Forza Italia aveva presentato una mozione per intitolare una strada alla Fallaci, ma la mia ebbe la precedenza per averla depositata poche ore prima. Se lasciamo i vuoti, prima o poi c’è qualcuno che li riempie, e questa legge vale per tutti.
Partiamo invece dagli sforzi compiuti in questi anni per riunire, e non per continuare a dividere polemizzando o osteggiando i propri simboli. Piero Fassino già nel 2003 nel suo libro “Per Passione” e successivamente nel congresso fondativo del Pd, colloca Craxi, non solo nel Pantheon della sinistra riformista, come un quotidiano fiorentino oggi ricorda, ma gli riconosce capacità di analisi, intuizioni e meriti negli sforzi che egli ha compiuto per modernizzare l’Italia e la stessa sinistra, in un inevitabile conflitto con Berlinguer, nell’eterna guerra civile della sinistra italiana. Allo stesso modo anche Berlinguer è stato un coraggioso innovatore del Pci: sostenendo il “pluralismo” al congresso del PCUS, quando dichiarò “esaurita la spinta propulsiva della Rivoluzione di Ottobre” , aderendo all ”ombrello protettivo della Nato”, e formulando la tesi dell’ “eurocomunismo”. Azioni che gli costarono profonde spaccature interne al Partito come nelle conseguenti scelte nei rapporti internazionali. Ma adesso la guerra dovrebbe essere finita, non facciamo come gli ultimi giapponesi. Siamo tutti nell’alveo del riformismo socialista, con tutti i nostri padri: da Turati a Gramsci, da Nenni a Togliatti, da Craxi a Berlinguer. Ognuno di loro, nel proprio contesto, ha declinato la propria azione politica nella convinzione di produrre un’emancipazione delle condizioni di vita, culturali e di libertà effettiva per il nostro Paese.
E allora, in considerazione anche del fatto che mi risulterebbe la circostanza che la città non ha ancora dedicato una strada a Enrico Berlinguer, il Consiglio Comunale di Firenze, e in particolare i consiglieri del Pd, hanno in mano una carta da giocare, tanto coraggiosa quanto straordinaria: assumere l’iniziativa che porti a sintesi non solo una pace conquistata e riconosciuta, ma anche un poderoso messaggio politico che giunga in ogni parte d’Italia, agli anziani come ai giovani. La proposta, in sintesi è quella di intitolare una strada “VIA CRAXI E BERLINGUER”.
Una iniziativa che, partendo da Firenze, non potrebbe non avere echi e commenti politici in tutta Italia, e probabilmente anche oltre, una iniziativa che porrebbe la città al centro del dibattito politico, con conseguenze che non potrebbero che essere positive.
Ti chiedo di valutare serenamente se valga la pena impegnarsi in questo sforzo che può apparire titanico e per i fondamentalisti (che si annidano ovunque) anche provocatorio. Ma non impossibile. La tua è la generazione che può, anzi deve, ripulirci dalle macerie. D’altra parte porsi obiettivi altamente sfidanti fa parte del DNA della sinistra, non per niente da 120 anni inseguiamo il “sol dell’avvenire”. Con la primavera ormai alle porte il Consiglio Comunale potrebbe, lunedì prossimo, inaugurare una nuova stagione, quella che tutti in cuor nostro ci auguriamo, ma che fino ad ora non abbiamo ancora vissuto. Volere è potere. Ti prego di riflettere su queste mie righe, se vuoi potremmo farlo insieme, serenamente.
Con spirito fraterno.
Alessandro Falciani
Ex capogruppo Psi al Comune di Firenze

L’idea di incollare le ex dispute della sinistra in una targa stradale supera ogni più sfegatato storicismo libresco, insomma incombe la pochade, e preccuparsi che figurette squallide per ragioni diverse come Berlinguer e Craxi siano il seme del futuro mi paventa un futuro molto, molto striminzito. Ma dico, il mondo sta andando pian piano a fuoco e a Firenze, la più astratta città della terra e perciò la più affascinante ammesso che il fascino serva a qualcosa, i socialisti si preoccupano del matrimonio politicamente omo tra Craxi e Berlinguer? Il tutto per ” il sol dell’avvenire “, quando non ci si accorge che il sole non nasce più a oriente né tramonta più a occidente. Mah!
Grazie Alessandro, questa tua lettera parla di storia e di futuro.
Riflessioni di grande respiro.
A presto