SARAGAT, NUOVO UMANESIMO E GIORNALISMO MISERABILE
Caro Cariglia,
Dopo avere visto l’ignobile articoletto a firma S.T. che riporto in calce, ho scritto questa lettera al Direttore de l’Espresso:
Egregio Direttore,
scrivo a proposito del box a pag. 16 dell’ultimo numero dell’Espresso intitolato Agenda nuovo umanesimo e firmato S.T. (immagino Susanna Turco).
Mi chiedo cosa possa avere ispirato un intervento così gratuitamente dispregiativo.
Cosa c’entra con la citazione di un discorso di Saragat del 1946 in veste di presidente dell’Assemblea Costituente il richiamo delle malefatte di esponenti del Psdi degli anni ’70-’80 ?
Malefatte che peraltro si sarebbero poi rivelate come prime avvisaglie di un generalizzato utilizzo delle tangenti che coinvolgeva l’intero sistema dei partiti della c.d. prima repubblica.
E cosa c’entra il povero Cariglia, persona perbene che viene accostata ai tangentisti solo perché Fortebraccio lo svillaneggiava per il suo anticomunismo ?
Infine mi chiedo: se il presidente Conte avesse citato De Gasperi, S.T. gli avrebbe rinfacciato i guai giudiziari di Forlani, le collusioni di Andreotti, le 65 tangenti ammesse dal tesoriere DC Citaristi ?
E se avesse citato il comunista Terracini, che succedette a Saragat come presidente della Costituente, gli avrebbe rinfacciato i finanziamenti dall’Urss o le tangenti della Metropolitana Milanese ?
Francamente sarebbe stato più dignitoso rispolverare le antiche facezie sull’alza-barbera. Ed è tutto dire.
Cordiali saluti.
Luciano Belli Paci
Caro Belli Paci,
ti ringrazio per la segnalazione e condivido
pienamente la tua lettera all’Espresso. Personalmente sono da decenni
indifferente a queste manifestazioni squallide del peggior
“giornalismo” omologato e, ormai, postdatato. Pensa: hanno paura, per
offendere, a usare il termine
fascista o comunista, ma non temono il ridicolo usando quello di
socialdemocratico. Ignoranti, e condizionati dall’opportunismo e dall’conformismo.
Se ci mettessimo allo stesso livello, potremmo dire che noi socialdemocratici li abbiamo fatti arrabbiare per una vita intera. Hanno provato a distruggerci in tanti modi e non ce l’hanno fatta. La loro rabbia ci lascia indifferenti, paghi come eravamo e siamo della loro impotenza. I socialdemocratici sono durati quanto gli altri, grazie a decine di migliaia di attivisti coraggiosi e generosi, che non si sono spaventati a competere in pochi contro tanti, nelle fabbriche, nei piccoli paesi, in tempi nei quali c’era da temere anche fisicamente. Abbiamo vinto storicamente perchè siamo stati decisivi, con la scissione di Saragat, per l’ancoraggio dell’Italia al mondo occidentale, alla democrazia e alla libertà.
Alla fine dei conti fanno tenerezza. Per negare i meriti dei socialdemocratici, sono costretti a dire che non tutti i dirigenti del partito erano come Saragat. Al contrario, proprio per difendere i comunisti, dicono che non tutti i dirigenti del PCI erano come Togliatti, consapevole e complice dei delitti di Stalin. Mentono in entrambi i casi.
Mentre noi siamo ancora in grado di ribadire le nostre ragioni. In occasione del decimo anniversario della scomparsa di mio fratello Antonio Cariglia, già segretario nazionale del PSDI, uscirà, il prossimo anno, un libro che ripercorre le vicende della socialdemocrazia italiana. E’ un libro di storia vera, non di propaganda omologata. Un caro saluto.
Nicola Cariglia

Caro Nicola, permettimi, direi che non fanno tenerezza ma piuttosto pena!
Non leggo l’Espresso da una vita. Da quando cioè – mentendo sapendo di mentire – ha pubblicato ignobili falsità relativamente ai partiti non comunisti, utilizzando il vecchio adagio Volteriano “calunniate calunniate, qualcosa resterà”.
Frase ripresa con grande vigore da personaggi come Beria ( sovietico) e Goebbels (nazista) per demolire chi credeva nella democrazia e nell’amicizia dei popoli..
Onestamente devo dire che anche oggi questa pratica è in vigore se penso all’accanimento contro Matteo Salvini, personaggio molto distante da noi (e dalle mie idee), ma che va considerato solo avversario, non nemico. La demonizzazione non paga NON HA MAI PAGATO!
Quanto a noi caro Nicola, l’accanimento è cominciato fin dal primo dopoguerra, dove anche miei compagni socialisti si sono fatti coinvolgere ed è continuato con magistratura e media, che non hanno lesinato sciabole e mazze per abbattere l’idea che dopo Cristo ha predicato libertà giustizia sociale e uguaglianza in Italia e nel mondo.
Per ora hanno vinto, ma non ce la faranno.
Come diceva Giacomo Matteotti, l’uomo che è riuscito ad unire, sotto un unico tetto, le varie “eresie” socialiste, che pure se le sono date di santa ragione: “uccidete me, ma non l’idea ch’è in me”.
Noi ci siamo e ci saremo sempre e sono certo che ritroveremo quell’identità e quell’amicizia che Nenni e Saragat mantennero dalla “resistenza” fino alla morte.
Ti assicuro la mia vicinanza a te ed al partito di cui tuo fratello è stato tra i massimi esponenti, essendo certo che insieme potremo ancora indirizzare baldanzosi giovani sulla via maestra del socialismo nella libertà.
Lo sai benissimo, Nicola, che sono nato socialdemocratico e che invece dopo il fallimento dell’unificazione, finché mi sono occupato di politica, sono poi rimasto nel PSI, militando tra l’altro nelle componenti di sinistra di quel partito. Però i presupposti del socialismo e della democrazia sono sempre rimasti a fondamento delle mie convinzioni politiche, anche adesso che mi limito ad osservare. La figura di Giuseppe Saragat ispirò allora la mia adesione al socialismo democratico e più passano gli anni, più la storia di quei tempi viene approfondita, non vedo motivi per rinnegare la mia scelta di allora..
Certo Silla, e lasciamo pure perdere il numero di anni trascorsi da quando ci attardavamo in dispute appassionanti, come succede solo quando le discussioni si fanno per divergenze all’interno dello stesso partito. Se penso ad oggi,mi viene da sorridere per la nostra ingenua e sincera aspirazione alla perfezione!
Noiosissimo, invece. sentire ripetere gli stessi luoghi comuni da inesperti e giovani giornalisti. Che, però, hanno già esperienza di come mettere le vele al vento. Un abbraccio.
Bravo Nicola tieni alta la bandiera dei Socialdemocratici e…dei Cariglia che qualche merito in questo paese se lo sono guadagnato da partigiani.
La storia ci ha dato ragione, siamone degni