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Verismo musicale (6°)

Verismo musicale (6°) Viaggio alla scoperta del verismo italiano attraverso l’opera di Umberto Giordano guidati nel percorso da Umberto Zanobetti

di Umberto Zanobetti | 12 Luglio 2005

Umberto Giordano
Il nostro percorso nel verismo musicale si è snodato attraverso la musica di Mascagni, Puccini, Leoncavallo e Cilea. Oggi vogliamo rammentare l’ultimo dei grandi interpreti di questo movimento, la cui carriera ebbe esordi difficoltosi e complessi: Umberto Giordano.
La sua opera di esordio Mala vita, lavoro spiccatamene di gusto verista, riscosse un discreto successo alla prima rappresentazione avvenuta nel 1892 a Roma. Tuttavia l’inconsueta crudezza del libretto suscitò aspre polemiche nel pubblico napoletano.
Artista di temperamento esuberante incide nella sua musica i tratti salienti della sua personalità, realizzando opere dove una calda, appassionata vena melodica ed una cantabilità piacevole si sposano ad uno spiccato senso teatrale ed ad una suggestiva immediatezza musicale.
La via del successo si schiuse per Giordano con Andrea Chénier, la cui prima rappresentazione nel 1836 a Milano fu seguita da un altro grande successo due anni dopo con il dramma Fedora.

Andrea Chénier
Opera in quattro atti su libretto di Luigi Illica, il grande librettista autore tra le altre di Bohéme, Tosca, Madama Butterfly, Iris, Manon Lescaut, è dramma con ambientazione storica nella rivoluzione francese. Concepita secondo i canoni del verismo ha per protagonista un poeta realmente esistito nella seconda metà del ‘700, Andrea Chénier.
Nonostante l’opera subisca precise critiche di squilibri nella struttura musicale e per l’accentuata enfasi sanguigna e tribunizia che spesso trascende nel declamatorio, l’immediato coinvolgimento nella dinamica teatrale e l’accattivante vena melodica ne fanno un’opera di rapida assimilazione e di grande attrattiva sul pubblico.
Il libretto, molto bel congegnato apre il primo atto al ballo della contessa di Coigny dove il giovane poeta Andrea improvvisa in inno ispirato a nuovi ideali progressisti.
Unica tra gli ospiti a rimanere colpita ed affascinata dal giovane sarà la contessina Maddalena.
Dall’imagine dorata della festa il secondo atto vede Parigi innalzare la ghigliottina in un’atmosfera piena di delatori. Il poeta ricercato e Maddalena si dichiarano reciproco amore. Andrea è ormai stato catturato ed in una cella scrive i suoi ultimi versi. La contessina facendosi passare per una condannata lo raggiungerà in prigione ed insieme verranno condotti al patibolo. Mario del Monaco e Maria Callas nella loro esecuzione sono sicuramente due amanti indimenticabili. ( Orchestra Teatro alla Scala, Antonino Votto, 1955 recording, Emi Classic)

Umberto zanobetti

Pubblicato in : Musica

Info Umberto Zanobetti

Umberto Zanobetti, fiorentino, imprenditore nel turismo da oltre 15 anni e socio della Dataflorence, società informatica che opera nel settore dell’ e-commerce e dell’indicizzazione web.
Giornalista per il quotidiano L’opinione, del quale segue anche lo sviluppo grafico e l’impaginazione, e per il gruppo Metropoli; scrivendo di politica, commercio e musica classica.
Padre di Margherita, coltiva l’hobby del giardinaggio ed è appassionato ascoltatore di opera lirica.

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