Ma Verdini è o non è in maggioranza? il problema sta agitanto le acque all’interno del PD. Le “anime belle” ne fanno una questione “morale”. L’uomo, intelligente ma spregiudicato e plurinquisito, inquinerebbe la “purezza” che, per definizione, è insita in una formazione di sinistra.
Tutta la questione è una grande sciocchezza. Primo, perchè il PD, con l’accordo di tutti, ha già fatto maggioranza non solo con Verdini ma anche con Berlusconi. Secondo, perchè la “purezza” della sinistra è una novella a cui non crede più nessuno, se mai qualcuno ci ha creduto. Terzo, perchè, visto che con i suoi voti ALA garantisce la tenuta del governo, anche nel caso che ci sia qualche franco tiratore nella minoranza interna del Partito Democratico, è di tutta evidenza che, con o senza patti formali, fa parte integrante della maggioranza. Quarto, perchè la domanda che le “anime belle” dovrebbero porsi non è se Verdini sia o non sia in maggioranza ma perchè c’è. Come è possibile che uno che è stato un esponente di primo piano del centrodestra e che, addirittura, è stato il braccio destro di Berlusconi abbia sentito il bisogno di fare una mossa del genere?
Alla domanda il diretto interessato risponderebbe: perchè questo governo è l’unico che, in questo momento, può governare l’Italia e perchè la politica che viene fatta è molto vicina alla nostra. Vero. Solo che per portare avanti questa scelta Verdini paga un prezzo molto alto. Viene considerato un “traditore” dai vecchi compagni e un “appestato” dai nuovi. Insomma è in una situazione nella quale, per lui, sarà difficile ricevere un qualche “riconoscimento”.
Il suo, allora, potrebbe essere puro altruismo. Una mossa fatta nell’esclusivo interesse del Paese. Potrebbe essere ma crediamo sia molto difficile. L’uomo, molto pragmatico, non ha propriamente l’aspetto, e la storia, del Buon Samaritano.
Più facile allora che la ragione vera sia un’altra, peraltro già adombrata da qualcuno fin dall’inizio della sua avventura: Verdini è in missione. Sta portando avanti un compito che gli è stato affidato personalmente da Berlusconi. Una missione che non può essere fatta alla luce del sole ma che è di vitale importanza.
Quando una tale supposizione venne avanzata, noi fummo tra coloro che parlarono di “fantapolitica”. A distanza di un anno da quei giorni però siamo molto vicini a cambiare idea. Per una ragione molto semplice. Diverse scelte dell’Esecutivo suffragono una tale interpretazione. Vediamo le principali. Luisa Todini, ex parlamentare europea di Forza Italia, alla Presidenza delle Poste, Ilaria Dallatana, ex responsabile dell’ufficio marketing di Mediaset, alla direzione di RaiDue, Francesca Canetta, anche lei proveniente da Mediaset, alla vicedirezione, sempre di RaiDue, Flavio Cattaneo, manager molto vicino a Berlusconi, Amministratore delegato di Telecom. Nomina quest’ultima che potrebbe rivestire, per Mediaset, un’importanza strategica. Sia per quanto riguarda la prossima cessione delle torri di trasmissione, che fanno gola a Ei Towers, società controllata da Mediaset, sia per possibili, futuri accordi con la stessa Mediaset che, dopo l’accordo con Bollorè e Vivendi, ha già messo un piede in Telecom, visto che di Telecom, Vivendi possiede più del 21%.
Si aggiunga a questo che, in Parlamento, Forza Italia, al di là degli attacchi verbali, registra sempre molte assenze al momento dei passaggi più delicati.
Per carità, nessuna prova. Solo tanti indizi. Ma noi non ci meraviglieremmo più di tanto se, all’avvicinarsi del voto sul referendum istituzionale, vero giro di boa per il governo, Berlusconi, trovasse improvvisamente qualche appiglio per assumere, sul voto, una posizione più sfumata.
In fondo siamo tutti figli di Andreotti, che, a ragione, sosteneva che “a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina”.

A Gianfranco Orsini mi permetto di replicare che non ho voluto accostare a Dino Grandi il Verdini, sarebbe stato un insulto alla storia ed al valore del personaggio storicamente rilevante come fu l’autore del famoso odg che pose fine al regime fascista mentre il Verdini è uomo di cronaca (giudiziaria). Ho voluto semplicemente sottolineare un aspetto del nostro carattere italiota che ci spinge (in politica) spesso al doppio gioco …. (“andare a letto con il nemico del mio amico per favorire quest’ultimo…..”). Poi, nel caso di Dino Grandi, non penso che ci fosse un disinteressato amor di patria… Aveva capito da tempo che la guerra era irrimediabilmente persa e voleva salvare dal disastro più che la martoriata popolazione la corona ed il regime demussolinianizzato e reso un tantino più liberale per avere la clemenza degli inglesi suoi amici. Il Re sciaboletta pensava a Lui anziché a quell’emerito farabutto di Badoglio come primo ministro dopo la defenestrazione della buonanima. ….. ma i moderati antifascisti che si radunano attorno a Maria José sconsigliarono il Savoia di fare quella scelta inopportuna….tant’è che il Grandi capi ‘ che non era più aria per Lui e fuggì a Lisbona e poi in Sudamerica da dove ritorno’ nei tardi anni ’50.
La fantascienza è sempre stata un mio hobby.
Mi sono letto praticamente tutti i romanzi di Urania e visto quasi tutti i films fino a “guerre stellari”.
Non penso però succeda quanti paventa Magni.
Da quando è entrato in politica Berlusconi non ha fatto altro che perdere uomini ed alleati. Ha cominciato con Scognamiglio rettore della Luis e fatto senatore e presidente. Poi con Dini, Fini per finire al fido scudiero Alfano.
La motivazione è piuttosto semplice. Dove lo può trovare un politico di seconda fila un trampolino di lancio come il cav., per abbandonarlo appena appena le fortune gli arridono ed è accreditato nei posti giusti?
Tutti sanno che Berlusconi, per quanto potente, non è un politico/politicante e quindi la CASTA appena può lo sgancia.
Verdini di questa casta è uno dei campioni, perdipiù non è veneto come me o pugliese come Nicola o…., ma toscano ed i toscani, lo sappiamo tutti, i loro privilegi e presunzioni li mantengono tutti. soprattutto quelli legati al sistema creditizio che ha una storia lunga come le potenze europee.
Se pensiamo poi che la magica parola “sinistra” è diventata la parola magica dei furbi di qualsiasi provenienza abbiamo quadrato il cerchio (magico?).
Berlusconi è stato una buona mammela e, per quanto ancora pugnace, è destinato a soccombere, anche per questioni d’età.
Spiace invece appurare che nella sinistra democratica i felloni abbondano perché nessuno si propone come alternativa al pinocchietto di Rignano sull’Arno, avvilendo e svilendo quanti anelano ad una sinistra in grado di condurre questo martoriato Paese.
E’ la storia d’Italia: raramente si sono affermati politici che in tasca non avevano il piffero incantatore.
Non mi meraviglierei se Verdini facesse quel gioco in accordo e per conto del Berlusconi. La storia del Belpaese e ricca di questi fatti : basti pensare che Dino Grandi, gerarchissimo fascista , d’accordo con il Re sciaboletta e fellone aveva cominciato a sondare gli inglesi fin dalla fine del 1942 per sganciare l’Italia dal conflitto oramai perso e dall’alleanza con i nazisti !!!