E’ passata solo una settimana dalla sentenza della Cassazione che ha stabilito l’incompetenza della Procura di Milano con conseguente annullamento della sentenza SME. Già si è spenta l’eco delle reazioni e del fuoco fra gli opposti schieramenti: la denuncia per undici anni di indagini e polemiche a vuoto; le accuse reciproche di giustizialismo da un lato e “delegittimismo” della magistratura dall’altro. E tutto torna festosamente come prima.
Ci sarebbe stato da credere che la questione della competenza territoriale delle indagini sarebbe stata centrale e attentamente vagliata, visto il ripetersi di abusi con conseguenze frustranti sulla giustizia. Ed invece, ecco pronto un nuovo caso, “Vallettopoli” che ripropone la stessa superficialità e lo stesso logoro cliche. I giornali si riempiono di indiscrezioni che creano morboso interesse su fatti personali e penalmente irrilevanti di persone note: calciatori, attricette, etc. Si crea una sapiente suspence, lasciando intendere futuri clamorosi sviluppi, il coinvolgimento di grossissime personalità, di politici.
L’interrogativo che resta da sciogliere è uno solo: si stanno facendo filtrare (illecitamente) notizie e intercettazioni per bruciare le indagini e salvare qualche pesce grosso; oppure si sta facendo salire la temperatura per fare poi partire, al momento giusto, il siluro contro la vittima o le vittime designate?
Prima ancora che questo interrogativo abbia una risposta, noi pensiamo però che ci sia un’altra richiesta da esaudire: perché è la procura di Potenza che indaga su Lele Mora che sta a Milano; su attricette e vallette che stanno a Roma, o in Sardegna (d’estate) o a letto dove e con chi pare loro; su calciatori che a Potenza non ci sono mai stati e forse nemmeno sanno dove si trova?
Senza compromettere le indagini, una spiegazione al riguardo è doverosa. E il ministro Mastella, che ha inviato gli ispettori, ci rassicuri su questo!
Veline, calciatori e i soliti veleni
Si fan filtrare notizie per bruciare le indagini e poi far partire al momento giusto il siluro contro le vittime designate? Dopo la sentenza della Cassazione sul processo SME, una risposta è ineludibile.

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