Gentili Signori,
ho scoperto oggi (dopo aver osservato, da fuori, il mio ennesimo attacco di rabbia) un sentimento che sino ad ora avevo ignorato, rimosso, nascosto a me stesso. Ho scoperto oggi un uomo vendicativo, assetato di rivalsa, accecato dal fuoco del volersi vendicare di tutto quanto subito dalla ex. moglie e dal sistema. E la vendetta ha generato odio, aggressività, e poi rabbia.
Ricordo a 23 anni, ero felice. Sereno. Ero fiero di me stesso, forse un po’ ingenuo ma aperto e molto fiducioso verso gli altri, in ascolto e piena interazione col mondo. Ricordo poi quella donna che iniziò quasi da subito a “colpirmi” con i suoi atteggiamenti inaspettati, improvvisi, forti. Così, in un crescendo di queste situazioni, mi metteva in imbarazzo, in difficoltà, provocava, stimolava la competizione, mi seduceva e mi allontanava assieme, mi adorava e poi improvvisamente duramente mi criticava (adorare ed allo stesso tempo detestare qualcuno?).
Certo poi ho capito che era una persona molto falsa e malata. Ma allora non lo sapevo. Così mi lasciai prendere, risucchiare da quella storia. Iniziai a reagire sempre più alle sue stimolazioni, ad arrabbiarmi, poi a sentirmi in colpa, a provare rabbia e amore assieme, fastidio e poi compassione anche più volte nello stesso giorno, nello stesso pomeriggio.
Oggi, mi sento come uno che è stato “giocato” come un giocattolo, di qua e di la, come se ci si fosse divertiti a vedere “cosa succedeva” o “come reagiva” se gli si avesse fatto questo o quello. Mi sento come se avessi fatto parte di un SIM/LIVE (un videogioco, un GOD/GAME) dove con la tastiera del computer si muovono i personaggi e si fanno interagire tra loro nelle maniere più bizzarre, dagli effluvi d’amore sino a farli scannare per soddisfare i propri istinti sadici e le proprie pulsioni.
Fu da allora dunque che iniziò la competizione, la sfida, e lentamente la guerra.. di cui però io non mi rendevo ancora bene conto e che ai miei occhi era ancora in gran parte sotto la cenere.
Tre anni dopo questa donna mi portò in una specie di “setta” dove ti inducevano a sbatter fuori sentimenti, emotività ed istinti assieme senza complimenti, e senza controllo. Mi fecero (e mi fece) rompere i rapporti e distaccare da quasi tutti gli amici ed i parenti. In questi gruppi di psicoterapia allo sbando la sfida con lei si allargò alla sfida col mondo. Emotività, odio-amore, eccessi, tutto. Forse lentamente stavo diventando come lei, e forse era questo che lei voleva (ricordo la sua frase “fondere il nostro DNA in uno solo” che mi disse in quel periodo). Due anni dopo però.. mi lasciò. Avevamo anche una bambina piccola. Ovviamente non lo fece in punta di piedi. Mi tradì con un mio allievo (più giovane) insinuando che “lui si era un vero uomo!”. Nell’arco di pochi giorni mi fece capire poi le sue altre intenzioni.. mi ricattò sulla casa, sui miei guadagni (la legge del divorzio si sa, è dalla parte delle donne), iniziò a non farmi vedere mia figlia ed offendermi pesantemente.
Ricordo una sera mi disse che mi lasciava perché era chiaro che “io non ero alla sua altezza”, perché neppure riuscivo a capire quando lei mentiva e quando diceva la verità.. (che motivazione!).. quindi dovevo farmi da parte, in silenzio, rinunciare a tutto, casa, soldi, figlia, dignità. Forse ripensando al “gioco” (di cui parlavo sopra) questo era per lei il momento di quando si scoprono le carte.. e lei col suo full immaginario mi stava dicendo “guarda, hai perso” ..game over.
E’ in quel giorno, è in quella separazione, che la sfida invece si riaccese, ebbe una grande fiammata. E diventò ufficialmente una guerra.
Dunque, riepiloghiamo.. avevo 23 anni quando ero un bravo ragazzo che amava se stesso ed il mondo, e le persone di qualunque specie e colore! Ma quella sera a 29 anni, solo 6 anni dopo, negli occhi non avevo più tanto amore. Dentro di me un garbuglio di sentimenti ed istinti confusi.. e quella donna che avevo di fronte.. verso la quale ero in “reazione”, perso in un circolo vizioso, una spirale crescente.
La sua “manipolazione” e poi quella della “setta” mi avevano reso lontano da ciò che ero prima (ho scoperto tempo dopo che lei faceva la “burattinaia” con le vite di molta altra gente..). Ecco. Tutto qui. Oggi capisco che, in questo contesto di sradicamento e alienazione da me stesso, dal mio ambiente, dai miei valori, dalle mie amicizie e parentele, ho iniziato a coltivare, sempre più (e poi inevitabilmente, anche con altre persone), quel sentimento di cui ero in fondo sempre stato piuttosto incapace: la vendetta e l’odio.
In questi ultimi anni (oggi ne ho 36) non mi sono dunque solo difeso (giustamente) dalle angherie e deprivazioni che tutt’ora lei porta avanti nei tribunali per cercare di negarmi mia figlia e per cercare di estorcermi ancora dopo 7 anni dei soldi, nonostante siamo divorziati, nonostante sia disoccupato e lei lavori, non ho solo cercato (anche qui giustamente) di rifarmi una vita.. ma mi rendo conto solo oggi che ho “anche” odiato e coltivato la vendetta.
Ricordo in questi anni nei pensieri spesso si insinuavano immagini “disturbanti”, di me che picchio lei, o lui, che spacco tutto, faccio un incidente, insomma.. pensieri molto brutti, pensieri che ogni tanto balenavano nei miei ragionamenti di tutti i giorni, ma che spingevo via.. forse per disagio o paura, forse perché non mi piaceva ammettere che facevo quei pensieri, ammettere che anche se solo un po’ ero diventato vendicativo, rabbioso. Allora cercavo di non vederli, di accantonarli, di scordarli. Ma loro ritornavano frequenti nei sogni, o la sera prima di dormire, o quando volevo rilassarmi (e infatti non ci riuscivo).
Ecco forse perché negli ultimi mesi, giunto finalmente ad una vera e seria “psicoterapia”, iniziata a ritrovare l’autostima, i vecchi buoni ricordi, le persone ed i valori importanti della vita.. mi era venuta fuori “inaspettata” questa forte rabbia.. che si manifestava all’improvviso, senza reale motivo, forte, espressa in scatti di ira incontrollabile, dove riuscivo a placarla solo dopo aver rotto una sedia, un vaso. Poi dopo 5 o 10 minuti mi calmavo.. e restavo li.. quasi sbigottito a cercar di capire cosa mi fosse appena successo.
Nei primi mesi di terapia non trovavo soluzione perché la cercavo “fuori”. Ma il motivo della mia rabbia, ho scoperto, era semplicemente e solamente questo: odio e voglia di vendetta, interiori, verso la ex. moglie (e tutto il sistema a servizio). Quando ho capito questo mi sono sentito li per li un po’ misero.. perché ho capito che la superbia, l’ira e la faziosità avevano preso troppo spazio dentro me.. abbastanza da farmi essere in questi anni forse uno dei peggiori me stesso nella mia vita: sfiduciato, cinico, aggressivo.
Ripenso ancora quindi, per un ultima volta, ai miei 23 anni: ero armonioso, saggio ed equilibrato. Di fronte alla vita ed alle persone sapevo miscelare ego ed umiltà, amore e distacco ..nella maniera giusta. Ero felice e sapevo donare serenità, gioia e speranza.
E voglio tornare ad essere così e sentire la vita che scorre insieme ai suoni dell’universo.
r.isabella@email.it

Ma erano vere felicità e serenità quelle dei tuoi 23 anni e che vorresti ritrovare? Vere felicità e serenità non accecano al punto di non riconoscere la persona negativa che hai accanto. Manda al diavolo i tuoi 23 anni, cerca una donna vera, non una donna estrosa che è quasi sempre sinonimo di donna fallita, e lo stesso vale per gli uomini. Gli estrosi sono sempre dei fasulli.